CALCIOPOLI/ Inter, Tronchetti: «Strumentalizzazione del nulla»

- La Redazione

Secco il commento dell’azionista nerazzurro sulla “nuova calciopoli”

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Tronchetti allo stadio con Moratti (Foto Ansa)

Il polverone mediatico alzatosi in seguito alle  “nuove” intercettazioni emerse che includono Giacinto Facchetti e Massimo Moratti  è una  grave strumentalizzazione secondo Marco Tronchetti Provera.  Sulla vicenda Calciopoli che in questi giorni si ssta cercando di accostare anche all’Inter seguendo la linea della difesa di Luciano Moggi secondo cui o «tutti colpevoli o nessuno» c’è «una strumentalizzazione del nulla e questo è estremamente grave».

Lo ha dichiarato Marco Tronchetti Provera, consigliere d’amministrazione dell’Inter, a margine di un convegno di Confindustria a Parma. «Io credo che in questi giorni non sia emerso assolutamente niente: c’è un’intervista di Moratti del 2006 che dice con chiarezza quello che avveniva e che oggi si cerca di ribaltare come se ci fosse qualcosa di illegale: invece non c’è niente di illegale».

Moratti, l’intervista del 2006

Il problema non è tanto se parli, ma cosa dici. Questo è quello che avranno pensato in molti leggendo le intercettazioni che chiamano in causa in questi giorni anche l’Inter e altre squadre nel polverone calciopoli. Questo è quello che diceva Moratti nel pieno della "buriana", cioè nell’agosto del 2006, quando le intercettazioni che riguardavano i colloqui suoi e di Giacinto Facchetti con Paolo Bergamo non erano ancora uscite. Ecco alcuni stralci dell’intervista rilasciata da Massimo Moratti al magazine del Corriere della Sera del 31 agosto 2006:

 

"Non c’è niente di male a parlare con Bergamo. La differenza sta nelle cose che si dicono…", affermava il patron nerazzurro che continuava: "Loro chiamano per sapere se va tutto bene". Moratti nega di aver mai chiamato un designatore "Ma posso aver ricevuto da loro qualche telefonata in cui mi chiedono opinioni".

 

Quindi c’è sempre stata la possibilità che uscissero prima o poi intercettazioni in cui c’era anche Moratti: "Solo telefonate normali – continuava il patron nerazzurro – senza alcun interesse". Infine un giudizio sulla Juventus di allora: " La Juve aveva un ottimo allenatore e un’ottima squadra. Potevano benissimo vincere senza bisogno di trucchi, ma volevano essere sicuri al 100%. Pensavano: non possiamo permetterci il minimo rischio di perdere. Il sistema Moggi era come un’assicurazione".



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