AS ROMA/ Il pagellone di fine stagione: Vucinic, Totti e Ranieri, l’Inter ha avuto paura

- La Redazione

Scopriamo, dal portiere all’allenatore, tutti i protagonisti della stagione giallorossa attraverso i voti, l’analisi e i commenti su quanto fatto nell’arco degli 80 punti conquistati

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Vucinic attaccante giallorosso (Foto Ansa)
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Il campionato ha chiuso i battenti domenica e, per la Roma, si è trattata di una stagione straordinaria. Una lunga ed emozionante cavalcata verso il vertice che ha portato non poche soddisfazioni al team di Ranieri e alla città intera. Nonostante  il sogno scudetto sia sfumato all’ultima giornata, bisogna comunque riconoscere meriti e protagonisti di questa stagione giallorossa che, soprattutto tra gli appassionati, non potrà certo essere dimenticata. Passiamo dunque in rassegna, uno ad uno, i protagonisti della Roma 2009-2010.

Julio Sergio 7: Pieni voti per questo “pischello” di 31 anni, scoperto da Ranieri dopo 2  stagioni di anonimato giallorosso. Pieni voti per un professionista umile e serio che ha sfruttato alla grande la preziosa (e rara) occasione concessagli guadagnando la fiducia di uno spogliatoio e di una piazza. Le parate contro la Lazio lo hanno fatto entrare nell’Olimpo giallorosso e ora, tra i pali, esiste solo lui.

Doni 5: La stagione degli errori, dei rimpianti e delle delusioni per un portiere che, fino a qualche mese fa, era il titolare indiscusso della Roma. Complici alcuni infortuni e troppi tentennamenti, il buon Doni ha perso il posto tra i pali giallorossi, cosa che con tutta probabilità gli procurerà la partenza da Trigoria. Una soddisfazione però, è arrivata lo stesso ed è la convocazione per il Sudafrica.

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Cassetti 6,5: Non è più un ragazzino e, dopo mesi di alti e bassi, si è rimesso in discussione con i suoi errori, le ingenuità e le cose giuste, tante, quelle che lo hanno fatto tornare titolare fisso sulla fascia destra. Marco ci ha messo cuore e tanta pazienza, ha segnato il gol del derby e ha sempre dimostrato grande attaccamento alla maglia. Un campionato da vero lottatore.

Motta 5,5: Volenteroso, intenzionato a correre e a far bene. E’ giovane, è in comproprietà e ha un futuro davanti a sè. Alla Roma non ha brillato, Ranieri lo ha più volte fatto accomodare in panca ma, nonostante questo, ha dato il suo contributo con grande generosità.

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Juan 7,5: E’ tornato uno dei più forti centrali al mondo. E’ resuscitato (Ranieri docet) dopo gli infortuni e le polemiche e ha nuovamente fatto innamorare tifosi e addetti ai lavori. La sua classe negli interventi, la sua prontezza di riflessi e la sua professionalità: un repertorio da applausi per un calciatore di esperienza, tutt’altro che finito. Pronto per dire la sua ai Mondiali del Sudafrica.

Burdisso 7,5: Una piacevole sorpresa. Arrivato in prestito dall’Inter e subito diventato protagonista (e titolare) in coppia con Juan. Ha costruito una difesa solida, reattiva e sempre pronta a scacciare l’avversario. L’argentino ci ha messo tanta grinta e rabbia agonistica, uscendo dal campo sempre con la maglia sudata. Perché non prenotarlo anche per la prossima stagione?

Mexes 5,5: Romano d’adozione, amato e stimato da una città, oltre ad un grande professionista. Il difensore francese non ha però vissuto la sua miglior stagione in giallorosso, a causa di un infortunio, prima, e della mancanza del “posto fisso”, poi. Nonostante le prestazioni poco brillanti, Philippe si riconferma uno dei più affezionati a questa maglia. Le lacrime alla fine di Roma-Samp lo dimostrano.

Riise 6,5: Dalla Norvegia con furore (e con le maniche corte). L’ex Liverpool ha finalmente trovato la sua dimensione nella Capitale, si è esercitato come marcatore (5 gol) segnando una rete storica a Torino contro la Juve, ha macinato chilometri sulla fascia sinistra non dimenticandosi di difendere con grinta e determinazione. Un vichingo scalda cuori.

Tonetto s.v.: lungo infortunio, più assenze che presenze. Neanche cento minuti in tutto. Sfortunato.

 

De Rossi 6,5: Capitan Futuro. Nonostante una stagione non brillante in cui la forma e il rendimento hanno più volte lasciato a desiderare, Daniele non ha mai mollato, ha portato avanti le motivazioni di un gruppo affiatato e ambizioso, raccogliendo tra l’altro un bottino di 11 reti tra campionato e coppe. Ha chiuso la stagione a Verona con una prestazione straordinaria, degna dei suoi livelli. E non è un caso che sia uno dei pilastri della Nazionale, nonchè unico romanista convocato da Lippi.

 

Pizarro 7,5: Questo piccolo grande regista. Poca scena, ancor meno mondanità, ma tantissima sostanza. Il Pek ha smosso e commosso gli animi del pubblico, ha giocato una stagione ad alti livelli rivelandosi la pedina fondamentale del centrocampo giallorosso. A suon di recuperi, ripartenze, idee e suggerimenti, il cileno ha dettato i tempi del gioco giallorosso. Cavaliere del lavoro.

 

Brighi 6: Poche occasioni per giudicarlo bene anche se, lo conosciamo, è un professionista affidabile e determinato. Il riminese non ha deluso Ranieri e ha risposto presente quando il centrocampo lo ha richiesto. Agli atti anche una doppietta personale.

 

Taddei 6,5: Un altro miracolato dalla cura Ranieri. Ritrovate le motivazioni e la forma fisica, il brasiliano è tornato a dare sprint alla manovra giallorossa. Le sue accelerazioni, i suoi numeri verdeoro e la grinta inarrestabile hanno condito il finale di stagione della Maggica Roma.

 

Perrotta 6,5: Il vice del vicecapitano. Gerarchie a parte, il centrocampista campione del mondo ha lavorato sodo al servizio della squadra spendendo tante energie spesso per quel lavoro sporco e magari invisibile che però ha permesso alla squadra di girare bene. Il cuore e la passione continuano a battere in lui.

 

Menez 6,5: Inizio disastroso, poi ci ha pensato Ranieri a metterlo in riga. E ne è valsa la pena. Il francesino ha mostrato numeri da fuoriclasse e potenzialità da campione. La sua velocità ha fatto impazzire le difese di mezzo campionato, in particolare quella dell’Udinese. Peccato per il gol, appuntamento che Jeremy ha centrato solo contro il Milan, pur meritandolo in più occasioni.

 

Vucinic 8: L’attaccante che forse, a Roma, ancora non conoscevano fino in fondo. Il montenegrino ha corso come non mai e ha sfornato 14 gol decisivi per il campionato, partita dopo partita, diventando leader dell’attacco e contribuendo in modo decisivo alla cavalcata giallorossa. Indimenticabile la doppietta al derby, una cosa "molto bellissima". Auguri papà Mirko.

 

Toni 6,5: Pennellone o Gulliver, che dir si voglia. E’ arrivato con la sua stazza fisica e una valigia piena di concretezza e voglia di rivincita. E non ha deluso. Nonostante un infortunio di oltre un mese, Toni ha segnato (contro l’inter un sigillo pesantissimo) e lottato in attacco, forte di fisico ed esperienza. Il To-To non è andato a nozze come si pensava ma quel che c’è stato non è da buttare, anzi. Addio o arrivederci, grazie mille comunque.

 

Julio Baptista 5,5: La grande incognita di questa squadra. Serio, professionale, composto e sempre disponibile. Nonostante ciò, la Bestia non è riuscita a sfondare come ci si aspettava e ha vissuto di alti e bassi nel corso di una stagione passata in panca. Che ne sarà del domani? Chi lo sa, intanto lo rivedremo ai Mondiali.

 

Totti 8: Un campionato giocato tra mille tribolazioni, ma non per questo senza passione e risultati. Il Pupone ha dovuto lottare contro avversari, infortuni, moralisti e partite storte. Alla fine hanno trionfato i fatti: 25 gol stagionali in 31 presenze e una consapevolezza: il capitano è sempre lui che, con classe, giocate e carisma ha combattuto fino all’ultima giornata con tanto di lacrime finali. C’è solo un capitano. E non è finito.

 

Ranieri 9: Il migliore in campo stava seduto in panchina. Lui, romano e romanista, ha sfidato le critiche e il passato bianconero per risollevare una squadra che a inizio stagione era in stato comatoso. Da 0 (punti) a 80. Alta velocità allo stato puro e professionalità da vincente. Ha resuscitato signori calciatori (Juan, Vucinic, Taddei, Perrotta, Menez) e ha accompagnato la sua Roma in questa cavalcata straordinaria, ai limiti dell’impossibile. Lontano dalle polemiche e dal caos mediatico, british nello stile, romano nel cuore.

 

(Marco Fattorini)

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