CALCIOMERCATO/ Juventus, Marotta, Agnelli, Delneri: inizia l’era della nuova “Triade”. Video

- La Redazione

Ieri è iniziata ufficialmente la nuova era con alla presidenza di nuovo un Agnelli

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Gigi Delneri, allenatore Juve (Foto Ansa)

«La squadra che scende in campo è lo specchio della società, più forte è la società, più forte è la squadra». Marotta dixit. I tifosi juventini se lo augurano. E’ iniziata ufficialmente la nuova stagione sportiva della Juventus. E’ iniziata la nuova era Andrea Agnelli. Senza tentennamenti la società ha scelto Beppe Marotta e Gigi Del Neri per rilanciarsi. Il neo presidente in sede di presentazione del direttore generale e dell’allenatore ha avuto parole di elogio per i due acquisti più importanti della stagione. Ci sarà tanto lavoro da fare, ma in casa Juve c’è la consapevolezza, senza debiti alle spalle, di poter operare bene anche sul mercato. Andrea Agnelli incarna lo stile Juventus, uno stile fatto di poche parole ma efficaci. Il figlio del compianto Umberto ha spiegato le motivazioni che l’hanno portato a scegliere il tandem Marotta-Del Neri. In particolare a Marotta viene riconosciuta non solo la sua capacità di operare sul mercato, ma anche la capacità di creare circuiti virtuosi tra lo spogliatoio e la società sempre nel rispetto di un budget (la Juve è quotata in Borsa), e quindi dello stile della casa Juventus.

Del Neri è stato, invece, definito l’allenatore giusto con una grande carriera alle spalle. Il compito della società, e nello specifico di Marotta, sarà proprio quello di proteggere l’operato del tecnico, che ha dimostrato di saper insegnare una filosofia di gioco a ogni sua squadra. Di certo la Juve ora dovrà investire e su questo versante Marotta ha fatto capire di voler puntare molto sul made in Italy. Non bisogna aspettarsi grandi colpi ad effetto (uno/due nomi altisonanti) e poi grandi interpreti in grado di calarsi nella parte. Non basta, infatti, solamente investire perché come ha sottolineato Marotta non è solo la forza economica, ma anche la forza della società e la forza di appartenenza dei giocatori a fare la differenza.

 

Sono tante le similitudini con la gestione Moggi, cioè con l’idea di un piano che sappia anche andare oltre i campionissimi: nessuno è indispensabile, basta ricordare le cessioni eccellenti del passato. Non dimentichiamoci, inoltre, che il gruppo italiano è stato anche la chiave dei successi dell’era della triade. Andrea Agnelli, a differenza del cugino John, è appassionato di calcio e questo è già un buon punto di partenza. Finalmente la Juventus ha un progetto e ha scelto le persone con cui condividerlo.

 

(Luciano Zanardini)

 



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