ESCLUSIVA BAYERN INTER/ Bedin: il mio cuore al Bernabeu con la nuova “grande Inter”

- La Redazione

GIANFRANCO BEDIN, centrocampista della “grande Inter” racconta le suggestioni della finale di Champions, 45 anni dopo il suo trionfo

inter_champions65_R375_21mag10

Quella che si gioca stasera a Madrid è la partita della vita. Quella in cui l’Inter può entrare nella leggenda del calcio rivincendo un trofeo che manca nella bacheca nerazzurra dal 1965. Uno di quei giocatori che vinse quella finale fu proprio Gianfranco Bedin. Una bandiera di questo club, con 310 presenze e 23 gol. 3 scudetti, una Coppa dei Campioni, una Coppa Intercontinentale e altre due finali di Coppa dei campioni disputate con questa squadra. Oggi fa l’osservatore e il talent scout proprio per l’Inter. L’abbiamo intervistato in esclusiva per ilsussidiario.net.

Bedin è arrivato il giorno di Bayern-  Inter. Una finale attesa dal club nerazzurro da tanto tempo…

E’ una finale attesissima visto che la coppa manca dalla bacheca dell’Inter dal 1965. Credo che troveremo di fronte una squadra ostica, compatta, che sa giocare in tutti i reparti. Da affrontare con la massima concentrazione.

Mancherà Ribery…

Ma il Bayern ha giocatori forti in tutte le zone del campo.

Per esempio Olic…

Non sono i singoli che mi fanno paura, ma la forza totale di questa squadra. Il collettivo. Il fatto che non mollano mai e si giocano la partita fino all’ultimo come hanno fatto con il Manchester United. Sono proprio “veri tedeschi”.

Chi è dunque favorito?

Direi che siamo alla pari, 50% e 50%. Sono due grandi club che hanno fatto la storia del calcio, entrambi vanno a Madrid in salute e con una grande voglia di vincere.

Qualcuno ha paragonato Bedin a Stankovic…

E’ un paragone che mi lusinga, Stankovic è un centrocampista molto forte, con un buon senso del gol. Un calciatore che si sa rendere utile fino al termine di ogni incontro.

 

Lei è stato uno dei giocatori della Grande Inter. Ha vinto la Coppa dei Campioni nel 1965…

Una vittoria stupenda. Negli anni sessanta l’Inter dominava in Europa. Abbiamo fatto grandi cose.

 

Rimpianti nella sua carriera?

La finale persa con il Celtic. Potevamo vincere. Abbiamo perso una grande occasione…

 

E quella con l’Ajax?

L’Ajax era uno squadrone, si giocava la finale a Rotterdam e noi non avevamo la formazione al completo, alla fine loro hanno meritato.

 

Come preparerebbe lei questa partita?

Abbiamo un grande allenatore che conosce bene il calcio e tutti i segreti di queste partite.

 

Mourinho come Herrera?

Due persone di estrazione culturale differente. Due tipi di calcio differenti anche per i tempi diversi. Li unisce forse il fatto che sono dei personaggi anche fuori del rettangolo di gioco.

 

Più forte l’Inter degli anni ’60 o questa?

Tutte e due grandissime. Questa è un’altra grande Inter: ha vinto cinque scudetti consecutivi. Ha vinto Supercoppe e Coppe Italia e si appresta a disputare una finale di Champions. Anche questa è entrata nella storia del calcio.

 

E Massimo Moratti?

Lui è il vero artefice dei successi dell’Inter di questi anni 2000. E’ un presidente veramente innamorato di questa squadra.

 

Un calciatore per l’Inter del prossimo anno potrebbe essere Hamsik che lei ha seguito personalmente…

Lui è sicuramente un buon giocatore. Anche se ce ne sono altri di ottimo valore in giro.

 

A Milano e in tutta Italia c’è un’ attesa grandissima per questa finale…

Lo comprendo. Siamo tutti molto emozionati. Capisco l’attesa che c’è, vogliamo vincere questa Coppa che manca da tanto tempo. Comunque bisogna dire già grazie all’ Inter per quello che ha fatto in questa stagione e in questi anni.

 

Un pensiero di Gianfranco Bedin…

Speriamo veramente di portare a casa questa Champions. Vorrei tanto che la partita si giocasse subito. Siamo con tutto il cuore già al Bernabeu

 

(Franco Vittadini )

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori