MILAN/ La crisi del Milan? E’ iniziata nel 2000…

- La Redazione

Il Milan, come fanno gli aerei, ha iniziato la sua fase di atterraggio non di certo l’anno scorso, ma molto prima

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Spero vivamente che molte persone abbiano letto la lettera, pubblicata sul Corriere della Sera, di Giussy Farina, presidente fino all 1987 dell’A.C. Milan. Mi spiace solo che sia stata pubblicata solo oggi, dopo 23 anni. Io quelle cose le avrei dette, magari non nell’88, ma nel campionato 1999/2000, quando si notavano già evidenti le prime crepe della gestione Berlusconi. Non mi interessa tanto la polemica su chi ha portato in tribunale la società. Sono invece rimasto colpito dal suggerimento operativo che Farina ha regalato a Galliani, se volesse, ma ne dubito, uscire da questo pantano, a mio parere volutamente messo in scena.

Vengo al dunque. Il Milan ha iniziato la sua fase di atterraggio, come appunto gli aerei, non di certo l’anno scorso, ma molto prima. Berlusconi, dopo lo scudetto del 99, ha comunicato al suo equipaggio la fatidica frase: “il comandante annuncia che ha avuto inizio la fase di atterraggio, i viaggiatori sono pregati di chiudere il tavolino, alzare lo schienale e allacciare la cintura di sicurezza, tra 10 anni circa atterreremo”. E così sta accadendo. Se non ci fosse questo annuncio, sfido chiunque a capire che molto tempo prima dell’arrivo effettivo inizia la fase di atterraggio, solo nei 10 minuti finali il viaggiatore lo percepisce fisicamente. C’è solo un modo per accorgersene prima: guardare fuori dal finestrino dell’aereo. Questo è stato l’errore dei tifosi, continuare a vedere i film che proiettano senza rendersi conto che il volo stava finendo.

Perchè tutta questa lunga metafora? Perchè Farina ha ragione: l’era Berlusconi è frutto del lavoro di altri, appena quell’eredità si è esaurita ha campato sul nome, come i vecchi nobili, ma lasciando da pagare conti in giro per il paese e, quando glieli hanno presentati, ha dovuto vendere i mobili più belli (vedi Kakà)… Certo gli vanno riconosciute 3 cose: la passione che l’ha portato a scegliere Sacchi, essersi fidato di Niels Liedholm che gli suggerì l’acquisto degli olandesi ancora sconosciuti, tranne un po’ Gullit, e poi è stato bravo a tener lucida l’argenteria (Baresi, Costacurta, Maldini fino ad Ancelotti).

 

Cosa non ha mai fatto? Non ha mai innovato, investito sul lungo termine (ricordate un giovane del vivaio dopo Albertini che abbia sfondato?). Fate anche due conti: tra l’88 e il ’99 ha vinto 6 scudetti e 3 Coppe dei Campioni (cioè quelle che dovevi arrivare primo nel campionato). Poi 1 scudetto e 2 Champions League (di cui la seconda è entrato come quarto classificato nel campionato).

 

Sommate i soldi e i campioni che il Milan ha fatto giocare fino al 99 e quelli tirati fuori e i campioni scoperti dal 2000 e capirete che sono due Milan diversi. In tutto questo emerge la vera capacità del Berlusca: la pubblicità. Sí, dal 2000 è stato capace di vendere un prodotto ormai vecchio, ma senza investire in innovazione e ricerca. E questo è strano per un imprenditore del suo calibro. Forse si spiega perché non è un industriale ma solo un grand venditore. Ovvio che tutto ciò non vuole essere trasferito ad altre attività molto più impegnative, di quelle non me ne intendo. Comunque un grazie a Giusy, mi ha fatto capire che se la vita non è una continua novità prima o dopo si atterra e non ci si rialza più.

(Frank Machine)

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