REPORTAGE BASKET/ Nazionale, inizia l’era Pianigiani

Ieri la prima uscita ufficiale degli azzurri allenati dal coach di Siena

10.07.2010 - La Redazione
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Pianigiani tecnico senese (Foto Ansa)

Bormio, 10 luglio 2010 – Da dieci giorni la nazionale che ha il compito di rilanciare l’Italia del pallone a spicchi e di far rammentare al grande pubblico gli antichi fasti dell’Atene olimpica di sei anni fa si trova al lavoro ai 1200 m. s.l.m. di Bormio. Lo scorso 29 giugno, dopo aver fatto le dovute presentazione del nuovo gruppo e del rinnovato staff tecnico presso la Villa Reale di Monza, il gruppo, sebbene a ranghi leggermente ridotti, ha raggiunto l’Alta Valtellina per iniziare il lungo lavoro di preparazione in vista delle qualificazioni agostane per l’europeo lituano del 2011. Dopo una prima settimana trascorsa al ritmo di due sessioni di allenamento al giorno, gli azzurri si sono arricchitti della presenza dei finalisti scudetto Mordente, Mancinelli e Carraretto e del sempre tanto atteso talento nostrano Marco Belinelli. Si è venuto così a completare, con l’unica eccezione di Andrea Bargnani, impegnato in una preparazione individuale fino al prossimo 14 luglio, il gruppo che nella mente e nei progetti di Pianigiani sarà in grado di traghettare il basket italiano fuori dalla fitta palude in cui è piombato nelle ultime tribolate estati.

Il plurititolato allenatore della corazzata Montepaschi ha fin da subito fissato a chiare lettere i capisaldi del suo progetto-Italia: intensità, gruppo e attenzione ai particolari. Tre punti fermi dai quali partire, anzi ripartire con rinnovato entusiasmo attorno alla nazionale dalla casacca azzurra. Tre elementi emersi fin dai primi allenamenti sostenuti al Pentagono di Bormio. Durante lo scrimmage tenutosi in sostituzione della prima partita con la Giordania la squadra ha avuto modo di testare una prima situazione di gioco agonistico e la risposta dei giocatori è stata eccellente. Tanta buona volontà e desiderio di creare quella chimica di gioco che farà tutta la differenza tra un mese nel tosto girone di qualificazione che attende l’Italia. Due piccole note dolenti sono state la contusione nasale subita da Belinelli e quella al ginocchio destro riportata da Cusin.

Nulla di preoccupante. Lieve delusione invece per il pubblico bormino che attendeva con trepidazione la prima sfida contro la nazionale ungherese in programma per venerdì 10 luglio per poter vedere in azione il giocatore di San Giovanni in Persiceto. Sebbene priva del suo giocatore simbolo la nazionale di Pianigiani ha infatti avuto il suo esordio ufficiale al Pentagono di Bormio per la prima partita del Trofeo Diego Gianatti. Avversaria di serata la non blasonatissima selezione dell’Ungheria. La squadra magiara è al 75esimo posto del ranking FIBA e bastano pochi minuti di gioco per far emergere l’enorme differenziale tra le due formazioni. Per molti giocatori italiani il carico di lavoro fatto è già notevole, mentre per altri la condizione non è del tutto ottimale, e queste sono le ragione di qualche sbavatura iniziale degli azzurri che appaiono un po’ troppo lenti e generosi sui pick and roll ungheresi.

 

Si fatica a creare le giuste spaziature e quando si riesce a dare più fluidità alla manovra offensiva i tiri non trovano con continuità il fondo della retina. L’attacco magiaro però è a dir poco asfittico, chiuderà il primo tempo con un impietoso 3/20 da 2, ed il buon gioco dei lunghi italiani conpensa il 3 su 14 dalla lunga distanza e consente all’Italia di chiudere le prime due frazioni con un parziale a favore di 39-18. Pianigiani è presente e si sente. Il suo moto dalla panchina è perpetuo, incalza i giocatori in continuazione e fornisce indicazione ad ogni azione. Ogni situazione è utile per dispensare consigli o per redarguire per le disattenzioni difensive. La partita è agevole, il risultato non conta ma appena il gioco è fermo afferra la lavagnetta e disegna schemi e soluzioni per i suoi.

 

Su una palla persa banalmente su rimessa dal fondo l’allenatore senese è incontenibile. Chiama time-out e con tono furente incalza i suoi e li richiama con forza a non calare il livello d’attenzione e d’intensità. Intanto gli ungheresi continuano ad infrangersi contro la nostra difesa ed a commettere numerose imprecisioni. Gli azzurri invece continuano a pressare ed a non concedere spazi e vita facile agli avversari. E’ così che, grazie anche al contributo offensivo di un ottimo Gigli e di un Aradori in serata, l’Italia porta a casa il suo primo referto positivo chiudendo la contesa sul 88-46. Pianigiani si può dire soddisfatto. Il gruppo c’è. Unito, voglioso e pronto a seguire le idee e a farsi trascinare dall’energia del suo nuovo condottiero.

 

(Christian Franceschini)

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