SORTEGGIO EUROPA LEAGUE/ Juventus, serve anche una “coppetta” per ritornare grandi

Dall’urna di Montecarlo escono gironi di ferro per le squadre italiane

27.08.2010 - La Redazione
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Forse l’Europa League – per utilizzare un’affermazione cara a De Laurentiis – vale poco o nulla. Forse, anzi sicuramente, non riscuote il medesimo fascino della Champions League. Sì, tutto vero, anche se certe squadre ricche di blasone come la Juventus non possono permettersi il lusso di snobbare simili trofei. Nella sede di corso Galileo Ferraris 32 da troppo tempo mancano le coppe da mettere in bacheca. Un successo nell’Europa League (la finale si disputerà allo stadio Aviva di Dublino in Irlanda) oltre al prestigio internazionale metterebbe poi la squadra vincitrice di giocarsi, la stagione successiva, la Supercoppa europea. Niente turnover. Il girone della Juventus è difficile: il Manchester City di Roberto Mancini e Mario Balotelli ha grandi ambizioni (sia in Premier che in Europa) oltre che enormi disponibilità economiche, il Salisburgo è insidioso (lo scorso anno ha eliminato la Lazio di Ballardini) e il Lech (l’anello debole del girone) va preso comunque con le pinze. Non è andata certo meglio alle altre italiane (Palermo, Napoli e Samp).

Il Palermo in particolare sfiderà le due squadre russe, che notoriamente nella prima parte dell’anno sono già rodate e molto competitive. A questo si deve aggiungere anche la variabile climatica. Ancora più ostico il raggruppamento del Napoli con il Liverpool e con la Steaua che partono alla pari con i campani. Se la Vecchia Signora ha bisogno di rilanciarsi, Samp e Napoli hanno l’opportunità di rivivere i fasti del passato, mentre il Palermo può cogliere l’opportunità di diventare una presenza importante sul palcoscenico europeo. Sì, questa Europa League conta. Per tanti motivi.

 

(Luciano Zanardini)

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