BAGGIO NAZIONALE/ Caro Roby, sarai solo il parafulmine di Abete

Ecco perchè il Divin Codino non avrebbe dovuto accettare l’offerta del presidente della Figc

03.08.2010 - La Redazione
Abete_R375_7ott08

Sembra di assistere a un clima da campagna elettorale con proclami e interventi spot. Il presidente Abete dopo la disfatta sudafricana ha preso due decisioni molto simili con l’intenzione di recuperare il favore popolare. La prima mossa è stata quella di limitare le trattative per gli extracomunitari, cercando di risolvere il problema sportivo (l’Italia a picco), partendo da una decisione di tipo meramente politico. La seconda mossa è quella di inserire nell’organico della Federazione alcuni pezzi da novanta per risollevare il buon nome della nazionale. In questo caso lo specchietto per le allodole si chiama Roberto Baggio, in passato amato e poi dimenticato dai vertici azzurri.

Il Divin Codino non avrebbe dovuto accettare l’incarico, anche perché con questa nomina Abete e soci si tirano fuori da ogni logica di responsabilità Concretamente, invece, sappiamo bene che la scelta del numero 10 di Caldogno non può influire sulle sorti degli azzurri. 

Se così fosse si sarebbe dovuto attribuire al suo predecessore (Vicini) il destino infausto della spedizione africana. Non basta un nome (non ci sono dubbi sul fatto che fosse un grande giocatore, più difficile testare la sua capacità dirigenziale), serve un progetto. Purtroppo sono fra quelli che non intravedono un’idea di fondo della Federazione, ma piuttosto il desiderio di voltare pagina senza sapere in quale porto approdare.

 

(Luciano Zanardini)

 

 



© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori