GOLF/ Siamo una nazione di grandi campioni senza una base veramente forte. Parla Golob (esclusiva)

La grande crescita del golf italiano, maschile ma pure femminile, i golfisti più forti del mondo, i numeri del movimento italiano, il rientro alle Olimpiadi: parla in esclusiva Fulvio Golob.

15.10.2011 - int. Fulvio Golob
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Francesco Molinari (foto Ansa)

Uno sport in continua ascesa che piace sempre di più agli italiani, che sono rimasti colpiti dalle performances di Matteo Manassero, dei fratelli Francesco e Edoardo Molinari e anche di Lorenzo Gagli in campo maschile. In campo femminile, dopo i buoni risultati di Diana Luna, abbiamo due atlete come Stefania Croce e Giulia Sergas che stanno facendo certamente bene. Un buon momento quindi quello del golf italiano che deve comunque raccogliere ancora più praticanti per arrivare a competere con i paesi anglosassoni dove questo sport ha una popolarità incredibile. Dove un personaggio come Tiger Woods ha segnato con i suoi successi una parte importante della storia del golf. Ora che poi il golf è tornato sport olimpico, cosa che succederà a Rio 2016, l’interesse verso questo sport potrebbe aumentare ancora di più. Per parlare di tutto questo abbiamo sentito Fulvio Golob, autorevole e preparato direttore di una rivista bellissima come “Il mondo del golf”, uno che questo sport lo conosce veramente fino in fondo. Eccolo in questa intervista in esclusiva a ilsussidiario.net.

Come vede il momento del golf azzurro?

Direi che è un buon momento. I nostri atleti stanno facendo molto bene. Lorenzo Gagli è cresciuto tantissimo. E’ partito dalla gavetta e poi è arrivato a raccogliere risultati molto importanti. I fratelli Edoardo e Francesco Molinari li conosciamo tutti. Non hanno bisogno di presentazioni. Adesso li aspettiamo alla World Cup a fine anno per una conferma della loro bravura e dello loro grandi doti tecniche..

Matteo Manassero saprà invece mantenere secondo lei le promesse, per diventare un grande campione?

Sicuramente è già un atleta di grande valore. Poi sapere cosa potrà fare in futuro è veramente difficile. Certo se andrà avanti a giocare con il rendimento che ha avuto finora, non si può non essere ottimisti.
Mi può dire secondo lei qual è la sua personale classifica dei migliori giocatori al mondo?
Adesso come adesso c’è un po’ di confusione dopo che Tiger Woods non è più il numero uno. Certo giocatori di grande livello che primeggiano il ranking mondiale sono Luke Donald, Lee Westwood e Rory Mc Ilroy. Non dimenticherei però Steve Stricker, Dustin Johnson e Martin Kaymer
Un giudizio sul momento di Tiger Woods?

E’ un momento certamente difficile perché dopo le note vicissitudini che l’hanno coinvolto sta facendo fatica a trovare la forma dei suoi momenti migliori, quando era il giocatore numero uno del mondo
Anche il golf femminile italiano sembra che stia attraversando un buon momento…

Si è certamente un buon momento, con Stefania Croce e Giulia Sergas che si sono collocate a un buon livello del golf mondiale e sono andate sul podio all’Open Sicilia 2011. Poi c’è la nostra numero 1 Diana Luna. Peccato che non ci sia stata per lei molta considerazione e non sia stata convocata per la Solheim Cup 2011.

Anche qua mi potrebbe stilare la sua personale classifica delle migliori giocatrici al mondo?

Anche qui c’è molto equilibrio al vertice, al di là della prima nel ranking mondiale, la fortissima Yani Tseng. Di certo c’è da rilevare la presenza di cinque giocatrici dell’estremo oriente nelle prime sette posizioni. E la presenza soprattutto delle atlete coreane che dimostrano di essere molto competitive nel golf attuale.

Dove sta andando il golf italiano?

L’esplosione per il momento non c’è ancora stata, visto che i praticanti sono solo centomila. Devo dire che siamo ancora il fanalino di coda del movimento del golf internazionale. Dobbiamo ancora fare molta strada.

Non pensa che un modo perché questo accada sia introdurre il golf nelle scuole?
Potrebbe essere un’idea, ma il problema è che il golf non è sport praticabile facilmente. Non basta infatti una palestra. Per trovare un campo da golf bisogna andare in luoghi distanti dalle città. Non è il modo più semplice per dei ragazzi di quindici anni che per praticarlo quindi devono ogni volta essere accompagnati.
Golf e Olimpiadi, cosa pensa di questo rapporto spesso difficile, come giudica il fatto che questo sport tornerà alle Olimpiadi del 2016 di Rio?

E’ una buona cosa, che certo darà notevole immagine al golf. Non credo però che possa cambiare fino in fondo lo spirito e l’identità di questo sport.

Il golf può considerarsi uno sport televisivo?

Se uno ha tempo di passare un intero pomeriggio, o un’intera serata davanti alla televisione si può seguire una gara di golf. In ogni caso bisogna avere a disposizione molto tempo per stare incollati davanti alla tv a seguire questo sport.

 

(Franco Vittadini)

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