RUGBY/ Melegari: Nuova Zelanda-Australia? E’ la vera finale di questi Mondiali (esclusiva)

Nuova Zelanda–Australia è un derby che va al di là anche di questo sport, il rugby, che bene rappresenta questi due paesi. Per commentare la partita abbiamo sentito SILVANO MELEGARI

15.10.2011 - La Redazione
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Nuova Zelanda-Francia (la finale dei mondiali di rugby 2011)

E’ il match più bello di questi Mondiali, almeno dal punto di vista simbolico. Nuova Zelanda–Australia è un derby che va al di là anche di questo sport, il rugby, che bene rappresenta questi due paesi. Alle 10 di domenica 16 ottobre si giocherà una partita veramente ad effetti speciali, un incontro vissuto con toni drammatici dalla stampa dei due paesi australi, che stanno caricando oltre ogni limite il significato vero di una semplice partita di rugby. Vincere questo match significherà anche candidarsi alla vittoria finale del Mondiale di rugby, mentre chi ne uscirà sconfitto dovrà subire una ferita grandissima, vista la rivalità esistente anche fuori dall’ambito sportivo tra Australia e Nuova Zelanda. E allora che derby sia, un derby un po’speciale, guardato in ogni parte del mondo. Per commentare questa partita e questi Mondiali neozelandesi abbiamo sentito Silvano Melegari, presidente degli Aironi, la squadra che rappresenta l’Italia nella Celtic League con la Benetton Treviso. Eccolo quindi in questa intervista in esclusiva a IlSussidiario.net.

Un pronostico secco per questo derby tra Australia e Nuova Zelanda?

Se dovessi dare un pronostico secco, direi All Blacks, che hanno qualcosa di più rispetto all’Australia. Una maggiore organizzazione di gioco. All Blacks favoriti quindi, anche se questi Mondiali ci hanno abituato a delle sorprese, con l’Irlanda e l’Inghilterra che pur essendo candidate alla semifinale non hanno raggiunto questo obiettivo, superate dal Galles e dalla Francia.

Che partita prevede?

Sarà un march tirato fino all’ultimo minuto di gioco. Si deciderà nella parte finale della partita, probabilmente anche negli ultimi dieci minuti. Di certo gli All Blacks sentiranno la mancanza di Carter.

Quanto conterà il fattore campo e la pressione di dover vincere a tutti i costi per gli All Blacks?

Il fattore campo sarà importante per gli All Blacks. Solo che la pressione che ci sarà sulla Nuova Zelanda sarà fortissima. Potrebbe anche essere molto negativa su questa nazionale

E’ questa la vera finale dei Mondiali?

Credo proprio che questa sia la vera finale. Prima dell’inizio dei Mondiali avevo pronosticato una finale Nuova Zelanda – Australia. Ora queste due nazionali si trovano di fronte in semifinale. Senza dubbio dal punto di vista tecnico questo match vede due nazionali superiori a Francia – Galles.

Chi vincerà questo match partirà favorita nella finale?

Non c’è dubbio che chi vincerà tra Nuova Zelanda e Australia partirà favorito nella finale.

Un giudizio sul comportamento dell’Italia?

Un buon comportamento fino alla partita con  l’Irlanda. Poi onestamente quella partita è stata una vera debacle per l’Italia.

E un commento sul futuro della nostra Nazionale?

Spero che l’avvento di Brunel porti qualcosa di nuovo. Ho fiducia nelle sue capacità di uomo da campo, che saprà lavorare sulla tecnica dei giocatori, saprà dare un’impostazione diversa alla nazionale, valorizzando probabilmente anche i giovani. Lavorando diversamente da Mallett che era invece più un tattico, lavorava su altri aspetti del rugby.

Passiamo alla Celtic League, quali sono gli obiettivi di questa stagione per gli Aironi?

L’obiettivo è di fare bene, di mettere in campo una squadra competitiva, senza pretendere di puntare a posizioni prestigiose di classifica. E poi quello anche di valorizzare i giovani, di fare esperienza con squadre tradizionalmente forti.

Esperienza positiva o esperienza negativa, quella della Celtic League?

Molto positiva, appunto per il confronto continuo con formazioni di alto livello tecnico proprio di quelle nazioni che rappresentano il vertice del rugby mondiale.

Avete detto che gli Aironi sono la Franchigia del Nord Ovest dell’Italia, come mai la scelta di giocare a Monza le partite casalinghe dell’Heineken Cup?

Una scelta razionale, intelligente, quella giocando allo Stadio Brianteo di Monza, di sfruttare il bacino di utenza di tutta questa area geografica, di Milano naturalmente. Quando abbiamo giocato a Reggio Emilia abbiamo avuto ottomila spettatori. Speriamo che al Brianteo potremo anche avere più spettatori, di tutti gli appassionati di rugby che vorranno a vedere una competizione così importante come l’Heineken Cup. .

 

(Franco Vittadini)

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