MONDIALI RUGBY/ Italia-Irlanda, Presutti: fare la partita della vita (esclusiva)

- La Redazione

L’allenatore del Petrarca Padova, PASQUALE PRESUTTI, commenta il prossimo match tra Italia e Irlanda per i campionati mondiali di rugby: una partita da giocarsi fino in fondo

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Mallett, allenatore dell'Italia di rugby, foto Ansa

E’ la partita della storia, quella che potrebbe consentire agli azzurri di entrare nel gotha del rugby mondiale. Alle 9,30 a Dunedin, ai Campionati del mondo in svolgimento in Nuova Zelanda l’Italia affronterà l’Irlanda (clicca qui per la diretta di Italia-Irlanda di rugby live – no video). E’ un dentro o fuori, per riuscire ad andare per la prima volta ai quarti di finale di una Coppa del Mondo di rugby. Non sarà certo facile battere quest’Irlanda che sorprendentemente ha sconfitto l’Australia, ma noi ci proveremo. Per parlare di questo match IlSussidiario.net ha sentito Pasquale Presutti, allenatore del Petrarca Padova, formazione che ha condotto alla conquista dello scudetto 2010 -11.
Pronostico: partita aperta per l’Italia?
Partita molto difficile, perché l’Irlanda è un’ottima squadra. Fa parte di quelle sei o sette nazionali più forti al mondo. Le altre sono Nuova Zelanda, Sudafrica, Inghilterra, Argentina, Francia, Australia. Ma considerando che ci sono state già delle sorprese a questi Mondiali, come la sconfitta di stamattina della Francia con Tonga, niente è impossibile. Quindi dobbiamo giocarci questa partita fino in fondo.
Come bisognerà giocare per battere l’Irlanda?
Bisognerà dare tutto, giocare la partita della vita, rimanere attaccati punto a punto. Essere sempre concentrati in ogni frangente del match. Poi forse noi avremo delle motivazioni per così dire particolari. Sarà l’ultima partita di Mallett in Nazionale. I giocatori vorranno dargli un regalo speciale, battendo l’Irlanda.
Cosa teme di più di una squadra che ha sconfitto l’Australia?
E’ una nazionale forte, capace veramente di fare la differenza. Bisogna temere tutta questa nazionale, nel suo insieme e sapere che sono capaci di qualsiasi impresa.
L’Irlanda ha avuto più giorni di riposo. Può essere determinante questo?
No, non direi, a questo punto del mondiale contano veramente le motivazioni.
Quali sono i nostri punti di forza?
Abbiamo un’ottima mischia ordinata, una prima linea a livello mondiale. Sono questi i nostri punti di forza.
E quali sono i loro punti di forza, hanno per caso punti deboli?

Nella linea dei trequarti e nelle touches sono formidabili. Punti deboli? Una squadra così forte come fa ad averne?
Finora abbiamo sbagliato molti calci piazzati. Lei a chi affiderebbe i calci? E tra i giovani vede un nuovo Dominguez?
Li affiderei come al solito a Mirko Bergamasco. Un nuovo Dominguez è veramente difficile trovarlo…
I giornali dicono che il rientro di Masi può incidere sull’esito della partita. Cosa ne pensa?
Può essere importante. Masi è veramente un ottimo giocatore.
Se vinciamo incontreremo il Sudafrica. Abbiamo speranze o pronostico chiuso?
Stiamo calmi, cominciamo a battere l’Irlanda. I quarti di finale sono il nostro obiettivo. Poi sarà quasi impossibile per noi andare avanti in questa competizione.
Comunque vada, dopo il Mondiale, l’Italia cambierà ct. Una scelta giusta secondo lei?
Penso di sì. Con tutto il bene che voglio a Mallett, ogni tanto gli allenatori vanno cambiati.
Cosa pensa del fatto che non ci siano giocatori del campionato tra i convocati dell’Italia al Mondiale? Ci può segnalare qualche giovane interessante?
E’ giusto così, i migliori giocano in Francia, nella Celtic League. Giovani interessanti? Ne cito due molto promettenti, Fassari e Benvenuti che potrebbero fare veramente bene in futuro.
Lei è abruzzese, non sarebbe bello che una città importante nel rugby italiano come L’Aquila potesse ospitare un grande match della Nazionale? Anche un modo per dare un tributo a una città colpita da quel tragico terremoto che l’ha sconvolta. 
Sì, perché no. Sarebbe veramente bello, un modo per dare un omaggio a questa città che ha dato tanto al rugby italiano. E poi certo sarebbe un regalo, un tributo a L’Aquila che tanto ha sofferto per il terremoto. Speriamo che questa idea venga presto accolta.

(Franco Vittadini)



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