TAVOLO DELLA PACE/ Niente pace, Petrucci ammette: Calciopoli scotta ancora

- La Redazione

Sostanziale fallimento del “tavolo della pace” proposto da Petrucci: sono rimasti tutti della propria opinione. Petrucci si augura che possa almeno essere una base per il futuro.

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Massimo Moratti (foto Ansa)

Quattro ore e 36 minuti per un nulla di fatto: questo è il bilancio del famosissimo “tavolo della pace” che tante attese e polemiche aveva sollevato. I lavori erano iniziati alle ore 9 in punto presso la sede del Coni, alla presenza di tutti quelli che erano stati invitati (e anche la composizione ha suscitato polemiche): il presidente nerazzurro Massimo Moratti, l’a.d. rossonero Adriano Galliani, il presidente della Juve Andrea Agnelli, il presidente onorario della Fiorentina Diego Della Valle e il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis, citati nell’ordine con cui si sono seduti intorno al tavolo dei lavori. Oltre a loro, naturalmente, i vertici dello sport e del calcio italiani: il direttore generale della Figc Antonello Valentini, il presidente federale Giancarlo Abete, il presidente del Coni Gianni Petrucci, il segretario generale Raffaele Pagnozzi (anche loro in ordine di apparizione). Significative, proprio come in una cena fra parenti o amici, le scelte di posizione: Agnelli e Della Valle affiancati, Petrucci al centro e Moratti leggermente defilato. All’ingresso tutti auspicavano che questo “tavolo” potesse riportare serenità, anche se con accenti diversi: De Laurentiis insisteva sull’innovazione (pensare al futuro per migliorare il calcio italiano), Della Valle aveva detto di non sapere di cosa si sarebbe parlato esattamente, Moratti aveva ribadito che la “svolta” deve farla il calcio italiano (non l’Inter), Agnelli e Galliani non avevano rilasciato dichiarazioni. Durante la riunione non filtravano notizie e tutti si chiedevano come mai durasse tanto: visto che si era a Roma, sembrava di aspettare la fumata bianca del Conclave. Alla fine, però, la fumata è stata nera, o per lo meno grigia (non si poteva certo pretendere che in un colpo solo scomparissero tutte le tensioni): all’uscita si sono visti volti poco distesi e quasi nessun commento. Petrucci ha rimandato a una prossima conferenza stampa coi giornalisti. Il patron della Fiorentina Della Valle è stato l’unico a far capire come era andata: “Un incontro civile ma alla fine siamo rimasti sulle nostre posizioni”, questa la sintesi delle sue dichiarazioni. Qualche minuto dopo ha parlato anche Moratti, ma la dichiarazione è stata molto sintetica: “Un incontro è sempre costruttivo, tutto è utile”.

Ed ecco infine le dichiarazioni di Petrucci, che ha dovuto riconoscere il sostanziale fallimento di questa iniziativa: “È stato un incontro molto lungo, cordiale e corretto. Ma devo essere onesto e sincero, le scorie di Calciopoli sono ancora molto scottanti, per cui ognuno è rimasto nelle proprie posizioni. Agnelli e Moratti si sono parlati. Il rapporto è stato sereno, mai nessuno ha alzato la voce, nessuna incomprensione, solo ognuno ha ribadito le proprie posizioni e non è stato possibile trovare un accordo. È un tentativo non riuscito, e basta”. Petrucci ha comunque voluto rilanciare, auspicando che il tavolo possa almeno servire a lavorare per il futuro: “Non voglio dire che è una sconfitta del calcio, e in ogni caso sono a posto con la coscienza. Non lo considero un fallimento, ho messo cuore ed entusiasmo. Anche senza aver raggiunto un risultato proveremo a guardare avanti. Dovevamo lenire una ferita ancora aperta”.

 

(Mauro Mantegazza)

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