CALCIOSCOMMESSE/ L’esperto: ecco cosa sta succedendo col nuovo filone delle indagini

- int. Matteo Pozzi

L’avvocato ci chiarisce cosa sta succedendo con il nuovo filone dell’inchiesta Calcioscommesse di Cremona che ha portato all’arresto di Doni e altre 16 persone. Nuove partite coinvolte.

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Cristiano Doni (foto Ansa)

Nuova puntata dello scandalo calcio-scommesse che aveva messo sottosopra il calcio italiano questa estate. All’alba della giornata di oggi la procura di Cremona ha ordinato l’arresto di 17 persone, tra cui parrebbe che sette siano cittadini slavi. Alcuni nomi sono illustri: su tutti Cristiano Doni, già pesantemente coinvolto nell’inchiesta estiva e squalificato per tre anni e mezzo, ma anche altri calciatori, ex o ancora in attività, quali Luigi Sartor (ex Parma, Vicenza, Inter e Roma) e Alessandro Zamperini (serie B, Lega Pro), Carlo Gervasoni del Piacenza (attualmente sospeso) e Filippo Carobbio dello Spezia. I 17 in carcere devono rispondere a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata alla truffa e frode sportiva. Inoltre, sono coinvolte altre partite, soprattutto di serie B, sia del campionato 2009-2010 sia di quello 2010-2011, ma pare anche di serie A dello scorso campionato, e sarebbero Chievo-Sampdoria (0-0 il 3 aprile 2011), Brescia-Bari (2-0 il 6 febbraio 2011), Brescia-Lecce (2-2 il 27 febbraio 2011) e Napoli-Sampdoria (4-0 il 30 gennaio 2011), oltre al tentativo di manipolare una partita di Coppa Italia di questa stagione. Per commentare queste novità abbiamo sentito Matteo Pozzi, avvocato esperto in diritto sportivo. Intervista in esclusiva per IlSussidiario.net.

Avvocato, come commenta questi nuovi arresti?

Siamo nella fase delle indagini, quindi questi arresti sono delle misure cautelari: gli inquirenti temono che ci sia il rischio di inquinamento di prove e dispongono dunque l’arresto dei sospettati. Chiaramente non sono arresti dovuti a sentenze, che ancora non ci sono.

Sono comunque emersi nuovi elementi e soprattutto nuove partite coinvolte…

Sì, ad esempio si pensa che il vertice dell’organizzazione sia a Singapore e stanno effettivamente emergendo i nomi di molte altre partite, anche di serie A. Ribadisco che siamo ancora nella fase delle indagini, quindi non vi sono certezze, però questa “ripartenza” della procura di Cremona, probabilmente con nuove ipotesi di reato che hanno portato a queste misure cautelari, ci fa temere che la vicenda non si sia esaurita con quanto successo in estate e che questo cancro delle scommesse clandestine sia davvero molto esteso.

E la giustizia sportiva cosa farà adesso?

La giustizia sportiva, che al momento non si è ancora attivata, si farà trasmettere gli atti dalla procura di Cremona e certamente riaprirà il fascicolo, quindi anche in ambito sportivo partirà il secondo filone di questa inchiesta.

Si può fare qualche ipotesi su quanto accadrà?

La giustizia cosiddetta “ordinaria” (cioè in questo caso la procura di Cremona) sta indagando sul reato di frode sportiva, che è un reato sia penale sia sportivo.

Dal punto di vista sportivo cosa può succedere?

Si dovrà accertare se vi siano state violazioni all’articolo 6 del Codice di Giustizia Sportiva, che è quello che vieta le scommesse sugli eventi sportivi. Per questo motivo appunto si riaprirà anche l’inchiesta sportiva (che come sempre dovrà avere tempi più rapidi dell’inchiesta penale), che è quella che può portare infine alle squalifiche per le persone coinvolte e a sanzioni per le società.

Cosa rischiano le squadre che dovessero risultare coinvolte?

Ricordo che per la giustizia sportiva vale sia la responsabilità diretta delle persone coinvolte sia la responsabilità oggettiva dei club, se traggono vantaggio da quanto successo (a questo ad esempio sono dovute le attuali penalizzazioni di Atalanta ed Ascoli) o se sono direttamente coinvolti dei dirigenti (come in Calciopoli, per fare l’esempio più famoso). A seconda di quanto un club è coinvolto può rischiare multe, penalizzazioni o nei casi più gravi la retrocessione, anche se naturalmente al momento non si possono azzardare ipotesi.

 

(Mauro Mantegazza)

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