SERIE A/ Agostini esclusiva, Milan super anche senza Ibra! Il “mio” Cesena? si salva…

- La Redazione

Il ‘Condor’ AGOSTINI parla della sue ex, il Milan di Allegri che deve guardarsi dal ritorno di Napoli e Inter, la Roma che punta la Champions e il Cesena che cerca di salvarsi

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Ibrahimovic deluso (Foto Ansa)

MILAN ROMA CESENA – Volata Scudetto, lotta per il quarto posto e sprint salvezza: mai come quest’anno il campionato italiano è ancora incerto a sei giornate dalla fine. In esclusiva per ilsussidiario.net abbiamo intervistato il “Condor” Massimo Agostini, ex attaccante – tra le altre – di Milan, Roma, Napoli e Cesena, chiedendogli un parere su questo caldissimo finale di stagione.

Agostini, come vede la volata Scudetto? E’ un discorso tra Milan e Napoli?

Io non escluderei l’Inter. Mancano ancora 6 giornate ed anche loro hanno il tempo per giocarsi le loro chances per vincere lo Scudetto, specialmente se saranno eliminati dalla Champions League e potranno concentrare tutte le forze sullo sprint finale. Il Napoli ha dalla sua parte l’entusiasmo e l’adrenalina, mentre il Milan con la vittoria di Firenze ha dimostrato di essere davvero una grande squadra. Insomma, tutte e tre le squadre se la giocheranno fino in fondo.

Quanto peserà l’assenza di Ibra in partite come quelle contro squadre che chiudono bene gli spazi come Sampdoria, Bologna e Brescia?

Innanzitutto credo che le giornate di squalifica diventeranno due. ma certo, l’assenza di Ibra può incidere perché la squadra è stata creata proprio attorno a un terminale offensivo come lui e gli altri a girargli attorno. La squadra in questo modo si muove meglio. Tuttavia, Allegri in avanti può contare su Pato, Robinho, Cassano, Seedorf e dunque può sopperire all’assenza di Ibra. Quando è stato costretto a farlo, i risultati sono sempre venuti. Il Milan ha un margine di vantaggio che gli permetterà di gestire bene l’assenza di Ibrahimovic che, se nelle ultime giornate non farà cavolate, sarà decisivo.

Robinho, Cassano, Ibrahimovic, Pato: la gestione di questi quattro campioni è il più grande merito di Allegri?

Io credo che Allegri abbia fatto un buonissimo lavoro a 360°, mettendo in campo giocatori che nella fase finale dello scorso anno avevano perso brillantezza giocando poco con Leonardo, mi riferisco a Gattuso e Zambrotta su tutti. Quest’anno Allegri ha fatto scattare una scintilla in questi giocatori, ma anche in altri come Nesta o Inzaghi, fin quando è stato a disposizione. Insomma, la gestione degli attaccanti è stata ottima, ma ritengo che non sia l’unico merito di Allegri. E’ stato bravo anche a dare una mentalità di sacrificio ai suoi ragazzi e forse Cassano rimane fuori più degli altri proprio perché gli manca il giusto atteggiamento.

Dall’altra parte c’è un Napoli che si ritrova lì a lottare per uno Scudetto insperato ad inizio stagione…

Mazzarri ha creato un bel gruppo e se c’è tutto questo entusiasmo attorno alla squadra il merito è principalemente suo. L’intensità che i giocatori mettono in campo è frutto di quello che trasmette Mazzarri.

Che posizione di classifica occuperebbe il Napoli se avesse avuto lo stesso numero di infortuni di Inter e Milan?

L’organico non è stato creato con l’obiettivo di fare un campionato di vertice e dunque i ricambi non erano tantissimi. A gennaio, una volta vista la classifica, sono stati presi altri giocatori buoni (Ruiz e Mascara, ndr), ma è chiaro che il Napoli non ha la stessa forza che hanno le altre. Quindi, con gli infortuni di Milan o Inter, sarebbe a metà classifica. Tuttavia, anche questo è un merito: vuol dire che lo staff tecnico ha lavorato bene, gestendo perfettamente ogni singolo giocatore. Comunque, se il Napoli non riuscirà a vincere lo Scudetto quest’anno, credo che sia destinato a farlo nell’immediato futuro, entro i prossimi due o tre anni. De Laurentiis ha un progetto serio, è disposto a fare investimenti importanti e a portare a Napoli ottimi giocatori.

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Al di là della lotta Scudetto, anche quella per il quarto posto è più viva che mai. Come vede la Roma?

Dopo la vittoria di Udine, la Roma ha davvero tutte le carte in regola per riuscire ad acciuffare la qualificazione in Champions League, che è fondamentale, soprattutto dal punto di vista economico. Sono certo che i giallorossi lotteranno fino alla fine con l’Udinese. Vedo un po’ più indietro Lazio e Juve, anche se i bainconeri sono pronti per un finale di campionato da urlo e l’hanno dimostrato nelle ultime settimane.

 

Centrare il quarto posto per la Roma sarà fondamentale anche in vista del futuro della società. Cosa pensa del nuovo corso?

Credo che il ciclo della famiglia Sensi sia finito. La loro gestione ha dato la svolta, ha portato a tanti successi e ha condotto la Roma allo Scudetto e a qualificarsi stabilmente in Champions League. E’ mancato però quel salto di qualità che avrebbe dovuto condurre la Roma ad imporsi come una grande, dunque era il momento di cambiare. L’avvento di DiBenedetto permetterà alla Roma di fare investimenti importanti.

 

E’ interessante anche la lotta salvezza: cosa ci dice del “suo” Cesena? Io credo che il Cesena ad inizio anno avrebbe firmato per trovarsi ad un punto dalla salvezza a 6 giornate dalla fine. Il punto conquistato domenica a Palermo è stato fondamentale perché ha permesso di risucchiare altre squadre come Sampdoria e Parma che dovranno stare attente anche perché hanno un brutto il calendario. +Calendario che invece sembra sorridere al Cesena… Sì, adesso bisogna battere il Bari e poi dare il massimo nel derby contro il Bologna, con la consapevolezza che i rossoblù non regaleranno nulla. Se queste partite saranno giocate nel modo giusto, e vinte, si potrebbe arrivare alle gare contro Cagliari e Genoa, squadre ormai senza ambizioni, con più tranquillità.

 

(Renato Maisani)

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