SERIE A/ 31esima giornata i risultati delle partite: resoconti, gol e assist di tutte le gare odierne

- La Redazione

resoconti dettagliati di tutte le gare di serie A disputate oggi. Per ogni singola gara è presente la descrizione dei gol e il nome degli assist-man che hanno contribuito ai gol.

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Roberto Donadoni (Foto: Ansa)

Lazio e Udinese perdono terreno, in seguito alle sconfitte esterne in casa di Napoli e Lecce, e rallentano la propria corsa verso l’Europa. Il Napoli scavalca l’Inter al secondo posto e si lancia all’inseguimento del Milan capolista. In coda vittorie pesanti di Lecce e Catania. Chievo e Samp si dividono la posta. Vittorie esterne anche per Cagliari e Bari.

Catania-Palermo (4-0): la squadra di Cosmi esce malamente sconfitta dal Massimino di Catania con un passivo pesantissimo. Succede tutto nella ripresa, dopo una prima frazione di gara giocata ad armi pari. La svolta del match arriva al terzo minuto del secondo tempo, quando Balzaretti si rende protagonista di una sfortunatissima autorete: su un innocuo cross dalla trequarti di Maxi Lopez il difensore rosanero appoggia di petto verso il portiere Andujar che, disturbato dall’inserimento di Lodi che non tocca la palla, si fa trafiggere dal retropassaggio del compagno. La seconda segnatura porta la firma di Bergessio che, lanciato a tu per tu contro Andujar da una ssist al bacio di Lodi, è freddo e bravissimo a trafiggere con un secco destro a giro l’estremo difensore lanciatosi in un’uscita disperata.

La terza segnatura la realizza Ledesma, al termine di un’azione confusa in area rosanero che vede protagonisti anche Schelotto e Maxi Lopez: dopo un batti e ribatti nel cuore degli undici metri palermitani, è bravo Ledesma a mettere in rete da pochi passi, in scivolata, una corta respinta di Andujar su una girata di Lopez.

Il gol del definitivo 4 a 0 è segnata da Pesce, al primo gol in serie A: gran pallonnetto di destro dal limite dell’area sul portiere in uscita. Finisce così un derby da ricordare per il Catania.

Lecce-Udinese (2-0): il risultato del Via del Mare è la vera sorpresa della giornata. Lo stop di Inter e Lazio faceva presagire un’Udinese arrembante ed affamata di punti pesantissimi, ma il Lecce, in piena lotta salvezza, non poteva concedersi stop. Ne scaturisce così un match appassionante e divertentissimo, risolto dalle due prodezze di Bertolacci nella ripresa.

La prima segnatura si concretizza ad inizio della seconda frazione grazie ad una giocata suntuosa di Di Michele che, innescato sulla corsia sinistra da Jeda, è bravissimo a convergere verso l’area avversaria, saltare in dribbling due avversari e servire dopo un rimpallo fortunoso l’accorrente Bertolacci che, da pochi metri, altro non può fare che trafiggere l’incolpevole Handanovic con un destro secco e preciso.

La seconda rete, a metà della ripresa, porta sempre la stessa firma, anche se questa volta fa tutto Jeda: fuga sulla fascia destra e tocco in mezzo all’area per Bertolacci che scarica alle spalle di Andujar la palla del definitivo due a zero.

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Genoa-Cagliari (0-1): la squadra di Donadoni sbanca il Marassi rossoblu e non si pone più limiti. La classifica sorride, la salvezza è in tasca e l’Europa non è poi così lontana: perchè non sognare in grande in sardegna?

Il gol vittoria, al sedicesimo della prima frazione, porta la firma autorevole di Robert Acquafresca, ex di giornata che, sul cross splendido di Biondini dalla trequarti, non ci pensa due volte a trafiggere Eduardo con un colpo di testa ravvicinato secco e preciso.

Il Cagliari poi legittima ampiamente il successo, coglie una traversa con Cossu e obbliga Milanetto, nella ripresa, ad un salvataggio sulla linea davvero clamoroso. Il Genoa non gioca male ma non incide: l’unico a rendersi pericoloso tra i rossoblu è Palacio, autore di un paio di giocate pregevoli, una delle quali obbliga Agazzi all’intervento miracoloso: bravi tutti e due.

Resta tuttavia l’idea che il Genoa abbia fatto troppo poco per reggere il confronto con questo Cagliari ordianto e combattivo e che, soprattutto, gioca un ottimo calcio.

 

Cesena-Fiorentina (2-2): una gara davvero bella quella del Manuzzi. La sblocca Jimenez al diciottesimo minuto, con una punizione dal limite dell’area che passa attraverso una selva di gambe prima di infilarsi nell’angolino in basso a sinistra di Boruc, che non vede partire la palla. Cesena in vantaggio ma Fiorentina che non ci sta: dopo un palo colpito con una gran girata di testa, i viola trovano la rete del pareggio con Gilardino, abile e fortunato a trafiggere Antonioli con un colpo di testa preciso dal centro dell’area di rigore: assist al bacio, dalla trequarti, di Vargas.

Nella ripresa la Fiorentina preme e passa alla prima occasione: Montolivo, al 24esimo minuto, è molto bravo a trafiggere Antonioli con un destro in corsa dai 16 metri. L’assist fornitogli da Santana al termine di una gran giocata nel cuore dell’area bianconera permette a Montolivo di realizzare un gol che giunge come giusto premio per la gara del capitano viola.

Il pareggio, rocambolesco, arriva a 3 minuti dalla fine: sul piatto destro di Caserta da posizione ravvicinata, la deviazione di Gamberini alle spalle del proprio portiere risulta essere determinante. Il match termina 2 a 2.

 

 

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Chievo-Sampdoria (0-0): un punto che non serve a nessuno in uno spareggio salvezza da brividi. Samp e Chievo si dividono la posta al termine di una gara non bella, giocata sì a gran ritmo ma totalmente priva di emozioni ed occasioni da gol.

Le due squadre hanno dato spesso l’idea di accettare di buon grado il pareggio, limitandosi a giochicchiare a centrocampo senza provare realmente a rendersi pericolose. Solo quando le notizie provenienti dagli altri campi non erano rassicuranti (vittoria di Lecce e Catania) le due compagini hanno provato a scrollarsi di dosso la paura di perdere per iniziare a giocare a calcio: con esiti però deludenti. Uno scialbo zero a zero.

 

 

Parma-Bari (1-2): una vittoria di prestigio del Bari, probabilmente inutile ai fini della permanenza in serie A, inguia non poco il Parma, risucchiato nella lotta salvezza più aspra.

Accade tutto nella ripresa: è il ventesimo del secondo tempo quando Parisi scarica alle spalle di Mirante un missile di sinistro su punizione. Davvero pregevole la conclusione balistica del numero 21 pugliese. Passano una decina di minuti e il redivivo Amauri fa 1 a 1: sul cross di Bojinov dalla trequarti offensiva, l’ex bianconero sovrasta Glik e, di testa, incorna splendidamente il pallone che si infila alle spalle di Gillet.

Il Bari torna avanti all’ultimo respiro: è il secondo minuto di recupero quando Alvarez, innescato da un bellissimo lancio di Bentivoglio, si mantiene freddo davanti a Mirante e lo batte in uscita con un destro secco e preciso.

 

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Napoli-Lazio (4-3): una gara a dir poco rocambolesca e vietata ai deboli di cuore, con ben 6 gol nella ripresa. Il primo tempo, infatti, si chiude sul punteggio di uno a zero per i capitolini, andati in vantaggio grazie ad una prodezza di Stefano Mauri a metà della frazione: per il centrocampista brianzolo slalom palla al piede in progressione prima di trafiggere di sinistro De Sanctis in uscita. Davvero un gol di pregevole fattura.

La seconda frazione si apre con il raddoppio biancoceleste: punizione di Garrido dal limite dell’area su cui è bravissimo Dias ad anticipare tutti per la deviazione volante che vale il 2 a 0. Neanche il tempo di esultare che il Napoli accorcia: su una punizione di Lavezzi battuta non benissimo interviene malamente Sculli che, di testa, allunga la traiettoria della sfera recapitandola proprio sulla testa dell’accorrente Dossena: frustata da pochi passi e Napoli che torna in gara.

Passano 50 secondi e il Napoli pareggia: l’azione del gol, molto simile al precedente, porta la firma di Edison Cavani, abile di testa a trasformare in gol l’assist del compagno Maggio, intervenuto anch’egli con la testa per prolungare una palla morbida scodellata in area da Lavezzi. Ma quando la rimonta sembra ad un passo è la Lazio a tornare in vantaggio: l’autorete di Aronica, nel tentativo di spazzare la propria area, ha del clamoroso: la faccia di De Sanctis, sconsolato, vale più di mille parole.

Ma il Napoli non muore mai; dapprima, al trentasettesimo, trova la rete del tre pari su un penalty trasformato con freddezza da Cavani e poi, cinque minuti più tardi, lo stesso Matador trova la giocata che vale i tre punti: il pallonetto dal limite dell’area che trafigge Muslera strappa applausi a scena aperta. Chapeau per questo Napoli.

 



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