CALCIOPOLI/ Giudice Casoria censurata dal Csm: addio processo e verità?

- La Redazione

Ieri decisione del Csm contro il giudice che segue il processo Calciopoli. Non è detto che la decisione possa influenzare anche i giudici partenopei che devono decidere per la ricusazione

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Il giudice Teresa Casoria (Foto Ansa)

Non tutto è compresso visto che la decisione sulla possibile ricusazione del giudice Teresa Casoria avverrà il prossimo 20 maggio, quando il processo di Napoli denominato Calciopoli andrà verso la conclusione. Situazione strana per certi versi e che spinge alla dietrologia, soprattutto perché chi potrebbe giovare dall’allontamento del giudice non saranno né Luciano Moggi né gli imputati, che hanno chiesto a più riprese che si ottenga una sentenza e la verità. Cerchiamo di fare un po’ d’ordire. Narducci e Capuano pm di Calciopoli presentano al Tribunale di Napoli una richiesta di ricusazione nei confronti della Casoria che dicono non avere la giusta serenità nell’elaborare una sentenza.

In parallelo c’è un esposto al Csm contro di lei per ripetuti insulti e minacce a colleghi e sottoposto. Il Consiglio dei Magistrati riunitosi ieri ha censurato questo tipo di atti e confermato le accuse mosse alla Casoria. Cosa c’entra questo con Napoli? C’entra perché questa decisione potrebbe influenzare i giudici della Corte d’Appello ad accettare l’istanza di ricusazione che vorrebbe dire ripartire da zero con le indagini.

 

Il nostro esperto, alcune settimane fa, aveva sottolineato come l’ipotesi fosse abbastanza remota. Alla fine comunque a rimetterci sarà la verità e questa pagina del calcio italiano non verrà chiuso, mettendo fine a polemiche che vanno avanti da troppo tempo. Ma forse troppi pezzi di questo puzzle alla fine, al tifoso normale, non tornano e i sospetti e i dubbi crescono.



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