NUOTO/ Esclusiva Federica Pellegrini: vincere a Londra e Shangai per battere la “cosa”

FEDERICA PELLEGRINI si racconta. Il cambio di allenatore, il ritorno nella sua Verona e gli obiettivi del 2012. Divisa tra Olimpiadi e Mondiali con una certezza: vincere tutto

06.05.2011 - int. Federica Pellegrini
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Federica Pellegrini

ESCLUSIVA NUOTO: FEDERICA PELLEGRINI SI RACCONTA – E’ la nuotatrice più forte al mondo. Medaglie, successi, record: tutto all’eta di soli 23 anni. Federica Pellegrini si racconta in questa intervista concessa in esclusiva a ilsussidiario.net.

Federica, com’è la tua condizione in vista dei Mondiali di Shangai? Pensi di arrivare al massimo della forma per questo appuntamento così importante?

Mi sto preparando al meglio con duri allenamenti di resistenza e potenziamento. Da quando mi sono trasferita a Parigi ho rivoluzionato il mio allenamento e spero davvero di raccogliere i frutti a Shanghai.

Pensi di bissare i due ori dei Mondiali di Roma sui duecento e sui quattrocento?

Penso di arrivare preparata al meglio e questo per me è essenziale. Quel che verrà, sarà valutato dopo.

Quali sono secondo te le avversarie principali in queste due specialità, le atlete che ti possono mettere maggiormente in difficoltà?

I tempi sono sotto gli occhi di tutti, ma non credo che ci sia soltanto la Adlington in grado di impensierirmi. Conterà molto la capacità di gestire pressione esterna, che ai Mondiali è altissima.

E’ possibile che tu faccia altre gare, a Shangai, ad esempio i cento?

200 e 400 restano le mie gare. Escludo i 100 e il punto interrogativo sugli 800 è bello grosso.

Come sarà la preparazione in vista di Shangai, soprattutto se vorrai fare gli 800?

Non farò che seguire i consigli di Lucas e continuare il programma di allenamento studiato e portato avanti in questi ultimi mesi. Dal 3 luglio ci trasferiamo in Cina per ottimizzare l’ambientamento.

 

Hai detto che preferiresti tornare a Verona e lasciare Parigi, vuol dire che lascerai il tuo attuale tecnico francese Philippe Lucas? E nel caso a chi pensi di affidarti?

Ho detto che desidero tornare a Verona perché è la città in cui ho trovato una perfetta dimensione e riesco a vivere serena sia la mia vita privata che quella sportiva. Questo naturalmente non significa lasciare Philippe. Ci siamo dati i Mondiali di Shanghai come tappa per fare un bilancio della nostra prima collaborazione.

 

In questo senso devi avere un rapporto speciale con questa città, con le tue radici. Ce ne puoi parlare?

Sì, il Veneto e Verona in particolare, rappresentano le mie terre di origine. Verona è semplicemente un posto dove mi sento a casa, peraltro a meno di un’ora d’auto dai miei genitori. Amo questa Regione perché ha tutti gli elementi a me cari: l’acqua del mare, la natura, la montagna e l’arte.

 

Senti ancora la mancanza di Alberto Castagnetti? Ci dai un tuo ricordo sull’uomo e sull’allenatore?

Sento sempre la presenza di Alberto perché è parte di me e vive in me, al mio fianco, soprattutto nei momenti difficili o di forte pressione.

 

C’ è qualcosa che ti ha insegnato Alberto e che ti porterai sempre con te, anche quando smetterai di nuotare?

Di non mollare mai anche nei momenti in cui tutto sembra insormontabile e le paure cercano di prendere il sopravvento. Un bel respiro, un colpetto al cuore e una alla testa: parte tutto da lì.

 

 

Londra 2012: un pensiero alle Olimpiadi?

Tutti i giorni. Londra è il mio obiettivo sportivo più grande in questo momento.

 

E dopo Londra cosa farai, pensi di continuare fino a Rio 2016 o fare la mamma come hai detto spesso?

Per adesso ho come traguardo Londra 2012. Potrei sempre decidere di continuare ma voglio prima concentrarmi sul 2012 e vedere come vanno queste Olimpiadi e come mi sento.

 

Cosa consigli a tutti quei ragazzi che vogliono emulare i tuoi trionfi nel nuoto?

Consiglio ai giovani di tuffarsi a capofitto nello sport perché è fonte di puro insegnamento di vita. Per vincere nel nuoto, come nello sport, devono impegnarsi con caparbietà e costanza senza farsi abbattere dalle difficoltà e dagli ostacoli che sicuramente incontreranno in un percorso difficile, fatto di rinunce ma anche di grandissime soddisfazioni.

 

Fai sempre fatica con questo problema degli attacchi di panico, ma alla fine riesci sempre a essere la numero uno del nuoto. Come vivi questo problema così difficile?

Certamente non è panico, forse è ansia. Io la chiamo la “cosa” e ci convivo, nel bene e nel male.

 

Sei con Valentino Rossi l’atleta più famosa in Italia: ti pesa la popolarità?

No, affatto. Anzi, è proprio l’amore dei miei fan a darmi la forza, alimentare la mia motivazione e spingermi a fare sempre meglio.

 

(Franco Vittadini)

 

 

 



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