TENNIS/ Internazionali d’Italia, esclusiva Barazzutti: caccia all’anti Nadal, la Schiavone può vincere

- La Redazione

La stagione del tennis entra nel vivo, CORRADO BARAZZUTTI racconta gli Internazionali d’Italia che da quest’anno vedono uomini e donne giocare in contemporanea

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Rafa Nadal (Ansa)

TENNIS INTERNAZIONALI D’ITALIA  – E’ l’appuntamento più importante del tennis di casa nostra. Gli Internazionali d’Italia mai come quest’anno vedono al via giocatori e giocatrici di grande valore tecnico. Tra gli uomini il tennista spagnolo Rafael Nadal è superfavorito. Tra le donne ci aspettiamo molto da Francesca Schiavone e Flavia Pennetta. Per parlare di tutto questo abbiamo sentito Corrado Barazzutti, attualmente commissario tecnico sia della nazionale maschile, che di quella femminile . Eccolo in questa intervista in esclusiva a ilsussidiario.net.

Barazzutti, sembra che Nadal sia ormai imbattibile sulla terra rossa, dopo i successi di Montecarlo e Barcellona. Sarà così anche a Roma?

In effetti Nadal è veramente di un’altra categoria sulla terra rossa. Proprio di un altro livello, quindi difficile da battere, credo quindi che anche a Roma sarà così. E’ un giocatore incredibile, che anche al di là della terra si difende bene su ogni tipo di superficie. Ha vinto anche a Wimbledon: lui e Federer sono tra i giocatori in attività, quelli che sono già entrati a far parte della storia del tennis di tutti i tempi.

Djokovic e Federer possono essere in grado di rivaleggiare con il tennista spagnolo?

Credo che attualmente e su questo tipo di superficie solo Djokovic sia in grado di rivaleggiare con Nadal. Forse è anche l’unico giocatore che può cercare di strappargli il successo finale.

Come si batte Nadal?

Bisogna avere un buon servizio, avere una buona prima palla. Mettere in campo un gioco vario e puntare sull’attacco.

Quali possono essere invece gli outsider di Roma 2011?

Soderling potrebbe fare molto bene. Poteva fare molto bene Del Potro che è sicuramente un ottimo giocatore ma dovrebbe rientrare solo a Parigi. Al Roland Garros sono convinto che dimostrerà tutto il suo valore.

Gli italiani invece che ruolo possono recitare?

Certo, è difficile che possano vincere. E’una cosa da sogno, quasi irrealizzabile. La mia speranza è che possano andare avanti il più possibile.

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Tra le donne puntiamo molto su Francesca Schiavone ma dopo la vittoria al Roland Garros 2010 sembra in calo. Può riprendersi per Roma?

Francesca è una grande tennista. Io credo che abbia tutte le possibilità per fare dei grandi Internazionali e arrivare fino in fondo.Magari anche vincerli. E’ una giocatrice capace di ogni impresa sportiva. Magari un giorno anche di vincere a Wimbledon.

 

Anche Flavia Pennetta non è in grandissima forma. Roma può essere un torneo per il suo riscatto?

Flavia ha risentito molto ultimamente di questo problema alla spalla. Anche lei è una giocatrice di talento e ha tutte le qualità per fare dei grandi Internazionali

 

Il tennis femminile italiano comunque e di grande livello come dimostrano anche le tre Federation cup vinte in questi ultimi anni…

Abbiamo vinto la Federation Cup. Abbiamo due grandi giocatrici come Francesca Schiavone e Flavia Pennetta, ma non ci sono solo loro. Alberta Brianti ha vinto recentemente in Marocco a Fes. Roberta Vinci ha vinto a Barcellona, Sara Errani ha un buon tennis. Solo la Russia esprime tante giocatrici di buon livello come l’Italia.

 

Quali sono invece le favorite di questo torneo femminile?

C’è come al solito la Wozniacki, la stessa Schiavone, l’Azarenka..Un torneo aperto a tante possibili vincitrici..

 

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Ci sono tutte le premesse per dei grandi Internazionali, sia a livello di pubblico, che di interesse dei mass media. Pensa che sarà veramente così?

In effetti sembra che si sia trovato la formula giusta. Far giocare gli uomini e le donne nella stessa settimana è stata una scelta giusta. C’è l’interesse del pubblico, i mass media sono molto attenti a questo avvenimento sportivo. Ci sono tutte le premesse perché questa edizione degli Internazionali sia un gran successo.

 

Qual è la differenza tra i “suoi” Internazionali e quelli di questo 2011, ambiente, pubblico, interesse dei media?

Allora era un periodo d’oro per il tennis italiano maschile. C’erano tanti giocatori di vertice: Panatta, Zugarelli, Bertolucci, Barazzutti… Adesso come allora c’è una grande interesse e un grane riscontro di pubblico, con un miglioramento notevole nell’organizzazione.

 

Come va invece il suo lavoro di commissario tecnico della Nazionale?

Direi bene. Cerco di fare il mio lavoro, cercando di gestire al meglio giocatori e giocatrici. Abbiamo ottenuto importanti vittorie con le donne nella Federation Cup e con gli uomini l’anno scorso abbiamo sfiorato la promozione nella serie A del tennis mondiale.

 

Come si diventa grandi giocatori? E’ qualcosa scritto nel dna o lo si diventa col lavoro?

 

Penso che sia proprio scritto nel dna di una persona. Il campione ha qualcosa di suo, un talento naturale, che poi può sicuramente affinare col tempo.Servono sicuramente l’allenamento e lo sviluppo tecnico ma un fuoriclasse ha queste doti fin da ragazzo. Quelle che poi ti fanno diventare un grande del tennis.

 

(Franco Vittadini)

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