Cavendish in maglia rosa: prossima tappa la Reggio Emilia-Rapallo

- La Redazione

Alessandro Petacchi ha vinto al fotofinish la seconda tappa del Giro di Italia (quella corsa tra Alba e Parma per un totale di 244 chilometri), battendo di poco Mark Cavendish.

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Alessandro Petacchi ha vinto al fotofinish la seconda tappa del Giro di Italia (quella corsa tra Alba e Parma per un totale di 244 chilometri), battendo di poco Mark Cavendish che, sul traguardo, si lamenta vistosamento per una presunta scorrettezza subita dal corridore spezzino. La Giuria, una volta esaminate le immagini, ha comunque confermato l’esito della gara e confermato la vittoria di Petacchi. Cavendish, tuttavia, avrà di che consolarsi: il secondo posto nella tappa odierna lo incorona con la maglia rosa. Dietro il nuovo leader della corsa si è piazzato Marco Belletti.

Da domani però è già tempo di fare un salto sugli Appennini e, quando cominciano le salite, non c’è mai nulla di scontato. Le salite che i corridori dovranno affrontare domani non sono certo proibitive (prima il Passo del Bocco poi la salita della Madonna delle Grazie), ma daranno una prima idea del reale stato di forma di molti corridori e tasterà le ambizioni dei pretendenti alla vittoria finale. 

La previsione sulla tappa di domani (solo 120 i chilometri che separano Reggio Emilia da Rapallo) vede comunque favorito un velocista, dato che gli ultimi chilometri della tappa sono perfetti per far pensare ad una volatona di tutto il gruppo. Maglia rosa che, quindi, potrebbe nuovamente cambiare proprietario: tutto dipenderà dalla voglia di vendetta sportiva del grand ebeffato odierno Cavendish.

Tornando alla tappa di oggi, il corridore spezzino raggiunge quota ventidue successi al Giro d’Italia e rinverdisce i fasti di un dominio interrottosi, al Giro, nel 2009, quando si impose nella Tappa tra Grado e Valdobbiadene. Petacchi è stato protagonista di una gara accorta ed intelligente, portata a termine con una strategia pressochè perfetta negli ultimi mille metri: appostatosi alle spalle del lanciatissimo Cavendish, ha atteso come un falco l’attimo giusto per piazzare lo scatto vincente. Partito in velocità ha così avuto la meglio sul britannico della HTC-Highroad, che non è stato in grado di rintuzzare felicemente l’assalto dell’italiano. Terzo, dicevamo, un combattivo Manuel Belletti, mentre l’americano Tyler Farrar, grande favorito della vigilia, non è andato oltre un piazzamento fuori dal podio.

La tappa era iniziata ad Alba con il doveroso omaggio a Pietro Ferrero, scomparso prematuramente lo scorso 18 aprile: i corridori hanno osservato un minuto di silenzio prima della partenza, partenza che è stata intitolata proprio al patron della Ferrero e del brand Estathè, sponsor della Maglia Rosa del Giro d’Italia da 15 anni, scomparso prematuramente il 18 aprile scorso in Sudafrica. Prima del via è stato osservato un minuto di raccoglimento.

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La Tappa odierna si è contraddistinta come la più lunga dell’intero Giro, con i suoi 244 chilometri.

Al termine della gara Petacchi ha dichiarato: “Dedico la vittoria al mio bambino che compirà tre anni. Oggi moralmente ha vinto tutta la squadra, oggi Danilo (Hondo, ndr) ha mostrato di essere un grande professionista, sono stato io a volerlo nel team. Le accuse di Cavendish sulla volata finale? Se ho sbandato come dice lui, non me ne sono accorto. Dice che mi sono spostato quattro volte, mi spiace, ma non devo chiedere scusa a nessuno“.

Opinione diametralmente opposta quella che si agita nelle parole del secondo classificato, Mark Cavendish: “Tutti conosciamo che la mentalità di un velocista è: vincere o niente. Anche un corridore che non è uno sprinter non può immaginare quello che si vive. Nella volata ho avuto la sensazione che Alessandro si sia spostato dalla sua linea, lo dico anche perché con tutta l’esperienza che ha visto che è un grande campione a mio avviso ha svoltato a sinistra ha messo in atto una tattica per bloccarmi. Nel passato ogni volta che mi discostavo di un centimetro dalla mia linea ero squalificato”.

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