GIRO D’ITALIA/ Esclusiva Vincenzo Nibali: Contador ti sfido, voglia la maglia rosa!

- La Redazione

VINCENZO NIBALI è il vero antagonista dello spagnolo Contador in questa edizione della corsa rosa. In questa intervista si racconta non tralasciando un passaggio importante sul doping

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Vincenzo Nibali sorridente (Foto Ansa)

GIRO D’ITALIA – Le speranze dei tifosi sono tutte rivolte nei confronti di Vincenzo Nibali. Il ragazzo nativo di Messina è il vero avversario dello spagnolo Contador e a lui si chiede l’impresa: far tornare la maglia rosa sulle spalle di un italiano. Eccolo in questa intervista in esclusiva a ilsussidiario.net

Sarà una sfida Contador – Nibali?

Non chiuderei la partita a noi due. Kreuziger, Scarponi, Menchov, Rodriguez, Anton… la pattuglia dei pretendenti è ampia. E poi parliamo di un Giro durissimo, che si vincerà con la costanza. Sarà una corsa aperta e dovremo avere mille occhi.

E a proposito come si batte Contador?

Bella domanda! Va forte in salita, va forte a cronometro. Sarà un’impresa, non lo nego, ma non mi sento certo battuto. Dovrò sfruttare ogni occasione che il percorso e la corsa mi offrirà.

Altri possibili rivali per la vittoria finale, Scarponi, Menchov, Kreuziger, chi vedi?

Questi nomi, tutti alla pari.

Come giudichi il tracciato di questo Giro, dove si potrebbe decidere?

E’ un percorso durissimo e individuare una tappa dove si può decidere non è facile. Sicuramente l’ultima settimana sarà quella con le salite più dure ma non posso sottovalutare neanche le precedenti. Se ne devo citare dure, dico Zoncolan e Colle delle Finestre. Ma sono tanti gli arrivi difficili da interpretare.

Tra le tappe più difficili, ci sono l’Etna, l’arrivo sullo Zoncolan, il Sestriere, come vedi queste tappe?

L’Etna è troppo presto per essere decisiva, ma sicuramente guadagnare secondi qui è un vantaggio. Le altre due, come detto, sono tra le più dure.

Ce ne sono altre secondo te molto impegnative?

L’intera ultima settimana, e poi l’arrivo di Orvieto: ne parlano poco ma io che l’ho vista posso affermare che è temibile. Tra le tappe dure, non riesco a sceglierne una decisiva per la vittoria ma sicuramente per perdere il Giro sì.

 

E la cronoscalata del Nevegal come la giudichi?

Suggestiva e dura. Dopo Plan de Corones, che ha regalato un grande spettacolo in passato, questa tappa è una degna sostituta.

 

La cronometro finale a Milano potrebbe essere ancora decisiva?

Possibile. Gli scalatori puri sono più favoriti nelle tappe di salite ma un corridore bravo anche a cronometro potrebbe recuperare nella corsa contro il tempo. Prevedo distanze minime tra i primi.

 

Quali sono secondo te invece le tappe più adatte alle tue caratteristiche?

Mi sento un corridore completo: tappe particolari per me ne vedo tante, quelle di montagna e con discese difficili.

 

Il Giro farà tappa anche in Sicilia, la tua terra, cosa prometti ai tuoi tifosi, in occasione dell’arrivo sull’Etna?

Prometto massimo impegno, ma non baratto la vittoria sull’Etna con quella del Giro. Voglio arrivare a Milano in rosa e questo sarà il miglior regalo ai mie corregionali.

 

Non ci sarà Ivan Basso, tuo compagno di squadra, ti mancherà il suo apporto?

Sì. Tra noi c’è una grande sintonia che l’anno scorso ha giovato a lui e quest’anno poteva giovare a me. Ho una squadra forte e motivata al mio fianco ma certo, la presenza di un corridore esperto e forte come lui sarebbe stato un aiuto molto, molto valido.

 

Le differenze tra la Vuelta, il Tour e il Giro, il modo di correre, l’ambiente, il fascino di queste corse…

Il Giro è la corsa degli italiani, la corsa più sentita per me e quella con il percorso più duro; il Tour è il palcoscenico più blasonato, la corsa dove la competizione è ai livelli più alti, dove hai gli occhi del mondo addosso; la Vuelta è la corsa che mi ha consacrato: avrà sempre un significato speciale per me.

 

 

Cosa pensi invece del doping e in particolare della questione Contador?

Il ciclista spagnolo se vincesse questo Giro potrebbe essere anche privato alla fine di questo successo. Non è un problema mio, semmai di chi gli permette di correre. Certe domande vanno fatte a chi governa il nostro sport: io penso a correre e dare il massimo pedalando.

 

E’ anche il Giro dei centocinquant’anni dell’Unità d’Italia, con la partenza da Torino, senti questa ricorrenza così speciale?

Sì, soprattutto per le mie origini siciliani. Il Giro poi è un momento di unità unico: parti da Torino, tocchi la Sicilia e poi ritorni al Nord. Porteremo il nostro saluto e i nostri auguri a tutti gli italiani.

 

Il Giro è l’unica vittoria che sogni, o hai altri ambizioni più importanti per la tua carriera?

Il Giro è una corsa che sogno, certo, ma non voglio mica fermarmi! Punterò sempre più in alto, e se devo citare una corsa di un giorno dico la Liegi-Bastogne-Liegi e la Sanremo.

 

(Franco Vittadini)

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