TOUR DE FRANCE/ Ivan Basso: esperienza e motivazioni, così provo a battere Contador e Schleck

- La Redazione

IVAN BASSO racconta le sue emozioni e la voglia di essere uno dei protagonisti nella prestigiosa corsa ciclistica, che è partita sabato e che vedrà gli atleti impegnati per alcune settimane

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Basso con la maglia rosa (Foto Ansa)

Non ha corso il Giro d’Italia per prepararsi al meglio al Tour de France, dove vuole essere protagonista e arrivare come minimo sul podio di Parigi. Ivan Basso racconta, dopo due giorni di corsa francese, le sue sensazioni. In esclusiva a ilsussidiario.net

Basso, si sente pronto per questo Tour de France?

Certo, pronto e motivatissimo come tutti i miei compagni. E’ stato un avvicinamento travagliato a causa della caduta sull’Etna, ma ho avuto tempo per recuperare. Mi è mancato il riscontro delle corse, perché il Delfinato l’ho corso solo come allenamento. Detto ciò, un Tour si prepara dall’inizio della stagione e lì è stato tutto perfetto.

A proposito questa preparazione in alta montagna quanto potrebbe averla aiutata?

Come Liquigas-Cannondale abbiamo adottato il sistema delle preparazione in altura da anni e, direi, con ottimi risultati. L’anno scorso ho vinto un Giro, l’anno prima due piazzamenti d’onore a Giro e Vuelta. La montagna regala benefici fisiologici ad un atleta: quest’anno era giusto ripetere.

La caduta sull’Etna ha condizionato la sua preparazione?

Diciamo che mi ha fatto perdere tempo prezioso e sicuramente potevo arrivare con qualche riscontro in più. Fortunatamente, però, non ha mi creato guai fisici che potessero lasciarmi strascichi.

Aspettative, obiettivi, a cosa punta nella corsa francese?

Io punto sempre in alto perché credo sia sbagliato precludersi il massimo. Ho lavorato bene, sono motivato.

Perché non credere di poter vincere la maglia gialla?

La strada farà da giudice ma io sarò soddisfatto di qualsiasi risultato se, in mia coscienza, saprò di aver dato tutto.

Qualche arma in più da giocare al Tour 2011?

L’esperienza. rispetto a Contador e Schleck ho più anni e, in certe situazioni, può essere un vantaggio non indifferente.

Contador è veramente imbattibile?

E’ un fenomeno, su questo non c’è dubbio, ma è umano pure lui. Una giornata storta può capitare anche a lui e lì bisogna riuscire ad approfittarne.

 

Il corridore spagnolo potrebbe risentire del doppio impegno Giro – Tour?

Beh, il Giro di quest’anno è stato veramente provante, come mi ha confermato Nibali. I tempi di recupero per presentarsi al meglio ci sono, dunque è lecito aspettarsi che Contador possa fare la doppietta.

 

Altri possibili avversari, forse il corridore lussemburghese Andy Schleck o quello britannico Wiggins?

Certo, aggiungerei anche Evans, Gesink, Van den Broeck: sarà un Tour molto combattuto.

 

Che Tour sarà, più difficile delle scorse edizioni?

Non esistono Tour facili o difficili, perché ogni giorno qui è iper combattuto. Poi c’è il caldo, un fattore che in certi casi può fare la differenza. Semmai possiamo parlare di vantaggi in base alle attitudini di ciascun corridore. quest’anno ci sono meno chilometri a cronometro e, per me, va più che bene.

 

Dove si deciderà, Galibier e Alpe d’Huez fondamentali, o incideranno più le prove contro il tempo, anche se c’è n’è sono meno delle passate edizioni…

Pirenei e Alpi faranno la differenza, con l’ultima settimana quale giudice. La crono di Grenoble sarà importante, ma dipenderà anche dai distacchi che ci saranno in quel momento.

 

 

Una tappa arriverà anche a Pinerolo in Italia: cosa promette ai tifosi italiani di fare in questa frazione?

Ai tifosi italiani prometto un Tour corso con la grinta del leone, ma non solo a Pinerolo bensì per tutto l’arco della corsa.

 

Dopo un grande giro della Svizzera Damiano Cunego potrebbe essere uno possibile protagonista di questo Tour?

Cunego è un campione, deve solo ritrovare lo smalto dei giorni migliori. Da italiano mi auguro che possa essere tra i protagonisti.

 

Che differenza c’è tra il Giro e il Tour, modo di correre, pubblico, fascino della corsa?

Sono due corse differenti, sia per caratteristiche che per ambiente. Il Tour è il palcoscenico più importante, la corsa a tappe con maggior blasone e attenzione mediatica. Il Giro è la corsa del cuore degli italiani che mi ha regalato grandi soddisfazioni.

 

Quanto è importante la tua famiglia e se le tue figlie verranno, in una tappa, a fare il tifo per lei?

Fondamentale: lo è stato in passato e lo è pure adesso. Ancora non abbiamo programmato quando vedersi: spero a Parigi, magari sul podio.

 

(Franco Vittadini)

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