SERIE A/ Crosetti: gli attacchi a Gasperini e Luis Enrique? Simbolo di un calcio malato… (esclusiva)

- int. Maurizio Crosetti

Con MAURIZIO CROSETTI, giornalista de ‘La Repubblica’, abbiamo analizzato la giornata calcistica che si aprirà sabato, con particolare attenzione ai big match Inter-Roma e Napoli-Milan

gasperini_R400_22giu11
Gian Piero Gasperini (foto Ansa)
Pubblicità

Che campionato è un campionato in cui i tecnici sono sulla graticola già alla seconda partita? “Un manicomio”. La risposta – secca e assolutamente condivisibile – è firmata Maurizio Crosetti, penna tra le più brillanti ed intelligenti del giornalismo sportivo italiano. Con il collega di Repubblica, che ha accettato di intervenire in esclusiva a IlSussidiario.net, abbiamo analizzato la giornata calcistica che si aprirà sabato, con particolare attenzione ai big-match Inter-Roma e Napoli-Milan.

Allora, Crosetti. Gasperini contro Luis Enrique: a San Siro sabato andrà in scena una sorta di derby tra ‘esonerandi’. Una cosa che si commenta da sola, visto che siamo appena alla seconda partita. Sì, decisamente. E’ il segno di cosa è diventato il nostro calcio, e cioè un manicomio. Premesso che gli errori ci possono stare sempre, anche all’inizio, ma essere messi in discussione dopo una sconfitta o due fa capire a che livello di follia siamo arrivati.

Non pensa che Moratti abbia fatto, fin dall’inizio, una colossale opera di delegittimazione del tecnico? Gli esempi sono infiniti: dalla mezza imposizione della difesa a 4 alla posizione di Sneijder, senza contare che sul mercato non è stato comprato alcun giocatore adatto al 3-4-3. Secondo me si è trattato di una delegittimazione più a parole che con i fatti. Io credo che in generale i presidenti debbano essere meno invadenti. Penso a Boniperti, che era uno che rimaneva sempre nell’ombra. Non si sapeva che pensava, non rilasciava mai interviste. Però, forse, sempre meglio di certi suoi colleghi che parlano di continuo…

Pubblicità

Che ne pensa di Luis Enrique? Penso che sia stata una scelta azzardata. Non ha mai lavorato nemmeno un minuto in Italia, non conosce il nostro calcio. In ogni caso, credo che nessuno debba essere messo in discussione dopo due-tre risultati negativi.

Ha sentito Galliani? Ha avuto da ridire perché il Napoli è stato sommerso di elogi dopo la Champions e il Milan no.

Ma questo perché vediamo da anni, a certi livelli, il Milan. Non è mica un bambino che ha bisogno della caramella. Nemmeno il Napoli è un bambino, però – diciamocela tutta – la prova di Manchester è stata francamente inattesa. C’era il rischio di essere sommersi dal City e invece gli azzurri hanno giocato in maniera fresca, divertente, tenendo benissimo il campo.

Pubblicità

Allegri, in un’intervista al Mattino, ha detto che Mazzarri è bravo ma si lamenta troppo. Mi pare evidente che i due non si stiano simpatici. Però credo che i personaggi pubblici farebbero meglio a tenersele per sé certe antipatie. Auspico una maggiore sobrietà da parte di tutti.

La bella Juve vista contro il Parma ha scatenato entusiasmi che a Torino non si vedevano da tempo. Entusiasmi eccessivi secondo lei? E’ chiaro che la Juventus, dopo due fallimenti consecutivi e l’anno di B, ha bisogno come il pane di entusiasmo. La trovo una cosa giusta. Di sicuro, la qualità media della squadra è migliorata, ci sono tante cose buone. Buone, non so ancora se entusiasmanti. Ma, comunque, bisogna aspettare prima di dare giudizi e Conte è il primo a saperlo. Già a Siena, dove lui ha allenato, non sarà una passeggiata.

Chiudiamo con Calciopoli. Moggi ha annunciato una nuova intercettazione, destinata – secondo lui – a riscrivere la storia del processo. Guardi, su Moggi stendiamo un velo pietoso. Anzi, è meglio che lo stenda lui stesso, il velo, su di sé…

 

(Alessandro Basile)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Pubblicità

I commenti dei lettori