CALCIOSCOMMESSE/ Napoli, Gianello accusato di frode sportiva per Sampdoria-Napoli del 2010

- La Redazione

La Procura di Napoli accusa Matteo Gianello, ex portiere del Napoli, di frode sportiva in concorso per la tentata combine di Sampdoria-Napoli del maggio 2010.

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Paolo Cannavaro (Infophoto)

I filoni del calcioscommesse – purtroppo – sono davvero tanti, e oggi torna a fare notizia la Procura di Napoli. Infatti, il pool “reati da stadio” del capoluogo campano ha disposto la chiusura delle indagini nei confronti dell’ex portiere del Napoli Matteo Gianello e di Silvio Giusti, ex calciatore del Chievo già squalificato dalla Federcalcio per il fallimento di una società sportiva. Il reato ipotizzato per loro è la frode sportiva in concorso, in quanto avrebbero cercato di alterare il risultato di Sampdoria-Napoli della stagione 2009-2010 (partita dell’ultima giornata, 16 maggio 2010, vinta dai doriani 1-0 e decisiva per la loro qualificazione in Champions League), ma anche di altri match. Nell’inchiesta napoletana erano entrati come indagati anche i fratelli Federico e Michele Cossato, ma nei loro confronti non sarebbero emersi elementi che permettessero di richiedere un rinvio a giudizio, almeno fino a questo momento. Si tratta di una parte delle indagini che coinvolgono anche la procura di Cremona (che sta indagando sul filone principale) e quella di Bari (le partite dei pugliesi, su tutte il derby Bari-Lecce del maggio 2011). Anche in questo caso, la giustizia sportiva si muoverà a ruota di quella ordinaria: il procuratore aggiunto Giovanni Melillo ha già provveduto a inviare l’intero fascicolo alla procura federale della Figc. Matteo Gianello aveva ammesso, in un interrogatorio reso ai magistrati napoletani, di aver avuto da Giusti la proposta di girare soldi ai suoi compagni di squadra per far vincere la Sampdoria in un match che per i doriani era decisivo (ma la società genovese risulta estranea). Ne parlò con Cannavaro e Grava che, sempre secondo Gianello, rifiutarono indignati, ma non procedettero a denunciare l’accaduto. I due però, interrogati dai pm, hanno sempre negato questa ricostruzione. In sede sportiva, se venissero accertate le responsabilità di Gianello, ci sarebbe una lunga squalifica per lui, mentre per Cannavaro e Grava potrebbe essere ipotizzata l’omessa denuncia; in questo caso rischia anche la società, perché per il Napoli scatterebbe la responsabilità oggettiva, visto che Gianello era un suo tesserato. La sanzione non dovrebbe essere rilevante, ma anche un solo punto basterebbe per far scattare l’esclusione dalla Europa League.

La Procura di Napoli ha invece richiesto l’archiviazione per altri indagati nell’ambito dell’inchiesta. Si tratta di Federico Cossato, Michele Cossato, Gianluca Di Marzio, Giuseppe Santorum, Demis Gasperi, Dario Passoni, Luca Ariatti, Ernesto Renzi, Paolo Franchetti, Mario Zamboni, Gianfranco Parlato.

 

(Mauro Mantegazza)

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