IL CASO/ Euro 2012, a Chieti come i tifosi irlandesi: avversari, non nemici

- La Redazione

Tutto pronto per la visione della finale degli Europei, ma il proiettore improvvisamente si rompe: che fare? Alla fine, prevale il fair play: gli avversari, che non sono nemici, risolvono.

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Michel Platini, presidente Uefa (Infophoto)

Chieti, ore 20:10, domenica 1 luglio. Il telo di 9×4,5 metri è montato. Manca mezz’ora circa all’inizio della finale, Italia-Spagna. Il campus comincia ad affollarsi, c’è tensione nell’aria. Studenti con il volto e i capelli dipinti col tricolore verde-bianco.rosso si stendono sul meraviglioso prato del campus dell’ Universita di Chieti! Alla fine saranno stimati in 4000, tra studenti e famiglie. Ma l’imprevisto, come spesso accade, é dietro l’angolo: il proiettore principale si rompe ed è il panico per noi di Lista Aperta (organizzatori dell’evento). L’unica possibilità per per far vedere la partita è chiedere il video proiettore ai nostri storici avversari alle elezioni universitarie: l’associazione studentesca 360 gradi. Che fare? Non ci pensiamo un attimo e decidiamo di chiamare alcuni nostri amici dell’associazione avversaria. Ercole e Gianluca rispondo immediatamente e si mettono a nostra disposizione per risolvere il problema. Sono attimi concitati. Prendiamo il proiettore, lo montiamo e la partita si vede! Gli studenti si calmano e tutti uniti iniziamo a tifare Italia. La partita purtroppo non è andata bene, ma il clima è stupendo! Abbiamo perso, e non possiamo essere contenti per questo. Se in noi avesse predominato la pura ideologia, comunque, non avremmo mai potuto offrire ai nostri amici presenti la visione della partita. Tutto questo è stato possibile grazie a rapporti che abbiamo costruito nel tempo. Siamo avversari, è vero, ma insieme siamo riusciti a realizzare una cosa bella per tutti.

Il campus è già pieno: la partita sta per cominciare

 

La partita sta per cominciare, il campus si riempie

Un'immagine del campus

 

I ragazzi e le famiglie attendono e sperano

Sale lo sconforto: la partita si mette male per l'Italia

 

Finirà male per l’Italia, ma resta un bel momento di sport

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