PARATA DI TACCO/ Dino Zoff su Agazzi: colpo dello scorpione? Non lo “scomoderei”, l’importante è parare (esclusiva e video)

- int. Dino Zoff

L’ex campione DINO ZOFF commenta l’incredibile parata del numero uno del Cagliari, Michael Agazzi, già paragonata al celebre colpo dello scorpione del portiere colombiano Renè Higuita

agazzi_R439
Foto Infophoto

La parata dello scorpione: l’impresa di Agazzi ieri durante la partita tra Cagliari e Palermo sta suscitando apprezzamento e dibattiti. Cè già chi lo ha paragonato al celebre portiere sudamericano Higuita, famoso per le sue parate al limite delle possibilità umane, spesso alla ricerca del colpo ad effetto spettacolare rischiando così di prendere anche parecchi gol. Ma il caso di Agazzi forse si può includere in un incredibile colpo di fortuna, come lo stesso numero uno del Cagliari ha suggerito scherzando dopo la partita: è un colpo che provo sempre in allenamento. Ovviamente non è così: la fortuna ha aiutato Agazzi che cercando di prendere il pallone, che lo stava superando alle spalle, lo ha fatto rimbalzare sul tacco della scarpa, ottenendo così un incredibile effetto detto appunto “colpo dello scorpione”. Ci vuole comunque una grande agilità per riuscire a fare qualcosa del genere, che sia stato voluto o meno. Ci scherza su anche  Dino Zoff, contattato in esclusiva da Ilsussidiario.net per commentare questo gesto insolito: “Colpo dello scorpione?” dice ridendo. “La fantasia dei commentatori si scatena sempre: l’importante è che Agazzi sia riuscito a parare“. Dino Zoff racconta di non aver mai effettuato una parata simile, al limite ebbe modo di cavarsela in altri modi: “Mi è capitato all’occorrenza di aver fatto qualche respinta di piede bizzarra, ma tornando ad Agazzi secondo me ha fatto una cosa di emergenza. E’ stato bravo, questo sì, ma direi che è tutto lì, non scomoderei lo scorpione“. Colpo dello scorpione che era una caratteristica dell’estroverso portiere “pazzoide” sudamericano Higuita: “Me lo ricordo bene, certo. Era senz’altro un tipo particolare che andava alla ricerca dell’effetto anche rischiando molto, ma era certamente uno che scendeva in campo per fare spettacolo“. Non ne conosce altri oggi, dice Zoff, di portieri che possono aspirare a essere come Higuita. Lui, comunque, campione del mondo 1982, era un esempio all’opposto di Higuita, sempre freddo e super concentrato: “Il  portiere prima di tutto deve parare, poi in situazioni estreme può trovare soluzioni spettacolari, ma sempre in situazioni di emergenza, non deve essere lui a provocarle con qualcosa di strano“. Per Dino Zoff comunque una certezza: “Buffon è ancora il migliore tra i nostri portieri, dietro di lui ce ne sono un paio abbastanza buoni, ma che dovranno ancora fare meglio“.





© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori