SUDAMERICANO SUB 20/ Borghi (SportItalia): l’Argentina dei “fab 5” resta favorita, Brasile più equilibrato. Rivelazioni? Dico…(esclusiva)

- int. Stefano Borghi

Stefano Borghi, telecronista di SportItalia e grande esperto di calcio sudamericano, analizza in esclusiva i temi del campionato Sub 20, che ha già registrato i primi risultati a sorpresa

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Il Brasile è una delle maggiori candidate alla vittoria del sudamericano Sub 20 (INFOPHOTO)

Il campionato sudamericano di calcio Under 20 è cominciato. C’è molta attesa verso questa competizione, che vede all’opera le migliori nazionali giovanili del Sudamerica e moltissimi talenti, i protagonisti del calcio del futuro. Dal cosiddetto Sub 20 sono emersi campioni come Leo Messi, Edinson Cavani e i brasiliani Neymar, Lucas e Oscar, protagonisti dell’ultima edizione nel 2011. Il torneo è diviso in due gironi: in quello A si sfideranno l’Argentina padrona di casa, il Cile, il Paraguay, la Colombia e la Bolivia, mentre nel raggruppamento B figurano Brasile, Ecuador, Uruguay, Perù e Venezuela. Le prime tre classificate di ciascun gruppo si qualificano per il girone finale, che si svilupperà in 5 giornate e sancirà la squadra campione. La prima giornata ha riservato sorprese in entrambi i gruppi: la favoritissima Argentina ha perso contro il Cile (0-1), mentre il Brasile ha pareggiato a fatica con l’Ecuador (1-1). Completano il quadro del primo turno l’1-0 della Colombia sul Paraguay nel gruppo A e un pirotecnico 3-3 tra Uruguay e Perù in quello B. Per parlare del campionato sudamericano Under 20, dei suoi protagonisti e delle possibili sorprese, ilsussidiario.net ha intervistato in esclusiva Stefano Borghi, giornalista di SportItalia e grande conoscitore dello calcio dell’America Latina. Ecco le sue impressioni:

L’Argentina non vince dal 2003 e quest’anno gioca in casa. Attorno alla nazionale di mister Trobbiani c’è enorme attesa: questo aspetto può ritorcersi contro? Senza dubbio. Può succedere la stessa cosa che si è verificata nell’ultima Copa America, dove l’Argentina aveva la squadra più forte sulla carta, giocava in casa, e da tanto tempo non vinceva un trofeo. Di conseguenza c’era un’aspettativa spasmodica e le cose sono andate male. Il debutto dell’Argentina ha mostrato questo tipo di rischio: grandissima pressione su ragazzi molto giovani anche se estremamente talentassi. Può essere un problema.

Nell’Argentina spiccano i fantastici cinque: Lanzini, Alan Ruiz, Centurion, Iturbe e Vietto. Possono giocare tutti insieme? Sì, possono convivere nel sistema con un mediano e questo 4+1. Credo però che l’Argentina dovrebbe giocare diversamente, perché spesso gioca contro squadre chiuse. Di conseguenza avere un ariete davanti, piuttosto che il più piccolo Vietto, può essere una soluzione migliore, per poi passare al quintetto fantastico a partita in corso. Oltretutto si rischia di togliere campo ad altri talenti che potrebbero dare una mano un pò più concreta.

A chi si riferisce? Per esempio a Lucas Romero e Augustin Allione, centrocampisti classe 1994 del Velez Sarsfield. In definitiva diciamo che i fantastici cinque possono giocare insieme, ma paradossalmente non è la soluzione migliore.

Nel Brasile, che ha pareggiato all’esordio con l’Ecuador, i giocatori più sponsorizzati sono l’attaccante Ademilson e i trequartisti Adryan e Felipe Anderson: questo trio può essere paragonato al Neymar-Lucas-Oscar del 2011, a livello di talento? Non credo. Neymar e Lucas aveva qualcosa in più. Questi sono buonissimi talenti: Adryan è del 1994, mi piace molto, Felipe Anderson è un eccellente centrocampista, ad Adenilson aggiungerei anche Leandro, il bomber del Gremio. Però rispetto a Neymar e Lucas c’è ancora un gap. Io però sottolineerei un altro aspetto.

Quale? Per un’Argentina che ha tutti i suoi talenti davanti, c’è un Brasile che invece ha anche una difesa molto quadrata. C’è Wallace, c’è Doria, c’è Luan: il Brasile mi sembra un pò più equilibrato, al di là del debutto non felicissimo contro l’Ecuador.

Il Brasile è la squadra favorita per la vittoria finale? No, la mia favorita rimane l’Argentina, anche se il Brasile in queste occasioni sa sempre mettersi nelle migliori condizioni per fare lo scherzo.

Quale può essere la invece la nazionale rivelazione del campionato sudamericano Under 20?

A me è piaciuto molto il Cile, nell’esordio contro l’Argentina. E’ una squadra che ha giocatori di livello in tutti i reparti: Bryan Rabello in mezzo al campo, Igor Lichnovsky in difesa, Nicolas Castillo in attacco assieme a Diego Rubio che mi piace tantissimo. D’altra parte il Cile ce lo possiamo aspettare, direi di stare attenti al Perù.

Perché? E’ una squadra particolare, con un tecnico un pò strano, Gustavo Ferrin, che sa sempre creare delle sorprese. C’è qualche giocatore in orbita italiana, come Andy Polo, attaccante del Genoa, e Josè Yordi Reyna, punta appena presa dal Parma. Ha un trequartista classe ’94, Cristian Benavente, che è della Cantera del Real Madrid e può portare freschezza e talento. Ha anche senato nella prima partita. La sorpresa può essere questo Perù, anche se i pronostici sono una scienza impossibile.

I tifosi si aspettano moltissimo da questo torneo, che ha visto emergere alcuni campionissimi negli ultimi anni. Qual è il reale valore tecnico del Sub 20, possiamo paragonarlo agli imminenti campionati Europei Under 21? Ha un valore decisamente superiore. Questa è la più grande vetrina di talenti del mondo. Sono giovani e quasi tutti militano in Sudamerica, e per l’Europa sono da valutare. Ma a livello di capacità calcistiche, di talento, questa competizione è la vetrina più importante del calcio giovanile mondiale. 

 

(Carlo Necchi)

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