MONDIALI VAL DI FIEMME 2013/ Sci nordico, Belmondo: Dario Cologna il personaggio dei campionati. La prima medaglia italiana? Punto su… (esclusiva)

STEFANIA BELMONDO, forse la più grande sciatrice di fondo di tutti i tempi, ha commentato in esclusiva i primi giorni di gare ai Mondiali in Val di Fiemme, in attesa di una medaglia italiana

28.02.2013 - int. Stefania Belmondo
Cologna
Dario Cologna, 26 anni, sciatore svizzero (Infophoto)

Sono Mondiali bellissimi, con un’organizzazione perfetta, a cui manca solo una medaglia degli atleti azzurri. In Val di Fiemme l’atmosfera è stupenda, c’è tanto pubblico, non manca proprio niente per fare di questa manifestazione un fiore all’occhiello del Trentino. La Norvegia sta dominando alla grande, sta facendo incetta di medaglie; forse per la sua tradizione, forse per una preparazione specifica che ha portato i suoi sciatori nella giusta forma fisica e atletica per questo appuntamento. Dietro di lei gli Stati Uniti, la Russia che forse non è più lo squadrone di un tempo, ma che sta affilando le armi per il 2014 quando ci saranno le Olimpiadi invernali di Sochi. Deludono Svezia e Finlandia, altre due grandi potenze di questo sport, che rappresentano la sorpresa negativa di questi Mondiali: oltre a aver perso il derby di Scandinavia con la Norvegia stanno offrendo una prestazione scialba. L’Italia sta vivendo un momento particolare, è piena di giovani che devono maturare e non sono ancora pronti per una ribalta internazionale così importante. Per parlare in ogni caso, per commentare i Mondiali 2013 di Val di Fiemme abbiamo sentito la più grande sciatrice di fondo di tutti i tempi, Stefania Belmondo. Eccola in questa intervista esclusiva rilasciata a ilsussidiario.net.

Un bilancio di questi Mondiali di sci nordico? Un ambiente fantastico e la possibilità di vivere questi Mondiali nel modo migliore; la Val di Fiemme ha fatto come al solito le cose in grande e ha ricreato un clima quasi perfetto per una manifestazione stupenda.

L’organizzazione di questo evento quindi è da dieci e lode? Devo dire che non poteva andare meglio. Già in occasione dei primi Mondiali in Val di Fiemme, nel 1991, era tutto perfetto. Per me furono anche Mondiali importanti, quelli della mia prima medaglia, di bronzo, in questa manifestazione.

Norvegia paese protagonista dei Mondiali. I motivi di questo successo? In Norvegia lo sci da fondo è come il calcio in Italia: lo praticano tutti, è lo sport nazionale. Si spiega così l’exploit della nazionale che finora ha dominato i Mondiali. Sono loro i più forti e lo hanno dimostrato alla grande.

La Russia ha fatto bene anche lei, si avvicinano le Olimpiadi di Sochi e la nazionale cresce? Certamente la Russia non ha più lo squadrone di un tempo, ma la sua nazionale si sta comportando bene, molto bene a questi Mondiali. Hanno avuto pazienza nei momenti difficili e ora stanno raccogliendo risultati positivi, nel segno della tradizione di una squadra forte da sempre.

Delusione Svezia e Finlandia, una sorpresa per questo sport? 

In effetti non mi aspettavo nemmeno io che le nazionali di Svezia e Finlandia andassero così male. E’ una sorpresa per la tradizione che hanno questi due Paesi nello sci nordico. Sono andati bene invece altri Paesi come gli Stati Uniti, o la Germania, più tra le donne che tra gli uomini.

Chi è secondo lei il personaggio di questi Mondiali? Direi che finora è stato Dario Cologna, lo sciatore svizzero, il vero protagonista di questi Mondiali; è una conferma, visto che aveva già fatto bene in precedenza, l’anno scorso aveva conquistato la Coppa del Mondo.

L’Italia è ancora senza medaglie: grande delusione o…? C’è un ricambio generazionale in Italia, ci sono tanti giovani in Nazionale; dobbiamo avere tanta pazienza e poi tra qualche anno raccoglieremo i frutti di tutto questo lavoro. Forse siamo abituati bene perchè in altri tempi abbiamo raccolto molti successi, ma ora è un momento così. Dobbiamo accettarlo e guardarlo al futuro.

Chi potrebbe darci le prime medaglie? Credo che le staffette, magari la 50 chilometri, possano toglierci qualche soddisfazionei. Una medaglia azzurra darebbe forse un senso diverso alla nostra partecipazione. Ci sono ancora diverse gare e potremo giocarci le nostre chances fino in fondo.

 

(Franco Vittadini)

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