Internazionali di Strasburgo / Tennis WTA, Camila Giorgi perde nettamente al secondo turno

- La Redazione

Dopo aver superato Marion Bartoli al primo turno del torneo di Strasburgo, Camila Giorgi è stata sconfitta nettamente dalla canadese Eugenie Bouchard: 6-3 6-0. In campo Flavia Pennetta

Pennetta_Strasburgo
Foto Infophoto

Vincere commettendo 16 doppi falli? Si può: ci era riuscita ieri Camila Giorgi, eliminando a sorpresa la numero 1 del torneo WTA di Strasburgo, Marion Bartoli. Peccato che oggi la 21enne di Macerata sia stata battuta al secondo turno: è finita 6-3 6-0 in 66 minuti per Eugenie Bouchard. Piccolo inciso: attenzione alla canadese, che oggi è numero 93 del ranking WTA ma ha appena compiuto 19 anni, lo scorso anno ha vinto Wimbledon juniores e promette una luminosa carriera. Chiusa la parentesi, torniamo a parlare di Camila: l’avevamo un po’ persa di vista, anche a causa di un infortunio alla spalla che l’ha tenuta fuori poco più di quattro mesi. Oggi era anche partita bene: 2-0 nel primo set. Peccato che poi abbia infilato un parziale di un gioco vinto contro i 12 dell’avversaria. C’è poco da fare: anche oggi per la Giorgi sono arrivati 7 doppi falli e tanti, troppi errori gratuiti. Ce ne eravamo accorti nel momento della sua esplosione, quando a Wimbledon aveva raggiunto il quarto turno battendo, tra le altre, Pennetta e Petrova. Il punto è proprio questo: da allora, Camila non sembra essere migliorata. Lo dicono i risultati, lo dice il fatto che il suo gioco non sia cambiato, lo dice lei stessa quando commenta, parlando con La Gazzetta dello Sport, che “è come se non avessi una seconda di servizio, batto due prime perchè faccio il movimento troppo veloce e voglio sempre tirare e fare il punto”. Già: lo dicevamo già l’anno scorso quando la ragazza di Macerata impazzava sui prati dei Championships: la Giorgi non ha un piano B, tira tutto quello che le passa nella sua metacampo, spara forte a tutto braccio. Sembra non sia cambiato nulla: il timing c’è, quello che manca è la gestione dei punti, il capire quando è giusto cercare il vincente e quando invece bisogna lavorare di più la pallina. Solo che adesso gli anni sono quasi 22: d’accordo che le italiane esplodono tardi (vedi Schiavone ed Errani) e che quindi non bisogna certo suonare l’allarme con troppa foga, ma è pur vero, dall’altra parte, che ci sono ragazze della sua età…

… che a questo punto sono già più avanti, e che prima o poi il suo atteggiamento in campo andrà cambiato, perchè un conto è essere aggressivi, un altro non avere criterio. L’ipotesi – ma è un’ipotesi, per l’appunto – è che la Giorgi debba trovare un allenatore (al momento la guida papà Sergio) che le insegni a gestire i momenti della partita e le dia una mano più che altro a livello mentale; non sarebbe la prima volta che il distacco tecnico dai genitori farebbe la differenza. Anche perchè a sentire le dichiarazioni (“Non ho amiche nel circuito, non ho rapporti nemmeno con le altre italiane”) c’è come l’impressione che la si voglia isolare in un mondo tutto suo, che può essere un vantaggio ma certo non aiuta a maturare. Intanto, scende in campo anche Flavia Pennetta (che ieri ha battuto la Svitolina): per lei al secondo turno di Strasburgo c’è la Torro-Flor, giovane spagnola emergente (è del 1992, numero 71 del ranking).

 

(Claudio Franceschini)



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