Roland Garros 2013 / Vincono Errani, Vinci e Seppi, eliminata la Giorgi

- La Redazione

Bilancio positivo al Roland Garros: Sara Errani, Roberta Vinci e Andreas Seppi volano al terzo turno, mentre non ce la fa Camila Giorgi che pure era partita bene contro Shuai Peng

Monfils
Gael Monfils, 28 anni: ha raggiunto i quarti di finale agli Us Open (Infophoto)

Ottima giornata per l’Italia al Roland Garros, se escludiamo l’eliminazione di Camila Giorgi; che era partita bene nella sua partita di primo turno contro Shuai Peng, trovandosi 4-1 nel primo set. Purtroppo però tutti i limiti di gestione dei momenti topici della partita sono emersi nuovamente, così l’italo-argentina si è persa in un mare di errori e ha concesso campo e qualificazione alla cinese in soli due set. Non così Andreas Seppi, che ormai è abituato alle maratone da cinque set, quasi che vincere facile non sia abbastanza  per lui: il match contro Kavcic si prospettava difficile alla vigilia, ma certo dopo il 6-0 rifilato allo sloveno nel primo set e un tie break vinto di autorità nessuno si immaginava che l’altoatesino si facesse rimontare fino a giocare un parziale da dentro o fuori, per fortuna dominato senza scrupoli. Ora per Seppi c’è l’ostacolo Nicolas Almagro, e che ostacolo: lo spagnolo sulla terra rossa è decisamente uno dei migliori giocatori del circuito. Non sarà facile, ma per Andreas c’è lo stimolo di un tabellone aperto se dovesse vincere, perchè l’avversario degli ottavi uscirebbe dalla sfida tra il talentuoso ma discontinuo Tommy Robredo e uno degli idoli di casa, che certo sarebbe meglio non incrociare ma è battibile: Gael Monfils dopo aver battuto Berdych al primo turno si è ripetuto oggi contro Gulbis, in un’altra partita lunga e incerta ma alla fine portata a casa dal francese, che sogna di ripetere almeno la semifinale del 2008. Proseguendo con gli italiani, Roberta Vinci soffre contro la kazaka Voskoboeva, che fa valere altezza e servizio per vincere il secondo set e rimandare tutto al decisivo parziale, dove alla fine la tarantina ha la meglio per 6-2. Il regalo per Roberta arriva da Anastasia Pavlyuchenkova, che conferma le fatiche di quest’ultimo periodo e si fa battere a sorpresa da Petra Cetkovska, ceca del 1985 che a stento resta nelle prime 200 del mondo. Per la Vinci dovrebbe essere una partita tutto sommato agevole, anche se la sua avversaria in passato è stata anche tra le top 25 e quindi l’esperienza non le manca di certo. L’ultimo hurrà arriva in serata: Sara Errani scende in campo contro l’altra kazaka Yulia Putintseva (classe 1995), in un amen vince il primo set per 6-1 e quando si trova sul 3-0 nel secondo si capisce già che la sfida a Sabine Lisicki (che ha eliminato la Torro-Flor in due rapidi set) è già lanciata. Per entrambe le nostre giocatrici, che devono anche esordire nel doppio, si guarda già con ottimismo al prossimo turno: per la bolognese possibile incrocio contro Carla Suarez Navarro che già in passato l’ha fatta penare non poco, mentre purtroppo per la Vinci l’ostacolo degli ottavi, salvo miracoli parigini, si chiama Serena Williams e quindi il fatto che la tarantina arrivi ai quarti dipende, con sano e doveroso realismo, dalle lune dell’americana (oggi 6-1, 6-2 in 62 minuti alla malcapitata Caroline Garcia). Tra le altre partite va segnalato il fatto che in campo femminile continua ad ascendere…

… la stella di Bojana Jovanovski, che sogna di diventare la terza serba in cima al ranking WTA (ma alla sua età Ivanovic e Jankovic avevano già centrato risultati più prestigiosi) e intanto elimina la testa di serie numero 10 Caroline Wozniacki, che fallisce così un altro grande appuntamento (a proposito di giovani promesse: attenzione a Anna Karolina Schmiedlova, classe 1994 e capace di eliminare in tre set Yanina Wickmayer). In campo maschile invece il Philippe Chatrier ha esultato come a un gol di Zidane nei tempi d’oro della Francia quando Jo-Wilfried Tsonga ha infilato con il passante di rovescio Jarkko Nieminen, accedendo così al terzo turno e tenendo viva la fiammella della speranza: i trent’anni dalla vittoria di Yannick Noah potrebbero essere celebrati in modo più che degno, ma dipenderà molto da Roger Federer che il francese con tutta probabilità troverà in semifinale. Intanto, lo svizzero ha triturato senza guardarsi troppo indietro l’indiano Davverman, e ora trova quel Benneteau che a Wimbledon dello scorso anno (anche allora al terzo turno) andò più volte a due punti dall’eliminare il sette volte campione dei Championships. Che sia un presagio?

 

(Claudio Franceschini)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori