TENNIS WTA/ Le pagelle del 2014: Serena Williams dominante, Halep-Sharapova inseguono, Errani-Vinci nella storia

- La Redazione

Tennis WTA, le pagelle del 2014: i voti alle principali protagoniste della stagione. Da Serena Williams ad Ana Ivanovic, da Simona Halep a Petra Kvitova passando per italiane e nuove leve

SerenaWilliams
Foto Infophoto
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La stagione 2014 del tennis femminile si è conclusa ufficialmente con la vittoria della Repubblica Ceca in Fed Cup; Serena Williams si è confermata al numero 1 del ranking mondiale per il secondo anno consecutivo dopo aver vinto le WTA Finals. Andiamo dunque a dare un’occhiata ai voti alle protagoniste principali dell’anno, con uno sguardo su un 2015 che, speriamo, sarà ancora più entusiasmante.

Diciottesimo Slam, terzo Us Open e terzo Master in serie, quarto anno chiuso al numero 1 del ranking. Non accenna a fermarsi: non arriverà a mettere le mani sulle 377 settimane in cima al mondo di Steffi Graf, ma può attentare ai suoi 22 Slam magari cambiando preparazione e accettando di giocare solo quelli o quasi (tanto per lei il ranking non sarebbe un problema). Vanno capite le sue priorità: di solito nella prima parte dellanno non è al massimo, poi esplode e saluti alle altre. Nella storia ci è già, nella leggenda ci sarà; onestamente non le manca niente, ma vincere aiuta a vincere

Vero, chiude lanno al numero 3 del mondo migliorando sensibilmente; vero, ha raggiunto le finali a Madrid, Roland Garros e WTA Finals; però la Halep di questanno ha perso un po di smalto nei momenti topici. In semifinale a Wimbledon ha perso per un problema fisico, ma ha fallito gli Us Open e al Master dopo aver demolito unattonita Serena Williams è crollata sotto i suoi colpi in finale (che avrebbe potuto evitare, ma questi sono altri discorsi). Deve mettere su qualcosa in termini di fisico; soffre ancora molto contro chi spara a tutto braccio, ma si candida a strappare la prima posizione mondiale già nel 2015.

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Gradito ritorno dopo i problemi di fine 2013. Ha rivinto il Roland Garros e nella prima parte di stagione ha dimostrato di essere diventata una specialista della terra rossa (una sola sconfitta in stagione); gli altri Slam che ha giocato li ha falliti, perchè purtroppo loperazione alla spalla le ha portato via un meraviglioso servizio e il dover adattarsi al nuovo stile le causa una marea di problemi in termini di doppi falli. E andata male alle Finals, ma ha dimostrato che se è al 100% è la vera antagonista di Serena Williams, anche se non la batte da dieci anni. Il trionfo di Pechino lha riportata al numero 2 del ranking; chissà, potrebbe tornare in vetta perchè di solito i primi mesi dellanno sono i suoi. 

Resta un grande mistero. Per talento e mezzi sarebbe in grado di lottare per la vetta sempre e comunque, ma è troppo discontinua e il suo livello di gioco massimo lo tira fuori solo a sprazzi. A Wimbledon, rivinto dopo tre anni, è stata perfetta; agli Us Open è stata pessima perdendo dalla Krunic; ha vinto nel nuovo torneo di Wuhan ma poi è stata eliminata al round robin del Master, rifacendosi in pieno con due vittorie nella finale di Fed Cup e il terzo titolo in quattro anni. Scommettiamo su un grande 2015, in più è ancora giovane e può arrivare a dominare; ma ormai è al top da tanti anni e deve svoltare dal punto di vista mentale.

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Stagione pazzesca: forse la WTA avrebbe dovuto premiarla come giocatrice più migliorata, ma tantè. Iniziava il 2014 da numero 16, chiude al quinto posto che non vedeva da sei anni nel suo dorato 2008; non solo, ha vinto quattro tornei, si è qualificata per le Finals e non ha centrato la semifinale per un singolo set. In estate ha cambiato coach ma non ne ha risentito, anzi; finalmente è tornata a giocare sui livelli di quando aveva 20 anni ed era arrivata in vetta al ranking. Unico neo: ha fallito gli Slam, e lo sa anche lei. A parte gli Australian Open, dove ha eliminato Serena Williams (senza però andare più in là dei quarti).

Da luglio in poi è stata ingiocabile per tanti. E tornata in una finale Slam (Us Open) dopo cinque anni, lha persa nettamente ma ha dimostrato che se rimane concentrata può fare incontro pari con chiunque; è tornata in Top Ten quando sembrava in calo, costretto due volte la Williams a dare il 200% e dominato il round robin del Master portando poi Serena al tie break del terzo set in semifinale. Se la separazione con Rory McIllroy centri o meno non sappiamo; sta di fatto che è rinata, tanto da chiudere lanno correndo (e completando) la maratona di New York. Sul traguardo la attendeva Serena, che è sua grande amica; le ha messo una medaglia al collo, chissà se le concederà anche una vittoria il prossimo anno.

 Non ce ne vogliano Lucic-Baroni o altre, ma scegliamo lei. Non che sia tornata nel vero senso della parola: nel 2013 aveva giocato, ma senza grandi risultati perchè risentiva ancora dei tanti infortuni subiti. Già in Top 10 anni fa, è stata in grado di giocare una semifinale al Roland Garros e vincere tre tornei: Charleston e Bad Gastain, ma soprattutto il Tournament of Champions dove ha rimontato la Pennetta in finale. Ottima anche in Fed Cup, ha ceduto solo alla fine (più che altro per stanchezza). E’ stato il suo anno, chiuso al numero 13 del ranking.

 Basterebbe il solo fatto che Sara Errani e Roberta Vinci hanno completato il Grande Slam vincendo Wimbledon (e trionfando di nuovo agli Australian Open) e per il terzo anno consecutivo sono state nominate miglior doppio della stagione. Anche in singolare però le cose non sono andate male: Flavia Pennetta a Indian Wells ha centrato il miglior trionfo in carriera e poi ha fatto i quarti agli Us Open. Come lei a Flushing Meadows la Errani, anche finalista a Roma ma in generale in calo nel corso dell’anno (è uscita dalla Top Ten dopo quasi due anni); male la Vinci, Karin Knapp a fasi alterne ma a Tashkent ha vinto il primo titolo WTA. Due finali le ha perse Camila Giorgi, salita al numero 34 del ranking ma ancora troppo immatura tatticamente. In Fed Cup ci ha fatto fuori, e nettamente, la Repubblica Ceca; il “problema” più grosso è l’assenza di giocatrici pronte al grande salto, ma si sa che le italiane esplodono tardi…

 Il 2014 è la stagione del ricambio generazionale. Basta fare qualche esempio: l’esordiente dell’anno Belinda Bencic, 17 anni, è numero 32 della classifica con già prima finale WTA e quarti agli Us Open. Eugenie Bouchard ha raggiunto la Top Ten, tre semifinali Slam, la finale a Wimbledon e le WTA Finals. Garbine Muguruza è rientrata da sei mesi di inattività vincendo un titolo, poi ha battuto Serena Williams al Roland Garros, si è qualificata per il Tournament of Champions (dove ha raggiunto la semifinale) ed è nella Top 20. Altre giovani come Zarina Diyas hanno già giocato finali Slam, la Top 100 più “verde” (numero 92) è Ana Konjuh che ha già un terzo turno a Wimbledon, tre semifinali ITF (più un titolo già lo scorso anno) e vittorie di prestigio (sulla Vinci soprattutto). Senza nominare Katerina Siniakova, Anna-Lena Friedsam, Shelby Rogers e Saisai Zheng: adesso, conta confermarsi e scalare il ranking.

(Claudio Franceschini)

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