Pagelle/ Australia-Emirati Arabi Uniti (2-0): i voti della partita (Coppa d’Asia 2015, semifinale)

- La Redazione

Le pagelle di Australia Emirati Arabi Uniti: i voti della partita di Coppa d’Asia 2015. Seconda semifinale: la vincente si gioca il trofeo con la Corea del Sud, che ieri ha battuto l’Iraq

CahillAustralia
(dall'account facebook.com/theafcasiancup)

Con un match “bruciato” dall’avvio folgorante e poi condotto in porto con grande tranquillità, l’Australia si conquista la seconda finale di Coppa d’Asia consecutiva: in un quarto d’ora Sainsbury e Davidson stroncano le speranze dell’outsider Emirati Arabi Uniti e prenotano il volo interno verso Sydney, dove si giocheranno sabato davanti al proprio pubblico e 4 anni dopo la beffa ai supplementari contro il Giappone la finalissima 2015. Condotta di match da professionista consumato che conosce la propria forza, al cospetto di un avversario con meno credenziali: doppio colpo a confondere e spaventare la preda e poi pochissimi rischi. Finale meritata Non basta, dopo un torneo vissuto da principale sorpresa anche e soprattutto per aver eliminato (pur ai rigori) il Giappone campione in carica, quanto visto a Newcastle per meritarsi un’altra finale dopo 19 anni da quella del 1996. Solo Omar e Khalil si innalzano nella mediocrità generale Non lo bocciamo nettamente perchè non influenza il risultato. I fuorigioco (almeno 2) inesistenti fischiati agli Emirati ed alcune altre situazioni di facile lettura sbagliate però lo allontanano dal 6

Australia padrona di casa, in tutti i sensi, a Newcastle, dove si sta giocando la seconda semifinale della Asian Cup 2015: al termine del primo tempo (voto 6) gli Emirati Arabi Uniti di mister Mahdi Ali (voto 5), vera sorpresa di questa 16^ edizione, sono sotto per 2-0, in maniera nitida e indiscutibile. Decidono due difensori, Sainsbury (voto 6,5) e Davidson (voto 7), tra i migliori in assoluto della prima frazione: con gioco che ruota tutto intorno a sponde e imbeccate centrali di Cahill (voto 6), il tecnico australiano Postecoglou (voto 6,5) ha letto bene la partita, spaventando i meno quotati avversari e mettendoli all’angolo con uno sprint esuberante. Tra le fila degli E.A.U. bene solo il numero 10 Omar Abdulrahman (voto 6,5), nettamente sopra la media generale: giocate di classe, a volte sprecata visto il livello dei compagni di squadra, sempre funzionali, come quando sull’unica occasione dei primi 45′ di gioco per i suoi ha messo il centravanti Khalil (voto 5,5) in porta, con palo del numero 11. Molto abile a sfruttare le possibilità create, con una percentuale alta di realizzazione. Niente di trascendentale, ma grande autorevolezza. Da premiare per il gol, che potrebbe essere già decisivo pur essendo arrivato dopo nemmeno un quarto d’ora, nell’economia del match, ma anche per una partita di grande corsa e spesso fino alla linea di fondo avversaria. Non ci sono insufficienze, qualche singolo come il terzino destro non ha inciso particolarmente anche perchè gli avversari nella sua zona sono assenti. Troppo timidi i ragazzi di mister Mahdi Ali, aggrappati al loro uomo-guida ma incapaci di impensierire veramente i ‘Socceroos’ se non in occasione del palo di Khalil. Tecnica e intraprendenza che spiccano nella pochezza del collettivo degli Emirati. E’ giocatore pronto per un’avventura europea. Tanti gli insufficienti, da lui in particolare capocannoniere finora con 4 centri ci si aspettava molta più collaborazione con Omar Abdulrahman. (Luca Brivio)

Più presente in uscita, anche di testa fuori area, che tra i pali. Sulle uniche due conclusioni di Khalil una volta ci pensa il palo ed un’altra un briciolo di fortuna

Non mette in campo (non serve, in effetti) una ripresa di intensità pari al primo tempo, quando aveva impressionato. Il gol al minuto 14, però, taglia le gambe agli avversari con ampio margine d’anticipo, inclinando definitivamente un piano già abbastanza in discesa per i suoi

Le giocate di Khalil sono estemporanee, il suo controllo al centro della retroguardia risulta all’altezza della situazione

Bravo a sbloccare la partita dopo soli 3 minuti e poi – nel secondo tempo – a chiudere sulle rarissime occasioni da gol che capitano al… fastasma di Ali Mabkhout

90 minuti di onesta copertura. In sofferenza solo quando capita dalle sue parti Omar Abdulrahman, pericolo pubblico numero 1

Ci mette tanta corsa e un pò meno lucidità ma è abbastanza per oggi. Copre una porzione di campo abbondantemente superiore a quella che gli spetta, dimostrando grande generosità

Rientra da un infortunio e dimostra soprattutto di essere elemento importante quanto a carisma e personalità in mezzo al campo. Autorevole

E’ l’elemento meno convincente tra quelli selezionati da Postecoglou nell’11 iniziale e non a caso il primo a lasciare il campo

A centrocampo e a trequarti domina, sia quando si invola al largo sia quando si accentra palla al piede. Accelera solo quando serve ma sempre regalando la sensazione di poter essere letale

E’ fondamentale per il gioco dei suoi, che lo cercano costantemente soprattutto con palla sulla testa e per le sponde. Non è la sua miglior prestazione e non trova la giocata che invece ha nelle corde, forse perchè oggi sarebbe superflua

Tanto movimento (o tanto fumo) e poca concretezza (ovvero arrosto). Parte dalla fascia per cercare le incursioni in area ma raramente impensierisce avversari e portiere

( Sostituisce l’anonimo Milligan senza cambiare la marcia, bassa, ingranata dal compagno)

( Pur subentrando quando la partita è di fatto finita, regala qualche spunto denotando voglia di farsi notare anche in assenza di acuti particolari)

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All. POSTECOGLOU 7: Bravo a gestire uomini e risultato con fare da professore dalla cattedra solida e prestigiosa. Si è meritato l’atto finale, nel quale proverà a fare la storia andando oltre al predecessore Osieck

Incolpevole sui gol, potrebbe forse fare meglio sul secondo ma non è sua responsabilità in toto. Decisamente meno sicuro, invece, in termini generali e per il resto della partita

Non è il peggiore, nè della retroguardia nè in senso assoluto. Soffre solo sulle discese di Leckie e qualche volta si spinge fino all’area avversaria, nel secondo tempo

Anche se Kruse e Milligan sulla sua fascia non impressionano non ha mai la personalità per contrattaccarli e risulta spesso presso in mezzo dagli avversari

Lotta con Cahill e non subisce – nel duello – la superiorità tecnica della punta australiana. Ma sui due gol è trasparente

Anche lui troppo leggero in avvio e travolto dalla pressione dei ‘Socceroos’. Poi si riprende ma la partita è ormai segnata

Impreciso anche sugli appoggi, non prova mai un lancio o qualcosa che vada oltre l’appoggio per Omar. Bocciato senza riserve

Un pò meglio in mediana rispetto a Esmaeel ma il possesso palla degli Emirati Arabi, quando parte dalla difesa e transita dai loro piedi, è lento e prevedibile

Il Manchester City lo segue e lo ha già “provinato” in passato. E’ giocatore sopra la media, dalla tecnica sopraffina, che potrebbe tranquillamente lasciare l’Al Ain e approdare in Europa dove – dopo questa Coppa d’Asia – chi era già interessato a lui si convincerà magari a dargli un’opportunità

A differenza del fratello Omar è abbastanza inguardabile e la sua prova è giustamente stoppata dall’allenatore dopo 45 minuti

Si presenta al calcio d’inizio quale capocannoniere del torneo con 4 gol ma sbaglia quasi tutto e delude profondamente

L’unico a provarci con un’affondo per tempo, meriterebbe il sigillo come soddisfazione personale più che come gol che riapre il match

( Meglio rispetto al compagno Mohamed Abdulrahman, che sostituisce. Anche se ci voleva onestamente poco. Fa movimento e prova qualche inserimento con e senza palla, tutt’altro che folgorante)

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All. MAHDI ALI 5: Diciamo che la Coppa d’Asia da medaglia d’onore appuntata al petto e da ricordare per gli Emirati Arabi Uniti è quella che si chiude con il trionfo sul Giappone ai rigori. Il match di oggi non è all’altezza, non gravemente inadeguato ma semplicemente non all’altezza

(Luca Brivio)

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