Pagelle/ PSG-Barcellona (1-3): i voti della partita (Champions League 2014-2015, andata quarti)

- La Redazione

Le pagelle di PSG-Barcellona 1-3, gara di andata dei quarti di finale di Champions League: i voti della partita disputata al Parc des Princes mercoledì 15 aprile 2015

suarez_neymar
(dall'account Twitter ufficiale @ChampionsLeague)
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Con una prestazione da vero Barcellona, quello dei tempi di Pep Guardiola che cade clamorosamente in contemporanea con il Porto i blaugrana di Messi e questa sera soprattutto Suarez schiantano la resistenza del PSG, vincono 3-1 al ‘Parco dei Principi’ e mettono una seria ipoteca sulla semifinale. In gol Neymar e due volte la punta uruguagia, che umilia David Luiz, prima del sigillo finale di Van Der Wiel, con deviazione decisiva di Mathieu.

Non riesce a far fronte alle assenze di Thiago Motta-Verratti-Ibra prima e soprattutto si Thiago Silva poi. Poteva segnare un altro gol, vero, ma prenderne 3 in casa contro il Barça equivale ad avere un piede e 3/4 dell’altro fuori dalla competizione.

Sarebbe stato 9 senza il fastidio del 3-1, ma la forza con la quale si impone su uno dei campi più difficili d’Europa è impressionante. Così come la garra di Suarez, un campione che vale da solo il prezzo del biglietto.

Non si nota e, lo diciamo sempre, è il miglior complimento per un arbitro. Ma la partita non riserva per lui grandi dilemmi o problemi.

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Al termine della prima frazione al ‘Parco dei Principi’, il Barça di Luis Enrique (voto 6,5) è in vantaggio per 1-0 sul PSG di Blanc (voto 5,5) grazie alla zampata di Neymar (voto 7). Blaugrana padroni del match con autorità per almeno mezzora, grazie in particolare al solito Messi (voto 7) e soprattutto ad un Busquets tornato ad altissimi livelli in mezzo (voto 7). Sull’unica vera occasione costruita dai padroni di casa, con Cavani (voto 5,5), decisivo poi Mascherano (voto 6,5), autore di una chiusura centrale da applausi. Per i parigini centrocampo in forte difficoltà davanti al palleggio avversario, con Rabiot ancora troppo timido (voto 5,5) e che perde il pallone pesante del gol di Neymar e Cabaye (voto 5) sovrastato totalmente da Busquets e Iniesta. Lavezzi quasi assente (voto 5,5) ma che poteva risultare letale con la giocata in occasione dell’enorme palla-gol di Cavani.

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I segnali di risveglio forniti nel finale di tempo ci fanno propendere (assieme alle tante assenze e in questo senso ad un pizzico di sfortuna) per un mezzo voto in più, anche se la prima mezzora è un vero incubo Nessuno tra i padroni di casa supera il 6, lui per tenacia e corsa è sempre uno dei più positivi, pur senza spunti eclatanti Mancano terribilmente i riferimenti centrali di Thiago Motta e Verratti e si nota. Non è un brutto giocatore, per carità, ma il livello è abbastanza differente, soprattutto se hai contro il Barça Il rischio corso (con ceri accesi a San Mascherano) abbassa un pò il giudizio positivo ma che resta tale, perchè per gran parte del primo tempo è il Barcellona del tiqui-taqua non fine a sè stesso e ipnotico per gli avversari Scegliamo lui, sulla coppia Neymar-Messi, per la naturalezza con la quale torna a dirigere il gioco, con uno stile ed una sicurezza che bloccano il PSG Non è insufficiente ma a conti fatti resta l’unico ad andare (minimamente) in difficoltà, come testimonia il giallo per fallo su Matuidi (Luca Brivio)

Paris Saint-Germain

Sul primo e sul terzo gol può poco/nulla; sul secondo, con l’incursione di Suarez in area, forse potrebbe fare meglio. Ma anche lui, in questo PSG a pezzi fisicamente, è tra gli acciaccati.

Tra i difensori è il meno peggio, anche se non è immune da responsabilità, soprattutto quando Suarez fa il bello e cattivo tempo in solitaria sul 2-0. Cerca di resistere come può.

Soffre Neymar in particolare nel primo tempo, poi si rifà in qualche modo con il destro, deviato, del 3-1 finale.

Alza bandiera bianca prima che si scateni la furia ospite, è arrivato in condizioni precarie al momento chiave della stagione.

E’ una delle tante “vittime” di Suarez, che salta tutti per il 2-0 personale. Per il resto non sfigura, anzi Messi gli gira abbastanza al largo.

Non basta il coraggio di provarci e qualche buon numero in ripartenza, perde il pallone che porta all’1-0 e poi rischia costantemente di ripetersi, fino a quando Blanc non lo toglie.

Il migliore dei suoi, come spesso gli accade. Non è appariscente ma sbaglia poco e risulta il più positivo.

Meglio nel secondo tempo rispetto al primo, abbastanza disastroso. Non a caso quando prende campo lui, il Barça retrocede con il baricentro. Ma è troppo tardi e troppo poco.

Sfiora con una bomba di destro il gol, salvato da Ter Stegen. Da uno come lui, cannoniere Champions dei suoi con 6 gol in 8 partite prima di oggi, ci si aspettava molto di più.

Si accende a intermittenza. Una fiammella costantemente minacciata dalla tempesta blaugrana.

Anche da lui la gente di aspetta la giocata risolutrice, non può bastare qualche contropiede con annesso dribbling all’argentina.

 

( Entra in campo palesemente fuori forma, rientrato – non si sa come – con settimane di anticipo sui tempi. E si vede, visto che viene surclassato da Suarez)

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All.BLANC 5: Le assenze sono troppo pesanti, lui non riesce a metterci una pezza. Anche quando sembra entrato nel momento giusto per raddrizzare il match, in avvio di ripresa, il suo PSG impiega pochissimo a deragliare completamente.

Barcellona

Decisivo con la parata su Cavani, appena successiva al 2-0 di Suarez. Portiere di livello eccelso, che meriterebbe la maglia da titolare anche in campionato.

Chiamato a sostituire Dani Alves non sfigura, anzi. Patisce pochissimo la velocità dei vari Pastore e Lavezzi e spesso si spinge fin sul fondo dall’altra parte.

Decisivo con il salvataggio su Cavani nel primo tempo; è un gigante, alla faccia dell’altezza effettiva. E dire che sulla carta sarebbe un mediano…

Resta il meno “visibile” tra i giocatori di Luis Enrique, partecipa con il compitino al trionfo dei suoi.

Velocità e tecnica da centrocampista, è il classico terzino mascherato in stile-Barça, che partecipa sempre alla manovra e si accentra spesso per fare densità e giro palla.

Esce per infortunio dopo un match di buon livello ma questa stagione segna forse la sua “discesa” da top player a semplice campione, che può continuare comunque a dare il suo apporto anche negli anni a venire.

Con la risalita nello scacchiere tattico del PSG, nella ripresa, rallenta un pò i ritmi e soffre un pò di più. Ma resta uno dei migliori in campo.

Non è mai entrato pienamente nel cuore del Barcellona, dal suo arrivo in estate. L’unico a non convincere, valutando la prestazione globale a bocce ferme.

Trotterella, ma quando parte è da orgasmo calcistico. Palo nel primo tempo, serpentina e mancino troppo largo nella ripresa, conditi da una pioggia di numeri e giocate da fenomeno.

Fino al gol, combina abbastanza poco, anche se impressiona per sacrificio e corsa. Poi mette nel mirino David Luiz e lo infila due volte in tunnel. A questi livelli, difficile vedere roba così, ai limiti dell’umiliante.

Scatenato nella sua leggerezza tipica, parte con il gol che sblocca la partita e poi volteggia su Van der Wiel come una ballerina, sulle punte.

 

( Entra come un supplente esperto, con la sua valigetta di classe e geometria, a insegnare calcio. Una gioia per gli occhi di chi ama il calcio)

( Sporca la sua partita con la deviazione e l’autogol del 3-1, la ripulisce con il salvataggio finale su Cavani, fondamentale)

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All.LUIS ENRIQUE 8: Quando una squadra ha nel sangue la Champions e le serate così il merito del tecnico può sembrare relativo. Invece non lo è. E l’ex allenatore della Roma si merita tutti gli applausi del caso.

 

(Luca Brivio)

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