SPORT/ I ritiri del 2015: da Richie McCaw a Flavia Pennetta, gli atleti che hanno detto stop

- La Redazione

Con la fine del 2015, diamo uno sguardo ai tanti atleti che hanno lasciato ufficialmente il mondo dello sport. Spiccano i nomi del rugbysta neozelandese e della tennista brindisina

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Foto Infophoto

Un anno di addii. Il 2015 ha chiuso una stagione di sport e ha sancito la fine della carriera per tanti atleti, italiani e non, che a loro modo hanno fatto la storia delle loro discipline. Abbiamo salutato, o ci apprestiamo a farlo, campioni inestimabili; sentiremo certamente la loro mancanza, e allora abbiamo voluto ricordarli in una ideale carrellata, sport per sport. 

Nel tempo è diventato italiano di adozione: ha giocato nel nostro Paese per 15 lunghi anni, vestendo le maglie di Inter, Verona, Parma, Fiorentina e Genoa. Dopo due stagioni in Turchia al Bursaspor, a 35 anni ha detto stop con una toccante lettera a tutti i tifosi. E poi Juan Roman Riquelme: ha portato il Villarreal in semifinale di Champions League, è stato un idolo nel Boca Juniors (il più grande, dopo Maradona) con cui ha vinto cinque campionati, tre Libertadores, unIntercontinentale e una Recopa. Lascia a 37 anni; ne ha invece 42 Rogerio Ceni, portiere goleador che ha dedicato tutta la sua carriera al Sao Paulo e ha segnato più di 100 gol. Addio anche ad Abby Wambach, una delle più forti calciatrici di sempre: due titoli olimpici, finalmente la vittoria nel Mondiale e il messaggio di saluto da parte del presidente Obama. Soprattutto, si è ritirato Raul: 448 gol in 1043 partite per 20 anni di carriera, uno dei migliori marcatori nelle coppe europee, una vita dedicata al Real Madrid che lo ha “tradito” solo nel finale. Un monumento vivente, uno di quelli che avrebbero meritato il Pallone d’Oro a mani basse, e che non l’hanno mai vinto.

Il 2016 sarà lanno delladdio per Kobe Bryant, 5 titoli NBA, due di MVP delle Finali e uno di regular season, forse il migliore di sempre dopo Michael Jordan (ma si può discutere per ore). Nel frattempo hanno già appeso le scarpe al chiodo due miti come Steve Nash e Andrej Kirilenko. Il primo è il terzo miglior assistman di sempre nella NBA, ha incantato nel Run&Gun di Phoenix ma non ha mai vinto il titolo, ed è quasi uningiustizia. Il russo era tornato al Cska Mosca dopo una lunga militanza in NBA (Utah, Minnesota e Brooklyn): grande difensore, un all around che sapeva fare tutto sul campo ma al quale non è riuscito di vincere l’Eurolega, che ne avrebbe coronato una grande carriera. 

Addio sportivo a due miti. Richie McCaw si è ritirato dopo aver vinto il secondo Mondiale con gli All Blacks: per lui 145 presenze in nazionale, 110 delle quali da capitano (record assoluto nel rugby). Lascia anche il nostro Mauro Bergamasco, che la sua ultima partita – al Mondiale contro lIrlanda – lha vista dalla tribuna per limpopolare scelta di Jacques Brunel (l’Italia avrebbe potuto qualificarsi per i quarti di finale).

Tanti nomi del circo bianco hanno detto stop. Ne scegliamo tre: Tina Maze, che ha dominato la Coppa del Mondo 2013 con tanto di record di punti, dopo 4 medaglie olimpiche e 9 mondiali si è presa un anno sabbatico ma la sensazione è che non tornerà. 

Ha stupito la scelta di Dominique Gisin, che a 30 anni ha deciso di lasciare per diventare pilota di elicottero; soprattutto si è ritirato – a 37 anni – Benjamin Raich, vincitore della Coppa del Mondo 2006 più altre sei coppette, re dello slalom e con 4 medaglie olimpiche e 10 mondiali in bacheca. 

Ritiro per la nostra Antonietta Di Martino, un argento e un bronzo europei nel salto in alto; non gareggiava da due anni per i continui problemi fisici. Fine carriera per il trentunenne Liu Xiang, ostacolista da oro olimpico (2004) e cinque medaglie mondiali; e ritiro, soprattutto, per lo straordinario etiope Haile Gebrselassie, arrivato fino a 42 anni e capace di vincere due ori olimpici nei 10000, quattro titoli mondiali e il record del mondo nella maratona centrato a 35 anni.

 Il mondo del ciclismo ha salutato il ritiro di Ivan Basso, ritirato a 38 anni dopo aver sconfitto un tumore. Nel suo palmarès spiccano le due vittorie al Giro d’Italia (2006 e 2010), i due podi al Tour de France (2004 e 2005) e il Collare d’Oro al merito sportivo nel 2006.

 Nel 2016 vivremo l’addio di una leggenda come Valentina Vezzali. Le regole olimpiche della scherma le impediranno di partecipare ai suoi sesti Giochi; ha vinto sei ori olimpici (più un argento e due bronzi), 16 ori mondiali (5 argenti e 4 bronzi), 13 europei (con 4 argenti e 4 bronzi). Secondo molti, è la più grande schermitrice della storia. Lascia, a 41 anni, il testimone in ottime mani, dopo aver avuto l’onore di essere la portabandiera della spedizione olimpica azzurra (Londra 2012).

 Il tennis maschile ripartirà nel 2016 senza Jarkko Nieminen, finlandese mancino senza grandissimi risultati ma benvoluto da tutto il circuito; perderà, dopo gli Australian Open, quel Lleyton Hewittcapace di vincere due Slam (Wimbledon e Us Open) e due Master e di diventare numero 1 del mondo a 20 anni e 8 mesi, ancora oggi il più giovane della storia; e saluta Robin Soderling, il primo giocatore (e unico, prima di quest’anno) in grado di battere Rafa Nadal al Roland Garros, purtroppo fermato sul più bello da una grave mononucleosi e dalla sindrome da fatica post-virale (non giocava da quattro anni). Soprattutto, ovviamente, non vedremo più Flavia Pennetta: l’addio agli Us Open, con il trofeo del primo Slam in mano, corona una carriera che l’ha vista vincere quattro Fed Cup e diventare la prima italiana di sempre a entrare nella Top Ten della WTA.

(Claudio Franceschini)

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