SERIE A TABELLINI 8^ GIORNATA/ Assist, marcatori, sostituzioni, ammoniti, espulsi. Lazio-Bologna 1-1 (domenica 16 ottobre 2016)

- La Redazione

Serie A, tabellini delle partite della 8^ giornata: assist, marcatori, sostituzioni, ammoniti, espulsi. Gli anticipi e gli incontri odierni (domenica 16 ottobre 2016)

pallone playoff serie C
Risultati playoff Serie C (LAPRESSE)

Si è conclusa con un rocambolesco pareggio la sfida tra Lazio e Bologna, i padroni di casa difatti sono riusciti a riequilibrare il risultato solamente all’ultimo secondo di gioco grazie ad un rigore trasformato da Immobile vanificando così il vantaggio firmato da Helander nel corso del primo tempo. La partita dell’Olimpico è iniziata con un Bologna scesa in campo voglioso di ben figurare visto che la squadra di Donadoni ha provato a pressare in zona avanzata gli avversari, cercando poi di ripartire coi i due veloci esterni d’attacco che hanno creato non pochi problemi alla compassata retroguardia biancocelester. La prima svolta del match non si è fatta attendere molto dato che già al 10′ gli ospiti sono riusciti a sbloccare il risultato con Helander, abile a deviare in rete con una scivolata la punizione ottimamente calciata da Verdi e prolungata di testa da Mbaye. I capitolini hanno tentato immediatamente la reazione e già al 14′ hanno sfiorato il pareggio con Felipe Anderson che, servito da una bella sponda di testa di Immobile, ha tentato un improbabile dribbling quando avrebbe potuto tentare la conclusione da distanza ravvicinata. Al 16′ sono però gli ospiti a sfiorare la seconda rete quando Donsah ha calciato in diagonale con potenza trovando però la pronta respinta di Marchetti sulla quale Di Francesco ha mancato di pochi centimetri il tap-in vincente da due passi. Gli uomini di Inzaghi riprendono il controllo delle operazioni e, dopo un tentativo dalla distanza di Patric al 20′ finito di poco a lato della porta emiliana, sfiorano la rete due volte nel giro di due minuti tra il 31′ e il 33′ con Ciro Immobile. L’attaccante prima è stato bravissimo a liberarsi dietro alla linea difensiva e, lanciato da Milinkovic-Savic, ha tentato la potente conclusione al volo che Da Costa ha deviato d’istinto sulla traversa. Due minuti dopo il numero 17 biancoceleste ha provato la conclusione rasoterra da ottima posizione ma è stato ancora una volta bravo il portiere brasiliano a respingerne il tentativo con un intervento coi piedi. Prima della fine della prima frazione di gioco, c’è ancora il tempo per registrare il primo cartellino giallo dell’incontro sventolato al giovane Di Francesco, reo di essersi buttato prima dell’impatto con De Vrji. Senza nemmeno un minuto di recupero, si è così concluso un primo tempo iniziato meglio dagli ospiti che però hanno sofferto il ritorno dei padroni di casa che avrebbero forse meritato di raggiungere già il pareggio. La ripresa si apre senza sostituzioni e con gli uomini di Inzaghi scesi in campo vogliosi di raggiungere la parità il prima possibile. Al 49′ è De Vrji a sfiorare il gol con un colpo di testa sugli sviluppi di un calcio d’angolo che è finito di poco sopra la traversa. Nell’occasione il difensore olandese ha anche subito un brutto colpo causato da un fortuito scontro con Floccari e così mister Inzaghi è stato costretto al cambio al 52′. Il tecnico, un pò a sorpresa, ha deciso di mandare in campo Cataldi, stravolgendo l’assetto della sua squadra che ha visto spostarsi al centro della difesa Radu, Lulic invece è stato abbassato sulla corsia mancina della retroguardia e Parolo è stato avanzato in posizione di mezz’ala. Al 53′ doppia clamorosa occasione per la Lazio, prima Milinkovic-Savic, lanciato alla perfezione da Lulic, sfrutta una disattenzione di Masina e può presentarsi tutto solo davanti a Da Costa ma il suo potente tiro indirizzato sotto la traversa è deviato dall’estremo difensore brasiliano che si è letteralmente superato nell’occasione. Sul seguente calcio d’angolo, è stato Hoedt in proiezione offensiva a cercare il gol con un diagonale da fuori area che è uscito di non molto dalla porta emiliana. Al 55′ anche Floccari ha dovuto abbandonare il terreno di gioco a causa dello scontro con De Vrji ed il suo posto è stato preso dal giovane Sadiq. La pressione dei capitolini è ormai costante e al 63′ è ancora Milinkovic-Savic ad avere un’occasione d’oro quando tutto solo all’interno dell’area piccola, ha calciato increbilmente sopra la traversa. Al 68′ doppio cambio, uno per parte, con Pulgar e Wallace che sostituiscono rispettivamente l’esausto Donsah e l’infortunato Radu che ha accusato un probabile problema muscolare. Al 69′ altra incredibile occasione per la Lazio che sfonda ancora una volta sulla destra con Felipe Anderson che mette in mezzo un pallone velenoso sul quale Pulgar interviene in scivolata deviando però verso la propria porta ed è solo l’ennesimo miracolo di Da Costa ad evitare il gol per una questione di millimetri. Al 76′ mister Inzaghi prova ancora a cambiare inserendo Luis Alberto al posto di Milinkovic-Savic con l’intenzione di allargare ulteriormente le maglie della retroguardia felsinea che ora sembra regger meglio l’urto biancoceleste che accusa una naturale flessione fisica dopo il grande sforzo profuso. Al 78′ è ancora lo scatenato Felipe Anderson che non vuole arrendersi a provare il tiro con un gran destro al volo sul quale il connazionale Da Costa compie l’ennesimo miracolo alzando la traiettoria sopra la traversa. All’83’ è ancora il numero 10 biancoceleste a provarci con una conclusione che ribattuta da Masina si è impennata e dopo un rimpallo è finita sui piedi di Immobile che ha sprecato malamente calciato fuori da pochi passi. All’84’ Donadoni è costretto all’ultima sostituzione visto che Helander chiede il cambio per un problema al flessore, il posto del giovane svedese viene preso da Oikonomu. Tre minuti dopo all’87’ è l’ormai immarcabile Felipe Anderson a sgusciare nuovamente sulla destra e ad effettuare un cross che trova Immobile tutto solo al centro dell’area ma il centravanti questa volta fallisce un pò clamorosamente l’opportunità colpendo debolmente di testa quando avrebbe anche potuto controllare il pallone. L’arbitro Di Bello decreta sei lunghissimi minuti di recupero durante i quali non succede più praticamente nulla fino all’episodio decisivo che avviene proprio all’ultimo istante quando Masina e Oikonomu si ritrovano un pallone davanti ed invece di allontanarlo con decisione dall’area di rigore, lasciando incostudita la sfera sulla quale si avventa Wallace che è stato steso dall’intervento d’istino del terzino bolognese che ha così costretto il direttore di gara a decretare la massima punizione. Immobile è finalmente riuscito a superare Da Costa con grande freddezza e a regalare così almeno un punto ai biacocelesti che, per quanto creato, non può accontentare pienamente Inzaghi che sperava di conquistare la terza vittoria consecutiva. Sicuramente arrabbiato per il modo in cui sono stati sprecati due punti Roberto Donadoni ha visto svanire una clamorosa vittoria che avrebbe anche potuto dare una svolta alla sua squadra che oggi ha ben figurato in un palcoscenico prestigioso come l’Olimpico.

Il Sassuolo batte 2-1 il Crotone e impedisce ai calabresi di celebrare la prima storica vittoria in Serie A. Sembrava fatta, e invece i neroverdi hanno trovato due prime volte: all83 il primo gol in Serie A di Stefano Sensi, tre minuti più tardi il primo sigillo di Pietro Iemmello. Al festival degli esordi manca dunque solo quello della vittoria del Crotone, che pure dopo appena un minuto e mezzo si era portato in vantaggio con Diego Falcinelli, lex della partita; gli assist in questa partita portano la firma di Aleandro Rosi e di Lorenzo Pellegrini, che ha assistito in maniera vincente Iemmello che era entrato in campo 12 minuti prima al posto di Defrel. Uno dei tre cambi operati da Eusebio Di Francesco, che già nel corso dellintervallo per provare a girare la partita aveva inserito Alessandro Matri in luogo di Federico Ricci (altro ex) e poi aveva messo in campo anche Sensi per Davide Biondini. Azzeccati dunque i cambi da parte dellallenatore del Sassuolo che ha trovato due gol importanti dalla panchina; inutili invece i cambi operati da Davide Nicola che aveva tentato di chiudersi con Rohden per Tonev e Mesbah per Martella, abbassando le sue fasce laterali. Dentro anche Dussenne per Claiton dos Santos, ma gli squali restano a 1 punto in classifica.

Genoa ed Empoli si dividono la posta in palio al Luigi Ferraris, nell’ottava giornata del campionato di Serie A. I grifoni partono bene, cercando di imprimere ritmo alla gara. Gli azzurri chiudono con efficacia, ma al ventunesimo rischiano quando Rigoni insacca da due passi: l’arbitro Pairetto, però, annulla per una segnalazione di fuorigioco del guardalinee. I toscani provano a farsi vivi sul fronte offensivo con Saponara e Gilardino, il quale in un paio di occasioni calcia senza fortuna verso la porta. Al 33′ il Genoa resta in dieci per un fallo commesso da Lazovic su Pasqual: doppio giallo ed espulsione per l’esterno dei liguri. Subito dopo l’Empoli timbra una traversa con Gilardino, mettendo i brividi a Perin. Nella ripresa i genoani ritrovano coraggio e prova a riprendere in mano la gara. L’ingresso in campo di Ninkovic sembra rinvigorire il grifone, che ci prova proprio col nuovo entrato da fuori area. Bravo in questa circostanza Skorupski a bloccare. Nel finale Juric viene espulso per proteste, dopo un’incredibile ripartenza di Ninkovic interrotta dall’arbitro. Non accade più nulla, finisce 0-0 la sfida sotto la lanterna tra Genoa e Empoli.

Il Cagliari espugna il Meazza e vince 2-1 sul campo dell’Inter, in piena crisi di identità. Nel primo tempo gioca soltanto l’Inter. Gli uomini di De Boer mettono in mostra una netta supremazia territoriale senza però riuscire a sbloccare il risultato. Anzi, in avvio è il Cagliari a sfiorare il vantaggio nell’unica chance creata in 45′. Dagli sviluppi di un corner Ceppitelli ci prova di testa ma il pallone, dopo aver colpito Perisic, termina sul fondo di pochissimo. Al 16′ si fa vedere l’Inter con una girata velenosa di Candreva. La partita potrebbe sbloccarsi poco prima della mezzora, quando l’assistente d’area Rizzoli indica a Valeri una spinta di Bruno Alves su Icardi: calcio di rigore per l’Inter. Dagli undici metri si presenta Icardi, bersagliato dalla Curva Nord dopo alcune frasi scritte nel suo libro non digerite da una fetta di tifo interista. L’argentino parte convinto ma manca il bersaglio grosso spendendo la sfera fuori. Joao Mario prova a dare la scossa con due bordate dalla distanza, pericolose ma imprecise. Nella ripresa succede di tutto. Di Gennaro sfiora il gol con un piazzato dal limite mentre al 52′ serve un super Handanovic per negare il vantaggio a Melchiorri e Sau. Al 55′ Joao Mario trova la rete del momentaneo 1-0: bravo Perisic a confezionare un assist al bacio per il portoghese, pronto al tap-in da pochi passi dopo una corta respinta di Storari. Ma nel finale si scatena Melchiorri. L’attaccante del Cagliari prima trova il pareggio al minuto 70 poi propizia l’autogol di Handanovic all’85’. Gli ospiti flirtano più volte con la terza rete ma i vari tentativi di Borriello, Isla e Padoin vengono disinnescati dal portiere nerazzurro.

Allo Stadio Artemio Franchi di Firenze la Fiorentina viene bloccata dall’Atalanta con un pareggio per 0 a 0. Gli ospiti iniziano bene ma finiscono con dover contenere i padroni di casa, pericolosi nel primo tempo con Kalinic al 16′. Nella ripresa è sempre l’attaccante croato a portare i pericoli maggiori al 73′ e Babacar gli fa eco poco dopo al 75′ mentre i lombardi non riescono ad andare oltre alla chance capitata sulla testa di Kurtic al 55′. I cambi non servono: Paulo Sousa cambia Carlos Sanchez e alla fine inserisce anche Mauro Zarate per Babacar, ma la verve dell’argentino non serve ai viola che escono tra i fischi dal loro stadio, non essendo riusciti a vincere contro una squadra che lotta per la salvezza e se non altro possono salvare il fatto di non aver subito gol. Buon punto per l’Atalanta ma pareggio che sa di sconfitta per la Fiorentina.

La Juventus batte in rimonta lUdinese: allo Stadium finisce 2-1 e i bianconeri volano a 21 punti in classifica, incrementando il loro vantaggio in vetta. Una Juventus poco brillante, che non è riuscita sul piano del gioco a sovrastare unUdinese alla prima con Gigi Delneri; la differenza lha fatta Paulo Dybala, capace di concretizzare al massimo i calci piazzati e portare così in dote i tre punti. Entrambi gli allenatori hanno effettuato le tre sostituzioni a disposizione; nella Juventus rimandato il ritorno in campo di Claudio Marchisio, che è rimasto seduto per tutta la durata della partita, e da segnalare la presenza in panchina del giovane Moise Kean, classe 2000 e alla prima convocazione con la prima squadra. Tre gli ammoniti, mentre i tre gol sono arrivati senza assist. Delneri esordisce con una sconfitta contro la sua ex squadra, della quale ha sempre detto che rappresenta il rimpianto più grande della sua carriera; gli zero punti erano da mettere in preventivo alla vigilia, ma per come si è svolto il match lUdinese non può dirsi del tutto soddisfatta perchè avrebbe potuto strappare quantomeno un pareggio ai campioni dItalia, che vincono invece la settima partita sulle otto giocate in questo campionato di Serie A.

Pescara-Sampdoria termina con il risultato di 1-1. Nel primo tempo il Pescara parte a mille all’ora, con una girata di Caprari terminata fuori di non molto e un colpo di testa di Bahebeck finito in bocca a Viviano da ghiotta posizione. Ma al 10′ è la Sampdoria a portarsi in vantaggio grazie a un regalo di Campagnaro. Da un calcio di punizione dalla sinistra battuto da Torreira, l’ex difensore blucerchiato, nel tentativo di anticipare Barreto, infila Bizzarri con un colpo di testa ravvicinato per il più classico degli autogol. La reazione del Pescara non si fa attendere e il solito Caprari impegna severamente Viviano. Al 22′ Campagnaro si fa perdonare e riporta il risultato sull’1-1: corner di Aquilani, dormita di Sala e grande stacco dell’argentino a trafiggere Viviano. Il portiere della Samp ha il suo bel da fare al 23′ e 25′, quando è miracoloso a dire no alle conclusioni ravvicinate di Caprari e Benali. Al 41′ si fa rivedere la Sampdoria con Budimir: il tiro dell’attaccante viene intercettato da un attento Bizzarri, bravo anche nel finale a salvare su una zuccata di Quagliarella. Al 44′ da segnalare la possibile svolta del match: Coda, già ammonito, interviene su Budimir e si prende il secondo giallo da Celi. Pescara costretta a giocare la ripresa in inferiorità numerica. Nella ripresa, nonostante le aspettative di una gara frizzante per via dell’inferiorità numerica dei locali, i ritmi calano vistosamente. Al 48′ Sala stende in area Bahebeck e Celi assegna il calcio di rigore al Pescara: dagli undici metri va Caprari ma Viviano è bravissimo a intuire la traiettoria del tiro e salvare il risultato. A questo punto Giampaolo si gioca il tutto per tutto inserendo nella mischia Muriel e Bruno Fernandes ma neppure questi cambi portano i frutti sperati. I tentativi di Silvestre e Muriel finiscono fra le grinfie di Bizzarri mentre dalla parte opposta la girata di Caprari è schiaffeggiata dallo strepitoso Viviano. Nel finale la Sampdoria colpisce la traversa con Torreira mentre in pieno recupero il neo entrato Praet si vede salvare sulla linea il possibile gol del 2-1 da Brugman. (Federico Giuliani)

La Roma mette fine alla serie positiva interna del Napoli di Sarri in Serie A, superando con un tris pesantissimo una diretta contendente allo Scudetto/zona Champions e confermando le buone indicazioni emerse prima della sosta. Al San Paolo decidono la doppietta di Dzeko e il sigillo di Salah, i due migliori in campo per Spalletti assieme a Manolas; allo stesso modo, KO terribile per i partenopei, che si somma a quello di Bergamo ed all’infortunio di Milik, in una stagione che sembra giunta ad una prima svolta. E ovviamente non positiva… Dopo un primo tempo agguerrito e sempre ad un passo dallo sbloccarsi, è Edin Dzeko a portare avanti la Roma, in extremis: minuto 43, errore grave di Koulibaly in disimpegno, palla recuperata da Salah ed assist perfetto per il bosniaco, finalmente freddo dopo diversi errori al tiro nel trafiggere Reina. E’ ad inizio secondo tempo però che si decide la sfida: sugli sviluppi di punizione, cross di Perotti ancora per Dzeko e incornata a superare la resistenza di Hysaj in marcatura e Reina tra i pali. A quel punto fuori Gabbiadini tra i fischi, dentro Mertens e incornata di Koulibaly su cross di Ghoulam dalla bandierina, a riaprire subito ogni discorso. I problemi in cabina di regia per Jorginho e i tanti acciacchi fisici dei singoli, da una parte e dall’altra, rendono meno divertente e più spezzettata la seconda frazione, fino all’acceso finale di match: Salah si infila ancora una volta nel cuore della difesa avversaria, servito da De Rossi, segnando il gol della vittoria per la Roma. Poi Mertens viene respinto da Szczesny ed il neoentrato El Shaarawy non trova il poker, ma ormai i 3 punti sono in cassaforte per Spalletti. Che rilancia l’andatura e complica parecchio la vita al collega, atteso tra l’altro dall’impegno in Champions, mercoledì sera, per la prima risposta a questa sconfitta. (Luca Brivio

NAPOLI (4-3-3): Reina, Hysaj, Maksimovic, Koulibaly, Ghoulam, Jorginho, Allan, Hamsik (dall’81’ Zielinski), Callejon (dal 76′ El Kaddouri), L.Insigne, Gabbiadini (dal 56′ Mertens). All. Sarri.

ROMA (4-2-3-1): Szczesny, Florenzi, Manolas, Fazio, J.Jesus (dal 70′ Emerson P.), De Rossi, Paredes, Salah, Perotti (dal 90′ Gerson), Nainngolan (dal 78′ El Shaarawy), Dzeko. All. Spalletti.

ARBITRO: Orsato di Schio.

RETI: 43′ e 54′ Dzeko (R) – 58′ Koulibaly (N) – 86′ Salah (R).

AMMONITI: Allan e Mertens (N) – J. Jesus, Paredes e Dzeko (R).

 

PESCARA (4-3-3): Bizzarri; Vitturini (53′ Zuparic), Campagnaro, Coda, Biraghi; Cristante, Brugman, Aquilani; Benali (46′ Fornasier), Bahebeck (73′ Pepe), Caprari. A disp.: Fiorillo, Pigliacelli, Bruno, Memushaj, Mitrita, Pettinari. All.: Oddo.

SAMPDORIA (4-3-1-2): Viviano; Sala, Silvestre, Skriniar, Regini; Linetty, Barreto (83′ Praet), Torreira; Alvarez (53′ Bruno Fernandes); Budimir, Quagliarella (68′ Muriel). A disp.: Puggioni, Tozzo, Krajnc, Dodò. Djuricic, Eramo, Schick, Cigarini, Pedro Pereira. All. Giampaolo.

ARBITRO: Celi.

RETI: 11′ aut. Campagnaro (S), 22′ Campagnaro (P)

AMMONITI: 30′ Coda (P), 38′ Aquilani (P), 75′ Viviano (S).

ESPULSI: 44′ Coda (P) per doppia ammonizione.

Tatarusanu; Salcedo, G.Rodriguez, Astori; Bernardeschi, Carlos Sanchez (59′ Matias Vecino), Badelj, Milic (59′ C. Tello); Borja Valero; Kalinic, Babacar (83′ Zarate). All. Paulo Sousa.

E. Berisha; Toloi, Caldara( 46′ Stendardo), A. Masiello; A. Conti, Kessie, Kurtic (68′ Gagliardini), Freuler, Dramé; Petagna, A. Gomez (89′ D’Alessandro). All. Gasperini.

Arbitro: Damato (sezione di Barletta).

Ammoniti: 8′ Caldara (A); 13′ Badelj (F); 48′ Dramé (A); 66′ Astori (F); 72′ Matias Vecino (F); 79′ Gagliardini (A).

 

Marcatori: 30′ Jantko (U), 43′ Dybala (J), 51′ rig. Dybala (J)

Buffon; Lichtsteiner, Barzagli, Benatia (70′ Bonucci), Evra; Cuadrado, Hernanes, Lemina, Alex Sandro; Mandzukic (66′ Higuain), Dybala. All. Massimiliano Allegri.

Karnezis; Wague, Danilo, Felipe, Samir (46′ Ali Adnan); Fofana, Kums, Jankto (75′ Heurtaux); De Paul (55′ Perica), D. Zapata, Thereau. All. Luigi Delneri.

Claudio Gavillucci.

Wague (U), Perica (U), Hernanes (J). 

Perin; Izzo, Burdisso, Orban; Lazovic, Rincon, Miguel Veloso, Laxalt; L. Rigoni, G. Simeone (dal 27’ del s.t. Ninkovic), Edenilson (dal 39’ del s.t. Muñoz). A disposizione: Lamanna, Zima, Biraschi, Fiamozzi, Brivio, Cofie, Ntcham, Asencio. All. Juric.

Skorupski; Veseli, Bellusci, Costa, Pasqual; Marcel Büchel (dal 26’ del s.t. Diousse), José Mauri, Krunic (88′ A. Tello); Saponara; Gilardino, Pucciarelli (dal 23’ s.t. Maccarone). A disposizione: Pelagotti, Pugliesi, Laurini, Cosic, Dimarco, Pereira, Maiello, Mchedlidze, Zambelli, Matheus. All. Martusciello.

Pairetto

Krunic (E), Bellusci (E), Saponara (E)

Lazovic (G), Juric (all. G)

 

Marcatori: 55′ Joao Mario (I), 70′ Melchiorri (C), 85′ aut. Handanovic (I)

Handanovic; Ansaldi (79′ Jovetic), Miranda, Murillo, Santon; Medel, Joao Mario; Candreva (73′ Eder), Banega (59′ Gnoukouri), Perisic; Icardi. A disp.: Carrizo, Kondogbia, Palacio, D’Ambrosio, Nagatomo, Brozovic, Yao, Miangue, Gabriel Barbosa. All.: De Boer.

Storari; Pisacane, Ceppitelli, Bruno Alves, Murru; Munari (68′ Isla), Tachtsidis, Padoin; D. Di Gennaro (76′ Barella); Sau (59′ Borriello), Melchiorri. A disp.: Rafael, Colombo, Isla, Dessena, M. Capuano, Bittante, Salomon. All.: Rastelli.

Valeri

 Bruno Alves (C), Joao Mario (I), Sau (C), Munari (C), Tachtsidis (C), Barella (C)

 Helander (B) al 10’ p.t.; Immobile (L) su rigore al 52’ s.t.

Marchetti; Patric, De Vrij (dal 6’ s.t. Cataldi), Hoedt, Radu (dal 23’ s.t. Wallace); Parolo; Felipe Anderson, Milinkovic-Savic (dal 31’ s.t. L. Alberto), Lulic, Keita B.; Immobile. (Strakosha, Vargic, Prce, Vinicius, Leitner, Murgia, F. Djordjevic). All. S. Inzaghi.

 A. Da Costa; I. Mbaye, Helander (dal 38’ s.t. Oikonomou), Maietta, Masina; Donsah (dal 22’ s.t. Pulgar), Nagy, Taider; Verdi, Floccari (dal 9’ s.t. Sadiq), F. Di Francesco. (A. Gomis, Ravaglia, A. Ferrari, Viviani, L. Rizzo, Mounier, Krejci). All. Donadoni.

Di Bello di Brindisi.

Masina (B), Radu (L), Wallace (L) e Immobile (L) per gioco scorretto; F. Di Francesco (B), Felipe Anderson (L) e Sadiq (B) per c.n.r. 

 

Marcatori: 2’ Falcinelli (C), 83’ Sensi (S), 86’ Iemmello (S)

Consigli; Lirola, Cannavaro, Acerbi, Peluso; Biondini (67’ Sensi), Magnanelli, L. Pellegrini; Politano, Defrel (74’ Iemmello), F. Ricci (46’ Matri). Allenatore: Eusebio Di Francesco

Cordaz; Rosi, Claiton (73’ Dussenne), G. Ferrari; Salzano, Capezzi, Crisetig, Martella (77’ Mesbah); Tonev, (69’ Rohden) Falcinelli, Palladino. Allenatore: Davide Nicola

Arbitro: Davide Massa

Ammoniti: Crisetig (C), Capezzi (C), Iemmello (S), Palladino (C)

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