PALIO DI SIENA / Veleno II sotto processo: il fantino in tribunale per violenza privata contro Tittia (Ultime notizie 18 novembre 2016)

- La Redazione

PALIO DI SIENA, Nell’estate 2015 fece cadere durante la gara il rivale Tittio: Veleno II finisce sotto processo per violenza privata. Ultime notizie 18 novembre 2016.

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Palio di Siena 2016 (lapresse)

Per la prima volta nella storia del Palio di Siena un fantino verrà giudicato dalla magistratura ordinaria. La notizia ha destato molto scalpore, ma Massimo Columbu, mercoledì prossimo, si ritroverà davanti a un giudice per difendersi dell’accusa di violenza privata. Veleno II, come è soprannominato Columbu, è finito sotto processo per una spinta data a un avversario della contrada nemica nell’estate di un anno fa. Era il 2 luglio 2015 quando il fantino che correva nel Valdimontone, con un gesto spettacolare e fuori dagli schemi, placcò il rivale Tittia, impegnato a difendere il giubbetto del Nicchio. Ques’ultimo finì fuori dai giochi, cadde da cavallo e, inevitabilmente, perse il Palio. La giustizia paliesca amministrata dal Comune non perse tempo e punì Veleno II con una lunga squalifica. Episodio archiviato? Nemmeno per idea perché Columbu, il prossimo 23 novembre, dovrà difendersi in tribunale, dopo che la procura ha deciso di agire d’ufficio.

Tanta è l’incredulità del “popolo del Palio”, diviso tra chi vorrebbe una punizione esemplare per i fantini scorretti e pronti a tutto pur di vincere, e chi resta ancorato al passato. Un passato che più volte ha regalato veri e propri colpi di scena nella corsa in Piazza del Campo, come ricorda anche Fulvio Bruni, primario dell’ospedale di Siena ed ex capitano della contrada dell’Oca. Bruni ha rievocato un interessante aneddoto, quando nel 1992 i fantini Aceto e Sebastiano Deledda, che correvano rispettivamente per le contrade dell’Aquila e Pantera, si frustarano per tutta la gara senza incorrere in squalifiche. Tuttavia chi pensa che nel Palio di Siena vigano anarchia e Far West è fuori strada, perché i fantini rispondono a regole non scritte, a un codice d’onore che si tramanda da secoli. In ogni caso la maggior parte dei contradaioli protesta per l’ingerenza della giustizia ordinaria: i panni sporchi si lavano in casa e a punire i fantini deve pensarci la “giustizia paliesca”.(Giuliani Federico)



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