Atp Finals 2016/ Finale Murray-Djokovic: il numero 1 del mondo è il ventiduesimo campione del Master (Tennis)

- La Redazione

Murray-Djokovic: lo scozzese si aggiudica Atp Finals 2016 e chiude da numero 1 del ranking mondiale. Per Murray è il primo titolo del Master di tennis maschile.

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Andy Murray ha vinto per la prima volta le Atp Finals (Foto LaPresse)

Andy Murray è il ventiduesimo campione delle Atp Finals 2016: il torneo si è giocato per la prima volta nel e per le prime due stagioni ha previsto soltanto un round robin. Stan Smith fu il primo vincitore; in seguito avrebbe trionfato anche agli Us Open e a Wimbledon. Si aprì subito dopo lera di Ilie Nastase, tre successi consecutivi e poi un quarto (ma con un mezzo una finale persa); il rumeno è uno dei tre giocatori ad aver vinto almeno tre edizioni consecutive del Master (gli altri sono Ivan Lendl e Novak Djokovic, che come sappiamo ha vinto quattro volte di fila tra il 2012 e il 2015). Un vincitore a sorpresa fu Manuel Orantes, lo spagnolo di Granada che lanno dopo aver vinto gli Us Open si prese anche il Mater (a Houston) battendo in finale il carneade polacco Wojciech Fibak, uno che negli Slam non riuscì mai ad andare oltre i quarti di finale; a Lisbona 2000, prima edizione del nuovo millennio, trionfò Guga Kuerten e, dopo i due successi di Lleyton Hewitt, iniziò ufficialmente lepoca moderna: Roger Federer si è imposto in sei edizioni nellarco di nove anni, uniche eccezioni il David Nalbandian del 2005 (contro lo svizzero, rimontando da 0-2 in finale), il primo Novak Djokovic (2008) e Nikolaj Davydenko che aveva già giocato la finale lanno precedente e si impose su Del Potro. La curiosità è legata al fatto che ci sono alcuni giocatori che non sono mai riusciti a vincere il Master: uno di questi è John Newcombe, il primo numero 1 del mondo riconosciuto ufficialmente e capace di vincere, a partire dal 1970, quattro dei suoi sette Slam. Laustraliano si fermò due volte consecutive in semifinale; poco meglio ha fatto Rafa Nadal, mai a suo agio su campi indoor e solo finalista nel 2010 e nel 2013, battuto rispettivamente da Federer e Djokovic in stagioni nelle quali ha comunque chiuso al primo posto della classifica mondiale.

Le Atp Finals 2016 hanno incoronato Andy Murray come campione: lo scozzese chiude così una stagione che lo ha visto trionfare in ben nove tornei, come abbiamo già scritto un record assoluto. Che quello di Murray potesse essere un anno pazzesco non si era capito subito; anzi, nei tornei Master 1000 del Nord America lattuale numero 1 del mondo aveva fatto flop, non raggiungendo la finale nè a Indian Wells nè a Miami e fallendo un altro appuntamento dopo la finale raggiunta agli Australian Open. Sconfitto anche a Madrid dal serbo, Murray si era però rifatto vincendo per la prima volta gli Internazionali dItalia la settimana seguente; da lì in avanti di fatto lo scozzese non ha più sbagliato un colpo. A giugno ha perso la finale del Roland Garros cedendo per la terza volta in stagione a Novak Djokovic, ma si è assicurato il torneo del Queens per la quinta volta (seconda consecutiva), tre settimane più tardi ha messo tra le mani il secondo Wimbledon battendo ancora Milos Raonic in finale. Ad agosto Murray è diventato il primo giocatore nella storia a vincere per due edizioni consecutive loro nel singolare alle Olimpiadi, al termine di una grande finale contro Juan Martin Del Potro; poi anche lui ha comprensibilmente tirato il fiato, riuscendo comunque a giocare la finale di Cincinnati e perdendo contro Marin Cilic. A ottobre Murray si è rimesso in marcia, ed è qui che ha scavato il solco: in un solo mese ha vinto gli Atp 500 di Pechino e Vienna e il Master 1000 di Shanghai, tornando a trionfare in Cina dopo cinque anni. La settimana seguente è arrivato anche il primo titolo a Parigi-Bercy, cosa che ha fatto salire a 14 Master 1000 vinti (resta quinto alle spalle degli altri tre grandi di oggi, e di Andre Agassi). Finalmente, il 20 novembre è arrivato il primo titolo alle Atp Finals, dove non era mai andato oltre la semifinale, e una vittoria in finale contro Djokovic che, sul cemento, mancava da un anno e mezzo (5-4 4-6 6-3 alla Coupe Rogers di Montréal).

Andy Murray ha vinto le Atp Finals 2016 davanti al pubblico amico di Londra battendo il grande rivale Novak Djokovic in due rapidi set e ha blindato il primo posto nel ranking mondiale, che proprio Nole gli avrebbe soffiato se avesse vinto la finale del Masters. Difficile immaginare un epilogo di stagione migliore per Murray, che infatti nelle prime dichiarazioni post-partita è apparso quasi incredulo: Non so quasi cosa dire. Essere qui è speciale per me. Finire lanno come numero uno è qualcosa che mai mi sarei aspettato. Ho fatto molti sacrifici con la mia famiglia per essere qui, per questo gioco. Sacrifici ampiamente ripagati e non solo per Andy, se si considera che al numero 1 della classifica del doppio troviamo il fratello Jamie Murray. Lauspicio naturalmente adesso è quello di rimanere al vertice il più possibile, intanto Murray si gode una vittoria anche più facile del previsto (6-3 6-4) dopo la grande fatica di sabato nellincredibile semifinale contro Milos Raonic e molto significativa perché fino a questa stagione non era mai riuscito nemmeno ad arrivare in finale nel Masters di fine anno, regno invece di Djokovic che laveva vinto consecutivamente nelle precedenti quattro stagioni.

Andy Murray non ha solo vinto le Atp Finals 2016, aggiudicandosi per la prima volta il Master che chiude la stagione del tennis: con il trionfo in due set su Novak Djokovic lo scozzese ha anche ufficialmente blindato la prima posizione del ranking mondiale per la fine della stagione. E un grande risultato, e un obiettivo che per i giocatori conta: nel 1998 Pete Sampras voleva prendersi il record assoluto per anni consecutivi chiusi al numero 1 (era a pari con Jimmy Connors) e giocò una serie di tornei che gli permise, nonostante qualche brutto risultato, di tenere a distanza il cileno Marcelo Rios e centrare un primato che resiste ancora oggi (sei anni di fila). Murray succede, manco a farlo apposta, a Djokovic: il serbo era numero 1 del mondo dal 7 luglio 2014 e lo scorso 7 ottobre, dopo un regno di due anni e tre mesi esatti, ha dovuto abdicare. Murray è il primo britannico a chiudere una stagione in vetta alla classifica Atp, come era anche stato il primo suddito della Regina a diventare numero 1; quando gli inglesi dominavano (Fred Perry e prima ancora i fratelli Lawrence e Reginald Doherty) la Atp non era ancora nata e le classifiche ufficiali erano di là da venire (sarebbero arrivate nel 1973 con Ilie Nastase primo giocatore a terminare un anno da numero 1). Per Murray è inoltre la settima stagione consecutiva chiusa in Top Ten: nel 2007 era numero 11 ma già lanno seguente si era portato in terza posizione, inaugurano la cosiddetta epoca dei Big Four insieme a Djokovic, Roger Federer e Rafa Nadal (i quattro sono stati i primi giocatori al mondo al termine di sei anni consecutivi, tra il 2008 e il 2013). Ancora: con 9 titoli nel 2016 Murray ha centrato lanno pià prolifico di sempre (il suo record erano i 6 trofei del 2009, quando però non aveva vinto Slam nè vi aveva giocato finali) ed è un record anche quello delle 13 finali raggiunte (9-4 il bilancio), sempre nel 2009 (6-1), nel 2012 (3-4) e nel 2015 (4-3) ne aveva giocate 7. In più cè la curiosità: siccome anche Jamie Murray termina il 2016 da numero 1 del ranking Atp (quello del doppio), i due scozzesi sono i primi fratelli nella storia ad aver occupato nello stesso momento la vetta di entrambe le classifiche ufficiali.

Lepilogo delle Atp Finals 2016 è quello che, magari inconsciamente, molti appassionati e addetti ai lavori si aspettavano. E il trionfo di Andy Murray, che per la prima volta vince il Master di tennis maschile e aggiunge un altro tassello al suo straordinario anno e alla carriera: nel primo caso si tratta del titolo numero 9, nel secondo è lennesimo trofeo in una bacheca che a questo punto rimane priva soltanto degli Australian Open, del Roland Garros e dei Master 1000 di Indian Wells e Montecarlo. E una vittoria netta quella dello scozzese: nel primo set Murray non concede nemmeno una palla break a Djokovic e sfrutta due delle tre che invece gli vengono servite sul piatto, in breve tempo stacca lavversario ed è avanti di un parziale. Nel secondo set la musica è la stessa, anzi per Nole va pure peggio: il numero 1 del mondo lo doppia per velocità e reattività, centra altri due break e sale in un amen sul 4-1 e servizio. A quel punto si è in campo da 75 minuti e la finale delle Atp Finals 2016 sembra finita; eppure Djokovic resta un campione anche se ha perso la vetta del ranking e non vince un torneo da mesi, sfrutta la prima palla break dellincontro che vede, finalmente, allottavo game giocato in risposta e si porta sul 2-4, che sale poi a 3-4 con un gioco in battuta dominato. Comprensibilmente Murray, reduce da due match da oltre tre ore nei giorni scorsi, tira il fiato e inizia ad accusare la fatica; soprattutto, sente vicina limpresa di battere Djokovic in un torneo che il serbo domina dal 2012 e improvvisamente in superficie riaffiora lo scozzese vecchio stile, quello che aveva tutto per dominare il circuito tranne la capacità di fare il vuoto attorno a sè nei momenti decisivi. E un attimo che dallo 0-15 in favore di Djokovic si possa riaprire il set e tutta una finale che era chiusa da tempo; Murray però si ricompone giusto in tempo per non crollare e salire 5-3, portandosi in ogni caso a un turno di servizio dal titolo. Djokovic tiene la sua battuta senza grossi problemi, e si arriva al game decisivo: 5-4 e Murray alla battuta per chiudere. Naturalmente come in ogni finale thrilling che si rispetti si va ai vantaggi; Murray conquista un primo match point che il serbo gli annulla, ne arriva una seconda (anche se allo scozzese non entrano più le prime) e questa volta Andy Murray può alzare le braccia al cielo e festeggiare il titolo alle Atp Finals 2016.

Finalmente ci siamo. La O2 Arena di Londra ribolle per la finale delle Atp Finals 2016: ribolle di passione e attesa per una sfida che negli ultimi anni è diventata il sinonimo di quanto di meglio si possa trovare nel panorama del tennis maschile a livello assoluto. Vuoi per il calo fisico e strutturale di Roger Federer e Rafa Nadal (che di rivalità e pressioni qualcosina sanno), vuoi perchè le nuove generazioni sono ottime (lo hanno dimostrato in questo Master più che in ogni altro luogo) ma manca loro ancora qualcosa per arrivare a questo livello, vuoi per altri motivi: a oggi Murray e Djokovic sono il top, e non lo dice soltanto la classifica Atp che certo ha il suo peso specifico e racconta molto, ma non può essere presa ad assoluto giudice per determinare i rapporti di forze tra i tennisti. E dunque eccoci: le Atp Finals 2016 si concludono tra poco con una sfida che, la speranza è quella, è entusiasmante già al nominarla. Lo abbiamo già detto: Andy Murray gioca oggi la prima finale in un Master ma questanno ha vinto Wimbledon, Olimpiadi e tre Master 1000. Novak Djokovic ha vinto cinque titoli nelle Finals, quattro dei quali consecutivi e con striscia aperta. Resta qualcosa da dire? Sì: buon tennis, e godiamoci questo match di Londra.

Il titolo del doppio alle Atp Finals 2016 è di Henri Kontinen e John Peers: finlandese e australiano non partivano certamente favoriti in questo Master di tennis maschile, ma arrivavano con il titolo conquistato al Master 1000 di Parigi-Bercy nel quale avevano fatto vedere a cosa potessero aspirare. Il con cui oggi hanno battuto in finale Raven Klaasen e Rajeev Ram conferma il valore assoluto di una coppia straordinaria, che ha giocato un tennis bellissimo per tutto il torneo e ha deliziato la platea della O2 Arena di Londra con colpi da mozzare il fiato. Uno in particolare nel match di primo turno contro Feliciano e Marc Lopez; anche oggi però non sono stati da meno, e sono anche riusciti a rimontare una situazione che si stava facendo critica ottenendo vittoria e trofeo in unora e 10 minuti di gioco. Adesso è tutto apparecchiato per la finale del singolare tra Andy Murray e Novak Djokovic; basta aspettare qualche minuto e poi i due entreranno finalmente in campo per la sfida numero 35.

Come abbiamo anticipato, alle ore 16:30 italiane – e dunque tra pochissimo – le Atp Finals 2016 vivranno la finale del doppio. Sfida a sorpresa: da una parte la coppia formata dal finlandese Henri Kontinen e laustraliano John Peers, dallaltra il sudafricano Raven Klaasen e lo statunitense di origini indiane Rajeev Ram. Le semifinali sono state un trionfo netto: i primi hanno superato 7-6 6-4 i fratelli Bob e Mike Bryan, mentre Klaasen e Ram si sono sbarazzati in unora netta di Jamie Murray e Bruno Soares (6-1 6-4) che forse erano i veri favoriti per la vittoria. Kontinen e Peers sono una coppia quasi inedita, che si è formata di fatto in questa stagione: insieme hanno vinto quattro titoli, tre di categoria ATP 250 (Brisbane, Monaco e Amburgo) ma soprattutto il Master 1000 di Parigi-Bercy, appena dopo aver giocato la finale a Shanghai. Non solo: Kontinen nel 2016 ha vinto il doppio misto in coppia con Heather Watson, mentre Peers in coppia con Jamie Murray – il suo compagno storico – ha trionfato in ben dieci tornei, tra i quali (nel 2015) Wimbledon e Us Open. Dallaltra parte due giocatori che negli ultimi due anni hanno portato a casa tre titoli (doppietta ad Halle, poi Chengdu) e che hanno giocato e perso la finale del Master 1000 di Miami e del 500 di Tokyo; Klaasen ha anche una finale agli Australian Open due anni fa (giocava insieme ad Eric Butorac), Ram – che ha otto anni più di lui – ha dieci titoli in doppio ma nessuno Slam o Master 1000, e prima di fare coppia con il sudafricano era a secco da quasi tre anni (San Pietroburgo 2012, vinse con Nenad Zimonjic).

Vive il capitolo numero 35 della rivalità nella finale delle Atp Finals 2016: per ora è 10-24 nei precedenti, un dominio di fatto quello del tennista serbo, che contro il suo coetaneo e collega ha quasi sempre avuto la meglio. Basti pensare a questo dato: nelle ultime tre stagioni Murray ha vinto solo due dei 14 incroci, anche se una di queste vittorie è arrivata nella penultima partita giocata, la finale degli Internazionali dItalia a Roma (6-3 6-3). Come accennavamo in precedenza, i testa a testa sono stati soprattutto finali: nello specifico, negli ultimi due anni ce ne sono otto. Djokovic ha vinto Australian Open, Miami, Parigi-Bercy, ancora gli Australian Open, Madrid e il Roland Garros; a Murray sono rimasti Montréal e appunto Roma. Lultimo incrocio è quello dello scorso giugno agli Open di Francia, con vittoria di Djokovic per 3-6 6-1 6-2 6-4; sarebbe ovviamente lungo e complicato andare ad analizzare tutti i precedenti tra i due giocatori, possiamo soltanto dire che i due hanno condiviso momenti storici e importanti. Ad esempio la finale di Wimbledon 2013, nella quale Murray è diventato il primo tennista britannico in 77 anni a vincere i Championships (6-4 7-5 6-4); per esempio la semifinale olimpica del 2012, quando ancora lo scozzese ha avuto la meglio sul rivale (7-5 7-5) o ancora, un mese più tardi, la finale degli Us Open che ha rappresentato il primo Slam in carriera per Murray al termine peraltro di un match splendido (7-6 7-5 2-6 3-6 6-2). A Madrid 2006 (Djokovic vinse 1-6 7-5 6-3) risale il primo precedente in ambito Atp; ci sono altri due match finiti al quinto set, la semifinale degli Australian Open 2012 (vittoria di Djokovic 6-3 3-6 6-7 6-1 7-5) e quella del Roland Garros 2015 (ancora Djokovic, 6-3 6-3 5-7 5-7 6-1). Alle Atp Finals invece cè un solo incrocio, nel round robin del 2012: il serbo vinxe 4-6 6-3 7-5.

la finale delle Atp Finals 2016: alla O2 Arena di Londra, con inizio alle ore 19 italiane, assisteremo finalmente allultimo atto del torneo che metteva a confronto i migliori otto giocatori del circuito di tennis maschile, e che tradizionalmente chiude la stagione Atp. Prima, ovvero alle 16:30 italiane, avremo anche la finale del doppio che è una sorpresa: Henri Kontinen e John Peers, che hanno tenuto un livello straordinario per tutto il torneo, affrontano Raven Klaasen e Rajeev Ram in una finale che pochi avrebbero pronosticato alla vigilia.

Murray-Djokovic invece è la finale che tutti volevano vedere: il numero 1 contro il numero 2 del mondo con sorpasso avvenuto poco più di un mese fa, due giocatori che sono quasi coetanei (nati ad una settimana di distanza) e giocano insieme (contro) da quando avevano 11 anni, la sfida numero 35 tra due giocatori che nel solo 2016 hanno vinto 15 tornei complessivamente (Murray conduce 8-7) e che si sono sfidati quattro volte in una finale (Djokovic è avanti 3-1).

Lo storico ci dice anche che questo incrocio avviene per la sesta volta consecutiva in una finale, e che scozzese e serbo si sono affrontati per lultima volta, in un match che non fosse finale o semifinale, due anni fa (erano i quarti di Parigi-Bercy e Djokovic vinse 7-5 6-2). A essere diversa è la storia che i due hanno raccolto alle Atp Finals: Djokovic arriva da quattro titoli in serie e punta il pokerissimo (è già il giocatore con la striscia più lunga nella storia) e in totale ha cinque trofei al Master, mentre Murray non ha ancora messo questo torneo in bacheca e quella di oggi sarà la prima finale che giocherà.

Un match quindi da non perdere tra due tennisti che si conoscono alla perfezione, e che puntano a chiudere nel migliore dei modi una stagione che è stata in ogni caso trionfale; per Djokovic lo è stata certamente di più la prima parte, dove ha vinto Australian Open e Roland Garros oltre ad altri cinque titoli, per Murray invece, dopo aver trionfato a Roma, il punto di svolta è arrivato a Wimbledon che ha aperto una catena di successi comprendente le Olimpiadi (per la seconda volta consecutiva), i Master 1000 di Shanghai e Parigi-Bercy e due Atp 500.

Siamo già tutti con il fiato sospeso e non vediamo lora di stare a vedere come andrà a finire; possiamo intanto ricordare che nelle cinque finali raggiunte in precedenza Djokovic non ha perso un singolo set, battendo tre volte Federer (una per ritiro dellavversario prima ancora di giocare), una Davydenko e una Nadal. Per Murray, che gioca le Finals per il nono anno consecutivo (anche se nel 2013 dovette dare forfait), ci sono tre semifinali nella storia e nelle ultime due edizioni era sempre stato eliminato nel girone.

Adesso però è davvero giunta lora di dare la parola al campo: il pubblico assiepato sulle tribune della O2 Arena di Londra è pronta a tifare il loro rispettivo beniamino. Probabilmente la maggioranza delle persone presenti sarà a favore di Murray, ma questo non significa che Djokovic non avrà il sostegno che merita un giocatore del suo calibro. La tavola è apparecchiata, ora non resta che sedersi e gustarsi le portate

Le Atp Finals 2016 saranno trasmesse in diretta tv su Sky Sport 2; lappuntamento è per tutti gli abbonati alla pay tv del satellite che godranno anche di ampi prepartita e analisi dei match giocati a Londra. Naturalmente ci sarà la possibilità di assistere al Master di tennis maschile anche in diretta streaming video, grazie allattivazione del servizio Sky Go utilizzabile – senza costi aggiuntivi – su dispositivi mobili come PC, tablet e smartphone. Non mancate inoltre di consultare le pagine ufficiali del torneo e del circuito Atp: il sito è www.barclaysatpworldtourfinals.com, le pagine sui social network trovate facebook.com/ATPWorldTour e, su Twitter, @ATPWorldTour. 

(Claudio Franceschini)

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