PAGELLE / Juventus-Dinamo Zagabria (2-0): i voti della partita (Champions League 2016-2017, girone H)

- La Redazione

Pagelle Juventus-Dinamo Zagabria: i voti a tutti i protagonisti che sono scesi in campo per la partita che era valida per la sesta e ultima giornata del girone H di Champions League

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Foto LaPresse

Ecco le pagelle finali di Juventus-Dinamo Zagabria, con i voti a tutti i giocatori che sono scesi in campo in questa partita che ha concluso il girone H di Champions League. La Juventus si sbarazza senza troppi pensieri della Dinamo Zagabria, vince 2-0 e conferma un primo posto ormai virtualmente già conquistato dopo l’impresa di Siviglia: in gol per i bianconeri Higuain e Rugani. Lunedì a mezzogiorno il sorteggio, nel quale la Juve, come il Napoli, saranno teste di serie.

Dopo il nulla cosmico del primo tempo, legittima la propria superiorità dal 46 in poi, meritando senza strafare una vittoria che assomiglia ad una formalità espletata Conferma anche stasera la propria inadeguatezza a questo livello di competizione e chiude il girone senza neppure un gol segnato. Insomma, un disastro Come successo ieri sera a Lahoz nel match del Napoli, è più da senza voto che da sufficienza. Potrebbe sedere in panchina e scaldarsi con una coperta

Dopo un primo tempo decisamente sotto le attese per la Juventus di Allegri, il risultato allo Stadium è fermo sullo 0-0: tiene bene la Dinamo, che ha rischiato poco e solo in avvio, sulla grande occasione cestinata dal Pipita Higuain. Ritmi lenti e poche emozioni in questa ultima sfida della fase a gironi, che sta confermando a 45′ dalla fine il primo posto della Juve nel suo girone. L’ex bomber del Napoli, servito da Pjanic (voto 6) ha avuto sul destro al minuto 5 la palla buona per superare Livakovic (voto 6); lento e macchinoso Higuain (voto 5) però, con palla intercettata dal rientrante Sigali (voto 6,5), centrale degli ospiti che assieme al compagno Schieldenfeld (voto 6,5 anche per lui) ha fatto bella figura in questa prima frazione. Sufficiente Mandzukic (voto 6) ormai specializzato in interventi difensivi che esaltano il pubblico e compiacciono Allegri ma non troppo efficace nell’area avversaria. I tagli e le iniziative degli esterni Asamoah e Cuadrado (voto 5,5) sono risultati di livello non eccelso, mancando di intensità e ritmo, in generale, il gioco dei bianconeri. Le uniche iniziative della Dinamo sono state inventate da Coric (voto 6), il singolo più interessante dei croati anche in ottica mercato: suo l’unico vero tiro in porta, parato agevolmente da Neto (voto 6). Poco, davvero molto poco, fin qui; basta questo però per avvicinare un primo posto che a meno di grandi colpi di scena andrà in archivio a fine serata.

Interpreta il match in maniera forse fin troppo tranquilla. Il piano sembrava quello di sbloccare subito la sfida e poi amministrare. Sembrava… Tutte le iniziative, buone e meno buone, dei bianconeri partono dai suoi piedi. Poteva sfruttare meglio l’occasione con colpo di testa spedito tra le mani di Livakovic su cross di Mandzukic E’ chiaramente solo un momento, gli manca solo il gol etc etc. Però da lui non ti aspetti certi errori a tu per tu con il portiere

Resistenza senza nemmeno sudare troppo alle offensive avversarie e di tanto in tanto si avventura anche nella metà campo della Juve, in particolare con Coric Recupera bene su Higuain a inizio tempo, ringraziando il Pipita per la lentezza insolita. Buona la sua prova in coppia con Schieldenfeld Si vede poco e quando prende la palla la perde nel giro di pochi secondi. Abbastanza inguardabile (Luca Brivio)

Una parata e mezza in 90 minuti, ci fosse stato un cartonato al suo posto nessuno avrebbe avuto nulla da obiettare

Momento d’oro per il difensore ex Empoli, al terzo gol stagionale (secondo consecutivo) e primo in Champions. Sta dimostrando di essere da Juve

Sbaglia diversi appoggi, stranamente. Prova più da terzino che da centrale, pur partendo nella linea a 3, senza picchi di rendimento particolari

La Dinamo gioca senza punte e quando Coric gli capita a tiro ha vita semplice nel fermarlo

Ancora lontano dal giocatore eccezionale di Udine e del primo periodo juventino. A tratti frenetico, confuso

Si sta trasformando totalmente in metronomo, da mezzala di grande pericolosità in inserimento. E’ il suo ruolo, in questo momento della carriera

Avrebbe modo e tempo di segnare nel primo tempo ma non riesce a griffare il match. Si muove bene a trequarti ma non strappa applausi

Corre sempre tanto, presente in appoggio per i difensori, prezioso tatticamente

Il gol, da attaccante vero, salva la sua partita. Per il resto non combina quasi nulla e sbaglia una rete facile a inizio serata

Migliora con il passare dei minuti pur adeguandosi ai ritmi sincopati di squadra, alti e bassi da sufficienza e nulla più

Si esalta ed esalta il pubblico con gli ormai noti recuperi difensivi. In avanti non si vede invece con particolare continuità ma nel complesso è tra i più positivi

Entra con il fuoco in corpo, tira in porta almeno 4 volte nel giro di pochi minuti, chiama a gran voce una maglia per il derby…

Ci si poteva attendere certamente di più nel primo tempo ma la ripresa più concreta allontana ogni preoccupazione, seppure minima. Obiettivo centrato senza problemi

Qualche buon intervento sugli attaccanti bianconeri ma anche un paio di cali di concentrazione o errori tecnici, non sfruttati da Higuain & co

Non sfigura affatto contro Asamoah e Evra, controlla la fascia di competenza con bravura

Molto positivo nel primo tempo, perde qualche frazione di voto dopo l’intervallo ma è sufficiente

Migliore in campo per gli ospiti, anticipa quasi sempre l’avversario diretto, ottima prova

Nonostante Cuadrado sia in serata balbettante soffre parecchio la velocità del colombiano

Si vede pochissimo, corre dietro a Marchisio e Lemina per tutto il tempo, finendo la carica delle batterie in anticipo

Sovrastato dalla personalità di Pjanic, raramente riesce ad impostare l’azione con lucidità

Un fantasma. Evidentemente soffre il clima, lo stadio, insomma qualcosa che non va c’è…

E’ l’unico a provare qualche invenzione da metà campo in su, pensare che possa disturbare la Juve in solitaria però è ambizioso

S Nè lui nè Fernandes sono attaccanti puri. Si adatta al ruolo, male peraltro

Una sola azione, con passaggio finale verso Neto, in tutta la sua partita. Pochino

Maledice il momento in cui Petev lo chiama dalla panchina per entrare. Si stava cos’ bene sotto la coperta…

La sua squadra è palesemente inadeguata al palcoscenico della Champions. E torna in patria con la sesta sconfitta in 6 partite

(Luca Brivio)

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