Antoine Demoitié/ Morto il ciclista investito durante la Gand-Wevelge. Donati gli organi del ciclista (oggi 29 marzo)

- La Redazione

Antoine Demoitié: morto all’età di 25 anni il ciclista belga investito durante la Gand-Wevelgem, corsa in linea di ciclismo sus tarda che si svolge ogni anno nelle Fiandre

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Immagini di repertorio (Fonte Infophoto)
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Il ciclista morto durante la gara La Gand-Webelgem ha donato gli organi e ha salvato tre vite. La notizia ufficiale è arrivata da parte di Twitter dal compagno di Wanty-Groupe Gaetan: “Dopo aver donato gli organi il mio compagno di squadra ha salvato tre vite“. Un gesto sicuramente importante da parte del ciclista che è stato molto sfortunato a morire durante la gara. Ma certamente verrà ricordato non solo per le sue qualità da ciclista ma anche e soprattutto per il suo grande gesto di umanità che ha portato alla salvezza di vite umane importanti.

La morte di Antoine Demoitié, ciclista belga investito da una moto durante l’ultima Gand-Wevelgem, ha addolorato tutto il mondo dello sport. L’atleta del team Wanty Groupe Goubert aveva solo 25 anni ed è stato investito da un moto dell’organizzazione con a bordo un commissario di giuria. L’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport riporta le dichiarazioni di Vito Mulazzani, che ha seguito tantissime manifestazioni ciclistiche proprio a bordo dei motorini di controllo: “Le difficoltà maggiori -afferma Mulazzani- in moto le vivono gli ispettori di percorso, perché dopo essersi fermati per segnalare un pericolo devono rimontare il gruppo. Quello è il momento più delicato, quello in cui i motociclisti devono stare maledettamente attenti“. Mulazzani ha spigato come la situazione a livello generale non sia semplice durante le gare di ciclismo: “Negli anni sono aumentati i pericoli perché ora le strade sono piede di rotatorie e di spartitraffico. Sono triplicate anche le moto in corsa, ma sono necessarie. Poi sono cresciute le medie: prima la corsa era tranquilla all’inizio, ora si va a tutta dal chilometro zero“. “I ciclisti devono capire che i motociclisti sono un pò i loro angeli custodi. Un amico che ti può salvare la vita. Io metterei persino un clacson differente, in modo che il corridore capisca chi arriva da dietro. I motociclisti invece devono capire come si comporta un ciclista, come si muove il gruppo“.

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