Pronostico Pacquiao vs Bradley / Il punto di Alessandro Duran (esclusiva)

- int. Alessandro Duran

Pugilato, Pacquiao-Bradley: il pronostico dell’ex pugile e ora commentatore tv Alessandro Duran intervistato in esclusiva da ilsussidiario.net sull’atteso match di boxe

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Manny Pacquiao

E finalmente ci siamo, oggi 9 aprile (anche se saranno già le 3.00 di notte in Italia), all’MGM Grand Las Vegas Manny Pacquiao, il pugile filippino torna sul ring per affrontare Tim Bradley, campione Wbo dei pesi welter. Sono 37 gli anni di Pacquiao, 32 quelli di Bradley. Sarà la terza volta che i due pugili si affronteranno. Nell’aprile 2012 la spuntò Bradley, nel 2014 si prese la rivincita, sempre ai punti, Pacquiao. Una sfida stellare che vedrà Pacquiao, l’otto volte campione del mondo, sfidare i limiti di età. Lui, il campione che rappresenta un’intera nazione, è alla conquista di un nuovo successo per dimenticare anche la sconfitta con Mayweather. Per presentare quest’incontro abbiamo sentito l’ex pugile e ora commentatore tv Alessandro Duran. Eccolo in questa intervista esclusiva per IlSussidiario.net.

Pacquiao ancora sul ring contro Bradley, 37 anni non sono troppi? No, direi di no perché è ancora in un buon momento e fisico, potrà quindi affrontare questo incontro con Bradley.

E’ la “bella”: cosa succederà stavolta, quanto sentiranno questo match i due pugili? Credo proprio che sarà un incontro spettacolare, molto sentito da entrambi i pugili che ci terranno a vincere questa “bella” tra di loro. Assisteremo sicuramente a un bel match.

Che incontro si attende da parte di Pacquiao? Un incontro basato sulla velocità e il ritmo. C’è da dire che Pacquiao è molto migliorato in questi anni. Ha dovuto soccombere solo a quel grande pugile che è Mayweather.

E che incontro si attende da parte di Bradley? Un incontro di grande personalità. Credo proprio che Bradley vorrà condurlo fin dall’inizio per mettere in difficoltà Pacquiao.

Un evento spettacolare, una sfida stellare, per dimenticare la crisi del pugilato mondiale? Intanto bisogna dire che ci sono ancora pugili di grande valore e incontri molto interessanti. Ciò non toglie che non si può negare che rispetto a vent’anni fa la boxe non vive più momenti altissimi, sia in Italia che nel mondo.

Perché Pacquiao non vuole ancora fermarsi a 37 anni? Perché ha paura di quello che ci sarà dopo, perché tutti i pugili sono troppo legati alla boxe, innamorati di questo sport.

Chi pensa sarà il vincitore di questo match? Sarà un match aperto a ogni risultato, a ogni vincitore. Potrebbe finire prima della fine del match come ai punti.

Lei per chi tiferà? Diciamo che avendo commentato tante volte gli incontri di Pacquiao mi farebbe piacere che vincesse lui.

Sarà anche Filippine contro Stati Uniti… E’ vero che per le Filippine Pacquiao rappresenta una bandiera, un personaggio molto importante. E’ vero anche però che sul ring ci saranno due pugili che si affronteranno, sarà soprattutto un incontro di pugilato.

Cosa pensa delle polemiche che sono venute fuori per le dichiarazioni di Pacquiao sui gay? Sicuramente Pacquaio ha esagerato, poteva evitare di dire certe cose, visto che è stato anche un politico. Bisogna stare attenti a fare determinate affermazioni. E’ anche vero però che vengono dette anche cose  più grandi di queste e non se ne dà uguale importanza, come spesso succede da parte dei politici.
(Franco Vittadini)

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