NUOTATORI USA RAPINATI / Divieto di lasciare il Brasile: Lochte già partito, versioni contrastanti (Olimpiadi di Rio, 17 agosto 2016)

- La Redazione

Nuotatori Usa rapinati, il giudice del tribunale di Rio emette divieto di lasciare il Brasile dopo versione contrastante di Lochte, già partito da alcuni giorni.

RyanLochte
Ryan Lochte

L’attenzione attorno alla vicenda che ha visto protagonisti alcuni nuotatori Usa rapinati la scorsa domenica in Brasile non accenna a diminuire. Dopo quanto accaduto a scapito di Ryan Lochte e di altri colleghi americani, i quali avrebbero dichiarato di essere stati vittime di una rapina a mano armata, Keyla Blank, giudice della sezione Tifosi e Grandi Eventi del tribunale di Rio ha preso una importante decisione. Nella giornata di oggi, come rivelato da Gazzetta.it, il giudice avrebbe emesso una ordinanza che vieta ai nuotatori Usa di lasciare il Paese. Agli stessi è stato notificato un mandato di comparizione e sequestro dei relativi passaporti recapitato direttamente al Villaggio Olimpico. Sebbene sia stato decretato il divieto di lasciare il Brasile, lo stesso Lochte sarebbe già partito dopo l’interrogatorio della passata domenica, in seguito ai fatti denunciati. Il mandato, dunque, riguarderebbe nello specifico Gunnar Bentz, Jack Conger e James Feigen, nonostante quest’ultimo non sia più al Villaggio. La vicenda dei nuotatori Usa rapinati sarebbe ancora molto confusa. Il fatto sarebbe accaduto la scorsa domenica, quando Lochte e compagni avrebbero asserito di essere stati coinvolti in una rapina da parte di alcuni uomini armati. I nuotatori sarebbero stati fermati e rapinati mentre facevano ritorno al Villaggio dopo una festa, a bordo di un taxi, intorno alle 4 di notte. Ryan Lochte, interrogato in un posto di polizia del quartiere di Leblon, avrebbe però ammesso di avere ricordi poco chiari a causa dell’elevata quantità di alcol assunta durante il party. A smentire il racconto dei nuotatori, sarebbero le telecamere di sorveglianza che avrebbero immortalato il loro rientro in un orario differente, ovvero alle 7 del mattino. Dalle immagini apparirebbero tutti sobri e questo avrebbe spinto il giudice a volerci vedere chiaro nell’intera vicenda.



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