Australian Open 2017/ Maria Vittoria Viviani, una squalifica assurda e poco spiegabile (Tennis, oggi 22 gennaio)

- La Redazione

Australian Open 2017: assurda squalifica a Maria Vittoria Viviani nel primo turno del torneo juniores a Melbourne. L’azzurra “vittima” di una pallina e un supervisor fin troppo scrupoloso

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Maria Vittoria Viviani, 17 anni (Foto LaPresse)

Ricordate lepocale squalifica che John McEnroe subì agli Austrailan Open 1990? Giusto ieri ne ricorreva il ventisettesimo anniversario. Fu una decisione che fece scalpore: per come andarono le cose – McEnroe si confuse credendo di avere un altro penalty point da giocarsi – e perchè fu la prima espulsione di un tennista in epoca Slam. Quella precedente si era avuta nel 1963, a subirla Willie Alvarez: 27 anni, come 27 sono gli anni intercorsi tra il figlio di . di McEnroe a Gerry Armstrong alla squalifica di Maria Vittoria Viviani. Un provvedimento assurdo, come lo ha definito Maria Elena Camerin, responsabile del settore Under 18 a livello nazionale e presente tra gli spettatori del campo numero 13 del Melbourne Park, dove la diciassettenne di Lodi affrontava il primo turno del torneo juniores contro la cinese Xin Yu Wang. I fatti: dopo aver perso 6-2 il primo set, la Viviani ha tirato la pallina alle sue spalle andando verso il suo angolo. Un gesto di stizza e nulla di più: se ne vedono tanti e pure di peggiori. Il problema, se così vogliamo chiamarlo, è che nella sua traiettoria e dopo aver rimbalzato a terra la palla è andata a colpire il petto di un raccatapalle. Niente di più e niente di meno: un contatto che non ha avuto alcuna conseguenza, e per il quale per di più Maria Vittoria si è immediatamente scusata. Non lha pensata così il supervisor del match, che si è rivolto al giudice di sedia riportando il fatto. Il risultato? Lazzurra esterrefatta è stata allontanata dal campo con squalifica immediata – e non potrà nemmeno giocare il doppio. Maria Vittoria è sempre rispettosa ed educata, dentro e fuori ha detto Maria Elena Camerin, che ha riportato il dispiacere della tennista uscita dal campo tra le lacrime. Condividiamo e sappiamo bene come nelle intenzioni della lodigiana non ci fosse certamente la volontà di colpire un raccattapalle, nè tantomeno di mancare di rispetto a qualcuno. Confrontando i due episodi verrebbe anche da sorridere: da una parte il McEnroe furioso che manda a quel paese larbitro e sfascia una racchetta, dallaltra Maria Vittoria Viviani che tira una pallina alle sue spalle senza nemmeno guardare. Il provvedimento è stato lo stesso: la squalifica di Maria Vittoria Viviani deve far riflettere sul confine che passa tra le emozioni provate e manifestate sul campo (positive o negative che siano) e il comportamento antisportivo. Non solo: se è giusto che se un regolamento debba esserci e venire applicato, è altrettanto sacrosanto che per ogni caso si debba cercare di capirne il contesto. Non fosse così dovrebbero fioccare penalità per ogni servizio ritardato (ci sarebbe una regola che riguarda i 25 secondi tra un punto e laltro) e per tante altre cose. In bocca al lupo a Maria Vittoria Viviani per il prosieguo della carriera: avendola conosciuta, sappiamo bene che si metterà presto questo sfortunato e assurdo episodio alle spalle.

(Claudio Franceschini)

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