AL KHELAIFI/ Indagato per corruzione il presidente del PSG: tangenti per i diritti tv del Mondiale?

- La Redazione

Al Khelaifi, indagato per corruzione il presidente del PSG: tangenti per i diritti tv del Mondiale? Il patron del club parigino al centro delle vicende calcistiche per strani magheggi

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Al Khelaifi, patron PSG - Instagram

Torna al centro delle cronache calcistiche il presidente del Paris Saint Germain, Al Khelaifi, ma questa volta, non per un colpo da urlo portato a termine nel calciomercato. Il numero uno del club parigino è infatti finito sotto indagine con laccusa di corruzione nellambito della compravendita dei diritti televisivi del campionato mondiale di calcio. Il torneo in questione è ovviamente quello che si disputerà in Qatar durante linverno del 2022. Insieme ad Al Khelaifi, nel mirino degli inquirenti anche l’ex Segretario generale della FIFA Jerome Valcke: «Sospettiamo che Jerome Valcke si legge in una nota ufficiale diffusa nelle scorse ore dalla polizia Svizzera, da cui è partita l’indagine – abbia accettato vantaggi indebiti da un uomo d’affari nel settore dei diritti sportivi in relazione all’assegnazione dei diritti tv per alcuni paesi delle edizioni della Coppa del Mondo FIFA 2018, 2022, 2026 e 2030 e da Nasser Al-Khelaifi in relazione all’assegnazione dei diritti tv per alcuni paesi delle edizioni della Coppa del Mondo FIFA 2026 e 2030.

NEL MIRINO LEMITTENTE BEIN SPORTS

Al Khelaifi risulta essere coinvolto perché presidente e amministratore delegato di beIN Sports, emittente televisiva qatariota che si sarebbe appunto assicurata i diritti tv della Coppa del Mondo. I due sono accusati in particolare di corruzione, frode e falso, e in parole povere, il patron parigino avrebbe pagato delle tangenti per indirizzare a proprio favore le aste, con laiuto appunto di Valcke. La nota ufficiale ha proseguito: «Il 20 marzo 2017 il Ministero pubblico della Confederazione ha avviato un procedimento penale nei confronti di Al-Khelaifi per corruzione di privati, truffa, amministrazione infedele e falsità in documenti. In collaborazione con le autorità presenti in Francia, Grecia, Italia e Spagna, sono state eseguite contestualmente perquisizioni domiciliari. Nessuno si trova in detenzione preventiva. Per gli imputati vige la presunzione d’innocenza.



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