16 anni e 2.7 milioni di follower/ Lamelo Ball: “Che mi serve andare a scuola?”

Lamelo Ball: 16 anni, 2.7 milioni di follower sui social network: la nuova star del basket americano ha smesso di andare a scuola, ecco le parole del padre

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Lamelo Ball, star del basket USA (Instagram)

Lamelo Ball è pronto a diventare la stella del basket NBA dei prossimi decenni. A soli 16 anni il californiano ha 2.7 milioni di follower sui social network e il suo nome è stato citato a più riprese dai media come il futuro top player della pallacanestro americana. Un fenomeno che non ha bisogno di andare a scuola secondo la sua famiglia. Il padre LaVar Ball, suo allenatore al Liceo di Chino Hills, ha commentato così la vicenda: La maggior parte dei ragazzi giocano nella squadra del proprio liceo perché è ciò che gli piace fare, ma se il coach non ti comprende E inutile dire che per Melo ho dei piani migliori. Chi pensate abbia educato Gelo e Zo? Gli insegnerò ciò che gli serve sapere, dalla matematica alla scienza alla sociologia. Lunica differenza è che quando in geografia studieremo la Cina, lItalia e tutti gli altri paesi, Melo sarà fisicamente lì. Questo – prosegue LaVar Ball ai microfoni dei media americani – non avrà alcun effetto sul suo futuro a UCLA, ci sono ancora due anni prima di quello”.

“MI BASTA UNA TELEFONATA”

Sarà lo stesso padre dunque a insegnare a Lamelo Ball ciò che gli serve, sia sul piano scolastico che su quello sportivo. Un futuro radioso per il sedicenne, destinato ad entrare nell’elite dello sport più seguito in America ed a guadagnare fiummi di danaro tra NBA e sponsor vari. Prosegue il padre LaVar Ball sul futuro del figlio: “Per ciò che concerne il basket, mi basterà fare una telefonata per garantirgli di riuscire a giocare nelle migliori partite in assoluto. Il nuovo allenatore di Chino è entrato dentro lo spogliatoio e ha cercato di cambiare tutto dicendo che aveva giocato ad Arizona, Notre Dame e così via. Ciò che non invece non ha fatto è che in quei posti è sempre stato seduto comodo in panchina. Abbiamo perso tre gare in tre anni, voleva cambiare lintero programma: andiamo, su. Vedremo quante partite riuscirà a vincere senza il mio ragazzo e senza di me ad allenare i suoi compagni di squadra quotidianamente”. Talento da predestinato, tanto che la scuola non è più così necessaria…



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