GABRIELE SANDRI/ Dieci anni fa la morte del tifoso della Lazio: la manifestazione degli ultras

Gabriele Sandri dieci anni fa la morte del tifoso Lazio, il padre: non perdono. Esattamente lundici novembre del 2007, moriva il 26enne tifoso biancoceleste dopo un colpo di pistola

11.11.2017 - Davide Giancristofaro Alberti
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Lo striscione in onore di Gabriele Sandri - Twitter ufficiale Lazio

A dieci anni dalla morte di Gabriele Sandri, il tifoso della Lazio ucciso da un agente mentre si stava recando a Milano per seguire la partita della sua squadra del cuore, ecco una manifestazione di vicinanza da parte degli ultras di tutta Italia. A partire dalle ore 14:30 di oggi, infatti, si sono radunate decine di tifosi provenienti dalla Pensila e anche dal resto d’Europa per commemorare “Gabbo”. Ad annunciare l’evento, sulla pagina Facebook “La Voce della Nord”, era stato il gruppo degli Irriducibili della Lazio:”La famiglia Sandri, la Curva Nord e tutti i tifosi della Lazio organizzano una giornata in ricordo di Gabriele. Per l’occasione si vuole invitare una delegazione di tutte le tifoserie che portano Gabriele nel cuore e che ne hanno onorato la memoria sin dal primo momento, con l’esclusiva intenzione di celebrarne la vita”. (agg. di Dario D’Angelo)

IL PADRE DI GABBO

Era lundici novembre del 2007 quando si spezzò per sempre la vita di Gabriele Sandri. Il 26enne tifoso della Lazio si trovata presso lautogrill di Arezzo e stava andando a Milano per vedere la partita della sua Lazio, ma un colpo sparato dallaltro lato dellautostrada da parte di un agente della pol strada, Luigi Spaccarotella, protagonista di un gesto sciagurato, costò appunto la vita al povero ragazzo. Ricorre quindi oggi il decennale di quei tragici eventi, (il campionato si fermò interamente, cosa mai accaduta prima) e per loccasione, il padre Giorgio Sandri, è stato intervistato dai microfoni del Corriere della Sera: «Il dolore è sempre uguale nella mia mente, certo si va avanti, sono passati 10 anni e si cerca di vivere. Per fortuna laiuto della gente, di tanti ragazzi di tutte le tifoserie, ha un po diluito il dolore in un dolce ricordo. Però mio figlio mi manca, mi manca tanto e immagino che potevo essere nonno anziché di due nipoti magari di quattro, perché oggi Gabriele avrebbe avuto 36 anni.

LA FAMIGLIA ATTENDE ANCORA LE SCUSE

Sandri senior non vuole sentire parlare di morte di un tifoso: «Lassociazione Gabriele tifoso non va fatta prosegue il padre del ragazzo scomparso – lui era in viaggio per Milano come qualsiasi cittadino. La passione che aveva per la Lazio, nonostante la stanchezza per la serata precedente al Piper, gli aveva dato la forza quella mattina di partire con gli amici. Purtroppo il destino di Gabriele si è incrociato con quello di Spaccarotella. Spaccarottela, in carcere dal 2012, era stato condannato a 9 anni e 8 mesi di reclusione, ma pochi giorni fa ha ottenuto la semilibertà. Una decisione incomprensibile per il signor Sandri: «Nei termini tecnici non posso entrare e non posso neanche capirli. Capisco solo che la vita di un ragazzo vale cinque anni di carcere. La famiglia aspetta ancora le scuse dellagente, ma ormai il signor Giorgio non se la sente più di perdonare quanto accaduto: «Il perdono lo potevo dare forse prima chiosa – dopo 10 anni evidentemente non cè stato nessun pentimento, non cè stato nessun passo avanti da parte di lui, voglio chiamarlo così. E quindi perdonare una persona che non è pentita che senso ha?.

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