L’AVVERSARIO SI ROMPE IL GINOCCHIO, LO PROTEGGE CON IL CORPO/ Video, Bruni a terra: Gray gli fa da scudo

- Dario D'Angelo

Protegge l’avversario infortunato, rugby video: Virgile Bruni urla disperato, si è appena rotto i legamenti. Il rivale Talalelei Gray gli fa da scudo col corpo: è successo in Lione-Tolosa

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Il gesto di fair play in Lione-Tolosa

Dicono che il calcio abbia molto da imparare dal rugby. Si tratta di un discorso culturale, perché se le tifoserie di squadre rivali nello sport con la palla ovale raggiungono insieme lo stadio anziché prendersi a botte e insulti, un motivo di fondo ci sarà. Si può riassumere con la parola rispetto, allargandolo al concetto di fratellanza. Ma servono poche parole, giusto un paio di occhi, per capire quanti insegnamenti sia in grado di comunicare il rugby con un solo gesto. Basta vedere cos’è accaduto nella partita tra Lione e Tolosa, impegnate nel campionato Pro 14. Al 20′ del primo tempo il giocatore dei padroni di casa, Virgile Bruni, rantola a terra per il dolore: è impegnato in un’azione difensiva e la gamba sinistra è rimasta sotto ai corpi di quel mucchio selvaggio che va a crearsi ogni qual volta l’ovale viene conteso. Nel calcio cosa sarebbe successo? Il più delle volte uno sguardo all’arbitro: fair play o no? Palla fuori o no? Fischi tu o faccio io? E se ci fanno ripartire dal portiere? La lezione l’ha data a tutti quanti un colosso di nome Talalelei Gray.

IL GESTO CHE COMMUOVE IL WEB

Questo gigante australiano di un metro e 94 centimetri, quando ha sentito le urla disperate del rivale del Lione, non c’ha pensato un attimo. Prima ha tentato di richiamare l’attenzione dell’arbitro e dei compagni poi, quando ha capito che nella foga dell’azione d’attacco nessuno si sarebbe curato di Bruni, ha deciso di mettersi lui stesso a protezione del rivale. Ha usato i suoi muscoli e la sua mole per evitare che, nella ricerca di un varco per andare a punti, un compagno di squadra del Tolone piombasse addosso a quel collega che intanto piangeva e urlava disperato. Aveva già capito, probabilmente dal dolore, che nel tentativo di difendere la linea di meta, aveva di fatto rinunciato ai legamenti. Se n’è uscito tra gli applausi dello stadio, sorretto dai sanitari, e chissà se a fine partita ha stretto la mano a Talalelei Gray: il gigante buono che l’ha protetto dai suoi stessi compagni. Magari hanno passato insieme il terzo tempo: robe che poi c’è chi si indigna se si dice che il rugby è uno sport superiore. 



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