ALEX SCHWAZER/ Il mistero si infittisce: le urine ancora bloccate in Germania!

Che fine hanno fatto le urine di Schwazer? Ce lo chiediamo un pò tutti dal momento che dovevano essere in Italia subito dopo il verdetto della Corte d’Appello di Colonia. NANDO SANVITO

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Alex Schwazer (Lapresse)

Che fine hanno fatto le urine di Schwazer? Non dovevano essere già in Italia dopo il verdetto di metà ottobre della Corte dappello di Colonia? Incredibile, ma vero: sono ancora in Germania! Perché? Perché la melina continua e se mai arriveranno, nel laboratorio dei RIS di Parma per le tanto sospirate analisi del DNA , non sarà nel 2017. Il Tribunale di Bolzano tramite il GIP Walter Pelino – ha sì provveduto nel frattempo a nominare un perito (il colonnello Giampietro Lago, responsabile del RIS di Parma) per coordinarsi con il Laboratorio di Colonia e portarsi a Palazzo Ducale quei 6 millilitri del campione B e altri 9 del campione A delle provette del marciatore altoatesino che gli valsero la squalifica e gli costarono lOlimpiade. Ma il fatto è che il Laboratorio di Colonia a sua volta deve coordinarsi con la IAAF (la Federazione internazionale di atletica) e con la WADA (lAgenzia mondiale antidoping) , i cui funzionari in teoria dovrebbero presenziare alla apertura delle provette, al prelievo del liquido e alla sua sigillatura per il trasporto.

Ma dalla Germania tutto tace, non cè ancora una data e difficilmente lavremo prima dellEpifania e forse anche prima di febbraio. Allora saranno passati più di 17 (!) mesi da quando il Tribunale di Bolzano con rogatoria internazionale ottenne il sequestro delle urine di Schwazer. Sì! Avete letto bene. Da quasi un anno e mezzo si tenta di portare le urine di Schwazer in Italia e non si riesce a farlo! In tutti questi mesi è andata in scena una clamorosa dilazione dei tempi costruita su ostruzionismi, ricorsi, pressioni sul Laboratorio di Colonia e sentenze (corrette per fortuna in appello) della magistratura tedesca.

In questa penosa vicenda IAAF e WADA sono andate a braccetto, alla faccia della terzietà di chi dovrebbe garantire i controlli antidoping, favorendo limpressione che avessero qualcosa da nascondere per opporsi con tanto accanimento a un’analisi del DNA . LOrdinanza di ottobre della Corte dAppello di Colonia non ha posto una data limite alla consegna delle urine, dunque aspettiamoci ulteriori boicottaggi da parte di chi si è sempre opposto a che quelle urine uscissero dal Laboratorio di Colonia. Di certo però il Tribunale di Bolzano non starà con le mani in mano passivamente a farsi prendere in giro da IAAF e WADA.

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