CASO SCHWAZER/ Colpo di scena: il laboratorio di Colonia si rifiuta di dare le urine di Alex al Ris

il colonnello Giampietro Lago del RIS di Parma, incaricato di prelevare le urine di Schwazer, si è visto rispondere dal Laboratorio dI Colonia che la consegna non è possibile. NANDO SANVITO

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Alex Schwazer (Lapresse)

Ecco spiegato il silenzio dalla Germania. Lo ha scoperto il colonnello Giampietro Lago del RIS di Parma, perito del Tribunale di Bolzano, incaricato di prelevare le urine di Schwazer: dopo due settimane di silenzio si è visto rispondere dal Laboratorio dI Colonia che la consegna non è possibile in quanto loro vogliono prima confrontarsi con le autorità tedesche sulle modalità di prelievo e consegna dei campioni sequestrati. Tradotto: lOrdinanza della Corte dAppello di Colonia non ci basta. Domanda innocente: come mai il Laboratorio di Colonia in questi due mesi passati dopo lOrdinanza non ha sentito lesigenza di chiedere chiarimenti allAutorità giudiziaria tedesca e improvvisamente chiede lumi solo dopo aver ricevuto la mail del colonnello Lago?

Altra domanda. Come mai i dirigenti del Laboratorio di Colonia resistono addirittura a unOrdinanza in una questione di cui tutto sommato loro dovrebbero essere parte neutra? Non sono forse semplici custodi di provette sequestrate dallAutorità Giudiziaria? Non dovrebbero dunque lavarsene le mani limitandosi a fare i notai delloperazione e ad attendere che sia il coordinamento tra il perito del Tribunale , la WADA e la IAAF a decidere quando e come prelevare i 15 ml dalle provette? Evidentemente no! Come si era già capito il 30 gennaio di questanno, quando fu proprio il Laboratorio di Colonia a ricorrere alla Magistratura tedesca per non consegnare al Tribunale di Bolzano le provette di Schwazer.

Allora fu chiaro che i suoi dirigenti avevano deciso di interpretare un ruolo attivo per nulla neutrale nella vicenda. Logico come svelarono anche le mail hackerate da Fancy Bear che dietro ci fosse la regia di WADA e IAAF , che quel Laboratorio ricoprono doro accreditandolo per migliaia di controlli antidoping annuali e attività collaterali. Il copione si sta ripetendo ora. Nella vicenda Schwazer lautonomia delle componenti che sovrintendono lattività agonistico-sportiva (TAS compreso) è sembrata una barzelletta. Il risultato è che quellurina non la vogliono sottoporre allesame del DNA o in subordine ritardarne il più possibile lanalisi. Che da quelle urine abbiano qualcosa da temere è sempre più evidente

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