Paulo Dybala/ L’attaccante della Juventus: I campioni sono uomini soli. Una volta ho pensato di mollare

- Silvana Palazzo

Paulo Dybala, l’attaccante della Juventus si confessa: I campioni sono uomini soli. Una volta ho pensato di mollare. La Joya che non ti aspetti: l’intervista a Vanity Fair

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Video Juventus Cagliari (LaPresse, repertorio)

Il calciatore vive in una contraddizione tra verità e apparenza. La questione filosofica è stata affrontata da Paulo Dybala in un’intervista rilasciata a Vanity Fair. L’attaccante della Juventus si è raccontato dentro e fuori dal campo, anche perché è difficile immaginare ciò che c’è nel retropalco. Chi diventa un calciatore quando arriva al mio livello è il più delle volte un uomo molto solo, confessa tra malinconia e ingenuità. Quando abbiamo un pallone tra i piedi, noi calciatori siamo felicissimi. Quello che succede dietro, nel retropalco, spesso non è proprio bellissimo, ha aggiunto Dybala. Ha parlato anche del dono che ha ricevuto da Dio e che va lavorato. Tante promesse nei settori giovanili perdono poi la testa e non sfondano. Tante volte si sente dire avrebbe potuto essere Maradona o Messi. Questo pensiero ha sfiorato anche la Joya: Ecco, io ho lavorato soprattutto per evitare questo.

IL DYBALA CHE NON TI ASPETTI: IL DOLORE PER IL PADRE

La solitudine dei numeri… dieci. Paulo Dybala si confessa a Vanity Fair, dimostrando una maturità che contrasta con la sua giovane età, forse legata agli insegnamenti di papà Adolfo. morto per un tumore, quando avevo 15 anni. Fu un dolore fortissimo, ha raccontato l’attaccante della Juventus. Prima di morire non riusciva più ad andare a trovarlo, quindi trascorse un po’ di tempo a casa. Sei mesi erano troppo pochi e mi venne la tentazione di mollare tutto, ha svelato l’argentino, che dedica tutti i suoi gol al padre. Quella che sta vivendo resta comunque una favola. Il sogno è vincere il Pallone d’Oro: Sarebbe un messaggio importante per tanti bambini. Per tutti quelli che nati in un piccolo posto lontano dai grandi centri possono sperare di poter raccontare una storia simile alla mia. Ma il 24enne ha parlato anche del no alla Nazionale italiana per vestire la maglia dell’Argentina: Mi è stato chiesto di vestire l’azzurro e sono stato molto grato. Avevo 19 anni e rispondere ‘no, grazie’ fu dura. Ma sono argentino e sarebbe stato un inganno.



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