Maria Sharapova/ News, il ritorno dopo la squalifica per doping divide il tennis

Maria Sharapova tornerà a giocare dopo la squalifica per doping: la wild card che il torneo di Stoccarda le ha concesso divide il mondo del tennis. Perplessi i numeri 1 Atp e Wta

13.03.2017 - La Redazione
Sharapova_aeroporto
Maria Sharapova, 29 anni (Foto LaPresse)

Torna a giocare e il mondo del tennis si divide. Archiviata la squalifica per doping che le ha fatto saltare tutto il 2016 (o quasi), la russa – lo scrivevamo un paio di mesi fa – tornerà in campo nel torneo di Stoccarda (terra rossa) che ha vinto tre volte consecutive tra il 2012 e il 2014. La Stampa riporta oggi un articolo sulla reazione dei suoi colleghi; già, perchè il fatto è che alla Sharapova è stata concessa una wild card per entrare nel tabellone principale del torneo.

Significa saltare i turni di qualificazione, significa soprattutto poter prendere parte a un appuntamento che in maniera diversa le sarebbe stato precluso (essendo ferma da un anno la russa non ha più una classifica Wta). “Credo che dovrebbe risalire da sola” è il pensiero di Andy Murray, numero 1 ATP, che da una parte ha ammesso che i tornei guardano al loro tornaconto – e avere la Sharapova in tabellone attira spettatori e introiti – ma dall’altra si è detto dubbioso sul fatto che Wimbledon (torneo di casa e citato con cognizione di causa) concederà una wild card a Maria se la classifica dovesse esserle contro.

Un pensiero al quale si è allineata anche Angelique Kerber, la numero 1 Wta (lo sarà ufficialmente e nuovamente al termine della prossima settimana): campionessa nelle ultime due edizioni a Stoccarda, la tedesca ha più volte detto che la situazione è strana e ha difeso la posizione di tante connazionali che “meriterebbero la wild card”.

Se non altro la Kerber ha parlato a favore di qualcuno; non così Garbine Muguruza, che una volta appreso del ritorno della Sharapova ha acidamente commentato – lo riporta Marca – che “nemmeno mi ricordo di lei e le altre giocatrici sono poco interessate a questo argomento”. Dopo queste parole assume contorni più definiti la cancellazione del match che le due avrebbero dovuto giocare alla Caja Magica su un campo metà erba e metà terra (come Federer e Nadal avevano già fatto), saltato ufficialmente per un problema alla caviglia della spagnola.

Ci sono comunque delle sporadiche eccezioni. Una di queste è rappresentata da Svetlana Kuznetsova, che di Masha è connazionale e con lei ha giocato più volte in Fed Cup; altre sono i tornei che l’hanno invitata, per esempio gli Internazionali d’Italia che la Sharapova ha vinto tre volte e che, come lei stessa ha ammesso, sono stati i primi a chiamarla per giocare. Non lo ha fatto il Roland Garros che, pur avendo salutato due titoli della russa, è restio nel concederle una possibilità: “Che senso ha investire tanti soldi nel fondo antidoping e concedere una wild card a chi è stato squalificato?” si è chiesto il presidente Bernard Giudicelli.

Insomma: il ritorno “agevolato” della Sharapova non trova consensi, ma va detto che il regolamento è dalla sua parte perchè – lo ha ricordato Simona Halep – Maria è una ex numero 1 del mondo e ha vinto cinque Slam, dunque ha i requisiti per godere di una wild card e, poichè il primo turno di Stoccarda si gioca usualmente su tre giorni, ci sono anche i tempi tecnici perchè torni – come stabilito per iscritto – nel giorno stesso o successivo rispetto al termine della squalifica.

Ad ogni buon conto la russa può consolarsi con un precedente illustre: quando Monica Seles fu accoltellata ad Amburgo, rimanendo lontana dai campi per due anni e mezzo, aveva 19 anni e otto Slam ed era il principale traino del circuito. La WTA propose il congelamento della sua prima posizione nel ranking: rifiutarono tutte, con la sola eccezione di Gabriela Sabatini che, qualche anno dopo, avrebbe dichiarato di aver pensato innanzitutto alla persona e non alla giocatrice (a onor del vero va detto che Steffi Graf, all’epoca grande rivale della Seles, andò a trovare la collega in ospedale). 

(Claudio Franceschini)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori