Michele Scarponi/ Il ricordo di Maurizio Fondriest: campione e uomo vero. Emergenza sicurezza! (esclusiva)

- int. Maurizio Fondriest

Michele Scarponi, il ricordo di Maurizio Fondriest: campione e uomo vero, ci mancherà molto. Troppi incidenti per i ciclisti: emergenza sicurezza! (esclusiva)

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Ricordo per Michele Scarponi - La Presse

Una tragedia incredibile. Michele Scarponi è morto stamattina in un incidente stradale mentre si allenava per il Giro d’Italia a Filottrano, il suo paese. Un furgone avrebbe omesso di dargli la precedenza: l’impatto è stato violentissimo. Dopo l’iniziale soccorso, Scarponi è stato trasportato da un elicottero dall’ospedale Torrette di Ancona. L’anestesista rianimatore non ha potuto far altro che constatare il decesso, perché Michele Scarponi è deceduto sul colpo. Scarponi, 37 anni, è stato uno dei corridori più forti italiani dell’ultima generazione. Aveva vinto il Giro d’Italia 2011 dopo la squalifica di Contador, alla corsa rosa aveva ottenuto diversi piazzamenti di prestigio. Dopo la rinuncia di Fabio Aru era diventato il capitano dell’Astana per il Giro 2017, il numero 100. Veniva da un successo pochi giorni fa al Tour of the Alps, l’ex Giro del Trentino. Per un ricordo di questo grande campione abbiamo sentito Maurizio Fondriest. Eccolo in questa intervista esclusiva per IlSussidiario.net.

Ci lascia un ricordo di Michele Scarponi? Era uno dei nostri migliori corridori, molto professionale, molto serio e preparato. Era appena tornato dal Tour of the Alps dove aveva vinto una tappa e oggi già alle otto di mattina aveva preso la bicicletta per allenarsi. Lo conoscevo bene e l’avevo visto per l’ultima volta a gennaio. Ero in Portogallo nel suo stesso albergo, avevo parlato con Scarponi, avevo scambiato con lui qualche battuta, qualche parola. Era il solito Scarponi, sempre disponibile, sempre eccezionale…

Una tragedia che si poteva evitare? Non so bene cosa sia successo, di certo purtroppo non è la prima volta che i corridori vengono coinvolti in queste tragedie. Penso ad esempio a Casarotto, il ciclista di 19 anni, oppure a Tommaso Cavorso, esordiente non ancora quattordicenne, tanti altri casi non così famosi come quello di Scarponi, succedono spesso nel ciclismo.

E’ in discussione tra l’altro la legge sulla sicurezza per i ciclisti, cosa ne pensa? Si tratta di una legge che dovrebbe essere approvata per casi come questi, per tutti quei ciclisti che ogni giorno muoiono sulle strade. La proposta sulla distanza minima per sorpassare in auto le bici, di almeno un metro e mezzo, è la proposta ideale…

Anche tutto il mondo dello sport lo ricorda con un minuto di silenzio… Una cosa giusta certo ma non basta. Bisognerà fare di più, approvare questa legge per evitare queste tragedie… Bisognerà fare veramente di più!

Ci può descrivere Scarponi tecnicamente? Era un grande campione con tanti piazzamenti importanti al Giro e quel successo del 2011, dopo la squalifica di Contador. Uno scalatore che correva sempre con rapporti abbastanza lunghi.

Anche un gregario prezioso per Nibali in questi anni… Scarponi ha saputo trasformarsi. Da capitano è diventato anche un gregario di Nibali, lo ha aiutato l’anno scorso nella vittoria del Giro. Quest’anno doveva aiutare Aru al Giro, dopo la rinuncia del sardo l’Astana puntava su di lui alla corsa rosa.

Cosa farà adesso dunque l’Astana? Non lo so, penso però che vorranno onorare il Giro per ricordarlo nel migliore dei modi.

Cosa vuole dire alla sua famiglia, che messaggio vuole lasciare? Il primo pensiero è proprio per la famiglia, sua moglie, i due figli piccoli di Michele. Un forte abbraccio a tutti loro. Voglio dire loro che Michele starà accanto a loro. Lo so, è difficile, molto difficile, ma li guarda dall’alto, sarà sempre vicino a loro… (Franco Vittadini)

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